Novazzano

La Lega chiede l’uscita di Girotondo da Ecam

Ivano Lurati e Fabrizio Soldini sollecitano il Municipio di Novazzano ad avviare la procedura per restituire autonomia gestionale alla casa per anziani

La Lega chiede l’uscita di Girotondo da Ecam
La casa anziani di Novazzano
(Ti-Press)
22 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

“È giunto il momento di assumere una decisione chiara e definitiva: avviare l’uscita della Casa per anziani Girotondo dall’Ente Case Anziani Mendrisiotto (Ecam) e restituirle autonomia gestionale e decisionale”. È quanto chiedono Ivano Lurati e Fabrizio Soldini (Lega dei Ticinesi), in una lettera aperta indirizzata al Municipio di Novazzano.

Le motivazioni di tale richiesta si articolano attorno a diverse questioni: le criticità organizzative della rete Ecam, l’instabilità ai vertici, le difficoltà nei rapporti tra l’Ente e la Fondazione Casa Girotondo e le pendenze finanziarie ancora da chiarire. “Le difficoltà di Ecam non sono recenti”, sottolineano i firmatari, ricordando l’analisi esterna del 2024 affidata a Giorgio Pellanda, che aveva evidenziato come il processo di aggregazione fosse stato “avviato troppo rapidamente”. Nella lettera vengono inoltre richiamati i recenti cambiamenti ai vertici, con le dimissioni del presidente Daniele Caverzasio e la partenza della vicedirettrice Alessandra Pitozzi, che si sono aggiunti all’uscita del direttore Fabio Maestrini, avvenuta alla fine di giugno 2025, poco più di un anno dopo il suo insediamento. A tal proposito, ricordano i firmatari, “il concorso pubblicato nel marzo 2026 per individuare il successore è stato successivamente ritirato, senza che fosse ancora definita una nuova procedura”.

Particolare attenzione è riservata alla situazione finanziaria della Fondazione, che attende circa 350mila franchi legati in particolare agli oneri ipotecari degli ospiti fuori comprensorio. “È quindi necessario stabilire con precisione quali somme siano effettivamente dovute”, scrivono Lurati e Soldini, chiedendo anche verifiche sugli accordi contrattuali e sulla rendicontazione di spese e investimenti. La richiesta, precisano, non nasce da un singolo episodio e non considera già accertate tutte le contestazioni emerse. I firmatari chiedono una verifica giuridica e finanziaria completa, garantendo al contempo la continuità dell’assistenza, la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela del patrimonio. Infine, affermano i due firmatari, “il Municipio deve verificare se l’attuale modello gestionale tuteli adeguatamente il patrimonio comunale” e concludono con un appello all’Esecutivo affinché decida e agisca, trasformando l’uscita da Ecam “in un obiettivo concreto, con tempi, responsabilità e passaggi definiti”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali