Revocata la fattura per i costi della sicurezza, si sollecita il governo a pronunciarsi comunque sul tema

I manifestanti del presidio anti-Vannacci del gennaio scorso non pagheranno i costi del servizio di sicurezza privato. Su questo non si discute. Soprattutto dopo che il Municipio di Mendrisio ha, di fatto, stracciato la fattura di 600 franchi presentata, in prima battuta, ai contestatori. Per il Movimento per il Socialismo (Mps), però, il caso non è chiuso. Davanti alla richiesta della Città di sospendere la procedura e stralciare il ricorso depositato in giugno, martedì l'Mps ha deciso di presentare le proprie osservazioni al Consiglio di Stato, chiedendo al governo di pronunciarsi in merito. Ormai è una questione di principio.
A questo punto, si motiva in una nota, "il problema non riguarda soltanto l'Mps. Riguarda tutti e tutte coloro che, oggi o domani, vorranno scendere in piazza, organizzare una manifestazione, contestare una decisione delle autorità o semplicemente far sentire pubblicamente la propria voce. Ed è proprio per questo che riteniamo necessario andare fino in fondo nella procedura".
Il Cantone viene così sollecitato ad "assumersi le proprie responsabilità e riaffermare con chiarezza che l'agibilità democratica non è una concessione dell'autorità, ma una condizione essenziale dello Stato di diritto. La libertà politica deve essere effettiva, accessibile e praticabile. E non può essere subordinata alla disponibilità economica di chi decide di esercitarla".