DJOKOVIC N. (SRB)
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CARRENO BUSTA P. (ESP)
1
2 set
(4-6 : 6-6)
STOJANOVIC N./DJOKOVIC N.
BARTY A./PEERS J.
10:10
 
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29.12.2018 - 06:010

Finché divorzio non vi separi

Si stima che più di quattro matrimoni su dieci celebrati nel 2015 finiranno davanti agli avvocati. Cresce il numero di separazioni con il coinvolgimento di almeno un figlio

Più di quattro matrimoni su dieci finiscono con un divorzio. La stima presente nello studio ‘Le famiglie in Ticino - Un ritratto statistico dei nuclei familiari con figli’, curato da Francesco Giudici e pubblicato dall’Ufficio di statistica (Ustat), è chiara: in Ticino il 43,5 per cento dei matrimoni celebrati nel corso del 2015 finirà seduti di fronte con un avvocato per parte. Se, in modo costante, “nel corso degli anni si è assistito a un notevole aumento del numero dei divorzi – si legge nell’analisi – il loro numero ha comunque smesso di crescere”. Si è stabilizzato, insomma. Però c’è un però, ed è relativo alla difficoltà di lettura dei dati. Una lettura resa complicata “sia dal modificarsi della legislazione in materia, sia dal sistema utilizzato per raccogliere i dati”. Ed è proprio quest’ultimo cambio nel metodo di rilevazione che “impedisce di confrontare la situazione odierna con quella precedente al 2011”. Ma cosa è cambiato? Semplice: a partire da ormai otto anni fa, il dato dei divorzi non è più basato sulle sentenze emesse dai tribunali, ma sui registri informatizzati dello stato civile. Siccome in questi ultimi “l’informazione sul divorzio viene inserita solo se i dati dei coniugi vi sono già presenti, non tutti i casi che venivano riportati prima del 2011 lo sono anche con la nuova metodologia di rilevazione”. Questo, va da sé, porta alla rottura della serie storica. Serie che però, dal 2011, non mostra grossi scossoni. Nel 2015, infatti, si sono registrati 672 divorzi “con un tasso di divorzialità anch’esso stabile sugli 1,9 divorzi ogni mille abitanti”.

Prima delle carte bollate si resta sposati, in media, circa 15 anni

Ma quanto dura un matrimonio prima di finire a carte bollate? La durata media dei matrimoni, si legge nello studio dell’Ustat, è in aumento. “Oggi più di quattro divorzi su dieci sono pronunciati dopo meno di 10 anni, un quarto lo sono dopo 10-19 anni mentre la parte restante – vale a dire tre su dieci – dopo più di 20 anni di unione”. La durata media di un matrimonio è fissata in 15,4 anni, in crescita rispetto al passato: nel 1969, infatti, era di 12,8 anni. L’allungamento della durata dei matrimoni che finiscono male, continua l’analisi, “si traduce anche in un aumento dell’età media degli ex coniugi, che oggi sono frequentemente degli ultracinquantenni: la percentuale di chi divorzia dopo i 50 anni è passata dal 10,1 per cento al 28,4 per cento per gli uomini e dal 17 al 40 per cento per le donne”. Il tutto, nel giro di trent’anni. Matrimonio, non obbligatoriamente ma frequentemente, vuol dire anche figli. E va da sé che un divorzio quando ci sono di mezzo dei bambini sia più delicato. Nel 2010, anno in cui è stata svolta l’ultima analisi in questo senso, “quasi la metà degli scioglimenti – il 44,7 per cento dei casi – vedeva coinvolto almeno un figlio minorenne”. E per comprendere meglio la portata del fenomeno, i numeri: “Su 885 sentenze, 369 di queste hanno visto coinvolto almeno un figlio. Per un totale di 608 figli toccati da questa decisione”. Numeri che, se si considerando le cifre assolute, “sono più che triplicati. Nel 1969 i divorzi con figli erano 102, e i bambini coinvolti 175”. Ad ogni modo, nello studio di Giudici viene pure evidenziato un altro fatto importante. Ovvero quello che “raramente i genitori divorziano quando i figli sono ancora molto piccoli. Nel 10 per cento dei casi i figli hanno meno di 5 anni, mentre in 7 divorzi su 10 i figli hanno tra i 5 e i 14 anni”.

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