Intercettati grazie alle segnalazioni di familiari delle vittime e cittadini. Si preparavano a tentare un altro raggiro

Le manette sono scattate mercoledì scorso. A finire in stato d'arresto sono un 39enne e un 28enne cittadini slovacchi, entrambi residenti in Slovacchia, e un 30enne cittadino ceco residente in Repubblica Ceca. Su di loro pesa, infatti, il sospetto di aver preso parte a truffe ai danni di persone anziane tramite le cosiddette ‘chiamate shock’. A condurre sulle loro tracce, come fa sapere una nota congiunta di Ministero pubblico e Polizia cantonale, è stata la segnalazione tempestiva dei famigliari di una vittima alla Centrale comune d'allarme (Cecal). Il raggiro risale al 21 settembre scorso. Poi gli accertamenti effettuati dagli inquirenti della Polizia cantonale, con il supporto tecnico della Polizia Città di Lugano, hanno dato modo di risalire a un veicolo sospetto con targa ceca.
L'auto è stata fermata, sempre mercoledì, a Chiasso da collaboratori dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc). La perquisizione del mezzo ha portato alla luce del denaro contante e oggetti di valore. In base agli accertamenti condotti sin qui, la mattina stessa i tre arrestati avrebbero commesso una truffa a Melano e, a quanto pare, ne stavano preparando un'altra, poi sventata grazie a un'ulteriore segnalazione da parte di un tassista e al supporto della Polizia Città di Mendrisio.
Come verificato dagli inquirenti, il modus operandi ricalca quello già evidenziato a più riprese in passato. In questo caso, si spiega, facendo leva su un nipote con urgente bisogno di cure mediche, gli autori chiedevano con insistenza alle vittime un'importante somma di denaro. Vittime pressate sul tempo e indotte a consegnare i soldi a disposizione e gli averi custoditi in casa: si parla di alcune migliaia di franchi e diversi oggetti preziosi.
A questo punto saranno le indagini a stabilire un eventuale coinvolgimento dei tre uomini – il cui arresto è già stato confermato dal Giudice dei provvedimenti coercitivi – in altri raggiri tentati o messi a segno, di recente, sul territorio cantonale, dove nelle ultime settimane si è constatata una recrudescenza di questo genere di truffe. Al momento l'ipotesi di reato nei loro confronti è quella di ripetuta truffa e infrazione alla Legge federale sugli stranieri. L'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Veronica Lipari.
Per prevenire e cautelarsi da queste disavventure è utile consultare il sito della Polizia cantonale (https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche).