Mendrisiotto

Inquietudine dopo il calo del pattugliamento a Chiasso

Un'interrogazione chiede al Municipio spiegazioni e segnala diverse situazioni che hanno destato preoccupazione tra residenti ed esercenti

Il Centro federale d’asilo di via Motta a Chiasso
(Ti-Press)
1 settembre 2026
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“Il Municipio è a conoscenza di una soppressione o riduzione del servizio di pattugliamento esterno precedentemente attivo sul territorio di Chiasso nell’ambito del dispositivo di sicurezza collegato alla Segreteria di Stato della migrazione (Sem)? In caso affermativo, da quale data è stato ridotto o soppresso e quali motivazioni sono state comunicate? Può il Municipio precisare quale fosse concretamente il dispositivo di sicurezza esterno prima della chiusura del Centro federale d'asilo (Cfa) di Chiasso e quale sia quello attualmente operativo, indicando, per quanto di propria conoscenza, numero delle pattuglie, zone interessate, fasce orarie e rispettive competenze? Corrisponde al vero che, dopo la chiusura del Cfa di Chiasso, il dispositivo esterno sia stato ridotto e che la presenza dedicata sia oggi concentrata prevalentemente nell’area del Cfa di Pasture? In caso affermativo, quale copertura specifica viene attualmente garantita sul territorio di Chiasso?”.

Sono le prime domande contenute nell’interrogazione presentata al Municipio di Chiasso da Francesco Romano (HelvEthica Ticino) e Marco Ferrazzini (Unità di Sinistra - Verdi - Indipendenti). I consiglieri comunali vorrebbero che la Confederazione garantisse risorse e misure di sicurezza proporzionate alle conseguenze che la presenza e l’organizzazione delle proprie strutture producono sul territorio, siccome Chiasso ha assunto e continua ad assumere importanti responsabilità quale città di frontiera. Sì, perché i firmatari dell’atto parlamentare segnalano “diverse situazioni che hanno destato preoccupazione tra residenti ed esercenti, tra cui risse, furti e strappi di collanine, danneggiamenti (e la rottura di una vetrata di un esercizio pubblico cittadino), persone che avrebbero trascorso la notte all’interno di lavanderie o altri spazi privati e persone che, anche durante le ore notturne, avrebbero bussato alle abitazioni chiedendo di poter entrare o pernottare” (...), oltre a “presenze occasionali di persone che avrebbero trascorso la notte all’aperto nelle zone periferiche e boschive sopra Chiasso, in particolare nell’area del Penz, per poi dirigersi verso la città”.

Secondo i due consiglieri comunali, “qualora venisse confermato che il servizio di pattugliamento precedentemente collegato al Cfa di Chiasso sia stato soppresso o ridotto a seguito della chiusura temporanea della struttura di via Motta, appare necessario valutarne con urgenza il ripristino o l’introduzione di un dispositivo equivalente a carico della Confederazione”. Ecco perché sollecitano il Municipio a chiedere alla Sem e alle autorità cantonali un nuovo incontro specificamente dedicato alla sicurezza esterna del Cfa di Pasture e alle sue ripercussioni sul territorio di Chiasso.

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