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Ticino
15.06.2018 - 14:530

Il Ticino versa i ristorni, Governo diviso

Decisione presa a maggioranza. Trattativa su progetti comuni con Lombardia e Piemonte

Il Consiglio di Stato ha autorizzato a maggioranza il versamento all’Italia della quota di imposte alla fonte sul reddito 2017 dei lavoratori frontalieri, secondo l’accordo italo svizzero del 1974. I contrari sarebbero i ministri Zali e Gobbi, s tando aquanto spiegato da quest'ultimo  Il Governo, si legge in un comunicato stampa,  ha nel contempo avviato trattative transfrontaliere con le Regioni Lombardia e Piemonte, per la stesura di un piano di interventi congiunto («roadmap») nei settori infrastrutture, ambiente e mobilità. Il Governo ha deciso di procedere al versamento dei cosiddetti «ristorni» entro il 30 giugno, rispettando la scadenza prevista dall’Accordo italo svizzero del 3 ottobre 1974. La somma corrisponderà alla parte italiana dell’imposta alla fonte sul reddito versata nel 2017 dai lavoratori frontalieri. La decisione del Consiglio di Stato ha tenuto conto delle decisioni espresse dalle Regioni Lombardia e Piemonte, rispettivamente il 25 maggio e l’11 giugno scorso. Entrambi i Governi regionali hanno infatti confermato la disponibilità a elaborare un documento progettuale congiunto («roadmap»), che preveda l’utilizzo dei ristorni per realizzare opere infrastrutturali, di protezione dell’ambiente e a favore della mobilità transfrontaliere. La roadmap – che verrà presentata nel corso dell’estate – conterrà un elenco di progetti strategici e indicazioni precise sui tempi di realizzazione delle opere. L’avvio di questa collaborazione segue l’indicazione fornita lo scorso 28 maggio dal Gran Consiglio ticinese, che ha chiesto l’avvio di trattative con le autorità italiane affinché i ristorni siano utilizzati per finanziare interventi in favore della mobilità transfrontaliera. Nel corso dei prossimi mesi, il Consiglio di Stato concorderà inoltre con il Consiglio federale un piano di azione per favorire l’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia, superando così l’attuale accordo del 1974. L’auspicio del Governo ticinese è che sia possibile raggiungere in tempi brevi una soluzione per approvare la versione dell’accordo parafata il 22 dicembre 2015, o una sua variante che risulti in linea con le esigenze del nostro Cantone.

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