Con la sorella Enza Cappelletti De Rosa (Ti-Press)
Ticino al Voto
08.04.2019 - 12:020
Aggiornamento : 13:19

'Sono e sarò me stesso' (intervista a Raffaele De Rosa)

'Risolvere i problemi non è mai facile – dichiara il neo eletto alla 'Regione' – ma bisogna partire con l’impegno, la serietà, la professionalità e la voglia di ascoltare i cittadini'

Raffaele De Rosa, quali sono stati gli elementi che le hanno permesso di vincere in modo così schiacciante?

È difficile da dire, probabilmente è stato un mix di fattori. Ho cercato e cercherò sempre di essere me stesso. Ho cercato di portare delle proposte concrete e la serietà del lavoro svolto in 16 anni in Gran Consiglio, nonché quanto fatto a livello regionale con l’Ente per lo sviluppo.

Potrebbe essere stato qualche tema relativo alle Tre Valli ad averla favorita?

Mi sembra che ci sia stato un sostegno generale da tutto il canton Ticino, quindi dev’essere qualcosa che va al di là della semplice appartenenza regionale ad aver convinto gli elettori. Risolvere i problemi non è mai facile ma bisogna partire con l’impegno, la serietà, la professionalità e la voglia di ascoltare i cittadini.

La partecipazione alle urne è stata del 69% a Riviera e del 68% a Biasca, merito della sua presenza in lista?

Assolutamente no. Ci sono candidati molto validi di vari schieramenti politici per il Gran Consiglio residenti nel Comune di Riviera. Lo stesso vale per Biasca, che vede anche esponenti del Municipio in lizza. Credo dunque che l’alta partecipazione sia merito di questo.

Veniamo al suo partito, il Ppd. Non c’è stato un nuovo calo; anzi, ha guadagnato qualcosina...

C’è la componente schede e c’è la componente panachage. Al momento non sono in grado di fare una valutazione compiuta al riguardo. Posso però dire che la lista per il Consiglio di Stato era una buona lista, con candidati molto validi. E la sfida fra il sottoscritto e Paolo Beltraminelli ha mobilitato il nostro elettorato.

Al congresso di Castione Beltraminelli aveva detto che il Ppd deve mantenere il Dipartimento sanità e socialità: condivide?

Quella dei dipartimenti è comunque una scelta collegiale da parte del governo. Sì, accetterei di buon grado la direzione del Dss, un dipartimento molto importante ma questo andrà discusso in Consiglio di Stato. L’importante è cominciare con un governo coeso, che dal primo minuto lavori con efficienza a favore dei cittadini.

Maggioritario sì? Maggioritario no?

Penso che i problemi dei cittadini siano altri. Se bisogna discutere del tema sono certamente pronto a farlo. Ho sempre ritenuto che proprio nel nostro sistema democratico, molto partecipativo, dove ci sono i diritti di iniziativa e di referendum, il proporzionale permette di rappresentare tutte le forze politiche. Ripeto, sono però pronto a discuterne.

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