laRegione
ha-un-tumore-ma-la-cassa-non-paga
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
9 ore

Scuole medie di Lodrino: ampliamento e un sogno (la piscina)

Dal Municipio di Riviera due messaggi per la variante di Piano regolatore e per la permuta dei terreni privati necessari al Cantone
Mendrisiotto
9 ore

Casa anziani Soave di Chiasso, nove residenti positivi

Lo comunica il Dipartimento della sanità e socialità, precisando che per i nove ospiti è stato disposto l'isolamento in camera
Luganese
10 ore

Mortale di Sigirino, la difesa ricorre in Appello

Contro la condanna a 10 anni di carcere per omicidio intenzionale l'avvocato Yasar Ravi impugnerà la sentenza pronunciata dalle Assise criminali
Mendrisiotto
10 ore

Delitto di via Valdani, a processo 5 anni dopo

Rinviati a giudizio padre e figlio, accusati dell'assassinio di un 73enne in un parcheggio sotterraneo di Chiasso
Ticino
11 ore

In Ticino rimandate cresime e prime comunioni

Lo comunica il vescovo di Lugano in una lettera ai ticinesi dopo che Berna ha fissato a 50 il tetto massimo di fedeli ammissibili negli edifici di culto
Locarnese
11 ore

Minusio, preventivo 2021 con disavanzo di quasi due milioni

A pesare sul bilancio sono la pandemia e i suoi strascichi. Moltiplicatore invariato al 78%, una scelta 'politica': ‘È una situazione straordinaria’
Luganese
12 ore

Il colpo di Monteggio, chieste massicce riduzioni di pena

Gli avvocati Galliani e Bordignon avanzano in via principale l'assoluzione per il 40enne e il 63enne. Domani la sentenza.
Gallery
Locarnese
12 ore

Lionza, per Palazzo Tondü già una trentina d'interessati

Numerosi coloro che hanno risposto all'invito della Fondazione. Prolungata, nel frattempo, la durata del concorso che scadrà il 31 gennaio
Mendrisiotto
12 ore

Delitto di via Valdani a Chiasso, in aula per assassinio

La Procuratrice pubblica Marisa Alfier ha rinviato a giudizio padre e figlio. I fatti risalgono al 27 novembre 2015
Cantone
16.07.2018 - 06:000
Aggiornamento : 09:43

Ha un tumore, ma la cassa non paga

La madre: 'Ci affidiamo al medico, speriamo si risolva perché 3mila franchi per noi sono davvero tanti'

Quando l’oncologo ti dice che tuo figlio 12enne ha un tumore, vorresti poterlo proteggere da quel ‘male’ e dalle pesanti terapie che lo attendono. Ma il tutto diventa surreale, quando scopri che la cassa malati non vuole coprire le cure necessarie. Non farmaci sperimentali o medicine costosissime che allungherebbero la vita di qualche mese. Niente di tutto ciò. Stiamo parlando di una cura per evitare recidive, usata da anni in Europa. I genitori dell’adolescente, già gravati da spese extra, rischiano di vedersi accollare anche una fattura di 3’000 franchi. «È penosa la decisione della nostra assicurazione, ci è crollato il mondo addosso, mio figlio ha bisogno della cura», dice la madre.

La madre: 'Il cancro di nostro figlio ci ha messo in ginocchio, anche economicamente'

 

«È devastante sapere che tuo figlio 12enne, ancora un bambino, ha il cancro. Finché non lo vivi non sai cosa significa vederlo vomitare e vegetare senza la forza di reggersi in piedi. Lui soffre e tu puoi solo stargli vicino». Lo scorso anno, Marta viene informata dal dottor Brazzola all’ospedale San Giovanni di Bellinzona che suo figlio (il più giovane) ha un raro sarcoma. Una diagnosi che stravolge la quotidianità della famiglia del Mendrisiotto: due figli e due salari. «Per me e mio marito non era economicamente possibile stare a casa per occuparci di nostro figlio. Se avessi lasciato il mio lavoro non avremmo mangiato», ci racconta la madre (che preferisce restare anonima). Nel giro di qualche mese la donna crolla fisicamente ed emotivamente e va in malattia: «Vedevo lui stare male, poi c’erano continui spostamenti per cure e ricoveri. È stata molto dura».

12 mesi di terapie e la madre crolla

Dodici mesi di cure pesanti tra chemioterapia, radioterapia e poi l’intervento. Malori continui e corse in ospedale. «Spesso il suo sistema immunitario calava a picco e si doveva intervenire con farmaci molto costosi, da duemila franchi a dose. Ci sono state tante spese extra, abbiamo faticato ad onorarle. Quando abbiamo saputo che la cassa malati non rimborsava la cura di mantenimento ci è crollato il mondo addosso. Proprio non capisco, mio figlio è ad alto rischio di recidiva. Questa terapia di routine è determinante per evitare un nuovo tumore. Perché non vogliono pagare?». Al peggio, a volte, non c’è fine, per fortuna c’erano i parenti. «Siamo una grande famiglia, molto unita, da soli non ce l’avremmo fatta», precisa. Anche la scuola li ha aiutati. «Mio figlio ha mancato tante lezioni. Quando era immunodepresso, era impossibile metterlo in classe e il suo docente lo ha aiutato a casa». L’adolescente è uscito dalla fase acuta, si sta ancora curando e piano piano recupera le forze, a settembre forse inizierà la quarta media. A pesare per la madre c’è la ‘maledetta’ fattura che l’assicurazione non vuole pagare. «Ci affidiamo al medico, speriamo che si risolva perché 3’000 franchi per noi sono davvero tanti».

 

 

 

 

 

 
© Regiopress, All rights reserved