Mendrisiotto

Anche Novazzano è preoccupato per Ecam. Ma un ‘divorzio’ va ‘ponderato’

Dopo il lancio della petizione, il Municipio esce allo scoperto: ‘Servono chiarezza e rispetto dei patti’. Espressa vicinanza a ospiti, familiari e personale di Casa Girotondo

In cima ai pensieri c’è il benessere della struttura
(Ti-Press)
21 settembre 2026
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Su Ecam, l'Ente case anziani del Mendrisiotto, il Municipio di Novazzano non intende mollare la presa. Lunedì lo ha messo anche nero su bianco in una nota ufficiale. Dopo il lancio di una petizione nelle settimane scorse – come pubblicato su queste colonne – e davanti alla raccolta firme a sostegno di un ‘divorzio’ tra Casa Girotondo e l'Ente, l'autorità comunale ha ritenuto di far sentire la sua voce. Del resto, le criticità, si legge, ci sono e vanno "affrontate e risolte senza ulteriori indugi". Quanto alle preoccupazioni esternate dai consiglieri comunali e dalla popolazione, si conferma, sono condivise "pienamente" dall'Esecutivo; il quale dice di seguire "con grande attenzione" l'evolversi della situazione. E se problematiche e interrogativi "non possono lasciare indifferenti", emerge altresì "la necessità di garantire trasparenza, stabilità e chiarezza nella gestione di un settore particolarmente sensibile e importante per tutti noi", si sottolinea. Quanto basta per ribadire che Novazzano intende agire con "fermezza", affinché vengano rispettati gli statuti e garantiti gli interessi della struttura e della comunità locale. Non di meno, si richiama nello scritto, "decisioni circa l'uscita da Ecam vanno ben ponderate", anche perché gli attori in campo – con l'Ente e Novazzano, pure la Fondazione Casa Girotondo, Mendrisio e il Cantone – sono diversi. Come dire che "ogni possibile scenario futuro dovrà essere valutato attentamente", senza trascurare comunque le possibili conseguenze organizzative, finanziarie e giuridiche.

Il Municipio rimarca, in ogni caso, di aver "manifestato a più riprese le proprie perplessità in merito ai rapporti con Ecam, intraprendendo i necessari passi istituzionali per ottenere chiarimenti e tutelare gli interessi dei pazienti, dei loro parenti e dei dipendenti che operano presso la casa medicalizzata Girotondo". I nodi da sciogliere, come già fatto sapere dall'Esecutivo, restano quindi gli aspetti finanziari – e qui il rimando è ai 350mila franchi da proventi versati dagli ospiti fuori comprensorio, non corrisposti a dire del Comune dal 2023 – e appunto il rispetto degli accordi stipulati tra le parti, oltre all'assicurazione verso la Fondazione della tutela del suo patrimonio e di "un adeguato ruolo nelle decisioni che la riguardano".

Giunti sin qui, al momento non si è consumato alcuno strappo, ma per l'autorità comunale appare "fondamentale garantire come finora una gestione qualitativa del lavoro svolto presso la Casa Girotondo, senza però dimenticare che anche gli aspetti istituzionali vanno rispettati". Il Municipio tiene poi a rassicurare e far sapere di essere vicino agli ospiti e ai loro familiari, come al personale della struttura. Mentre la popolazione, si impegna l'Esecutivo, verrà informata su sviluppi e decisioni future.

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