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Ticino
23.02.2019 - 14:350

Novant'anni dell'Ustat e di ‘dati... fondati’

Il 19 febbraio 1929 il Gran Consiglio ha deciso per l’istituzione dell’Ufficio di statistica. Il Capoufficio Origoni: ‘Sempre trasparenti, rigorosi, indipendenti’

Fotografare la realtà, descriverla, illustrarla, tradurla in numeri. Spiegarla, anche. Questo fa la statistica, e in Canton Ticino lo fa ufficialmente da novant’anni. Vale a dire da quel 19 febbraio 1929 in cui il Gran Consiglio decise l’istituzione dell’Ufficio cantonale di statistica. Il novantesimo compleanno è stato festeggiato con un evento organizzato ieri a Bellinzona dal Dipartimento finanze ed economia.

Già quasi un secolo fa, ha ricordato il capoufficio dell’Ustat Pau Origoni, «nel nostro Cantone si avvertiva la necessità di avere un quadro chiaro della situazione, per portare avanti le rivendicazioni verso Berna con del costrutto. Basandole su fatti reali, non su opinioni o sentimenti». Ieri come oggi, insomma, era chiaro come la realtà andasse catturata in un’istantanea fedele, rigorosa, precisa. Per poi spiegarla, si diceva. Certo, ma «senza mai rinunciare a trasparenza, imparzialità, obiettività e rigore scientifico» rimarca Origoni. L’Ustat «nel 2018 ha pubblicato 260 uscite, e al momento conta 672 tabelle dati e una mole di numeri e studi racchiusi in otto collane». E numerose sono le sfide che attendono l’Ufficio di statistica: «Cercheremo di offrire sempre un alto livello di qualità e affidabilità e un corretto rapporto tra dati e fonti grazie all’integrazione con nuovi numeri e all’automatizzazione. Senza dimenticare la messa in rete delle nostre conoscenze – ha concluso Origoni – perché siamo inseriti in un contesto intercantonale, nazionale e transfrontaliero che va sempre ricordato».

Proprio questo tema è stato ripreso da Livio Lugano, vicedirettore dell’Ufficio federale di statistica. Le statistiche regionali e federali «sono complementari, oggi più che mai». Nel senso che «la vera sfida è analizzare i problemi e le dinamiche in contesti che sono sempre più connessi tra loro. Solo così possono emergere tutte le problematiche e, di conseguenza, possiamo avere informazioni complete».

Il lavoro dell’Ustat è stato lodato anche da Christian Vitta, direttore del Dfe, rilevando come «il ruolo della statistica pubblica cantonale è quello di descrivere la realtà con criteri oggettivi, misurandola e quantificandola senza farsi influenzare da interessi particolari, portandola nelle nostre case». Numeri, quelli ottenuti dalle analisi dell’Ustat, che per Vitta «sono essenziali per consentire un dibattito politico che sia al di sopra delle parti, trasparente e democratico basato su dati oggettivi». Va da sé, conclude il direttore del Dfe ribadendo quanto osservato da Origoni, «che appunto perché destinati al pubblico, i risultati di questi studi sono contraddistinti da un approccio scientifico, serio e indipendente, con alla base un rigore assoluto».

 

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