CLARO

Torna a vivere la Via Storica al Monastero

Sabato 12 settembre si terrà l'inaugurazione della mulattiera che per secoli ha collegato il paese al cenobio e che è stata sottoposta a un importante intervento di conservazione

1 settembre 2026
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Cordone ombelicale che nei secoli ha unito il paese di Claro e il “suo” Monastero benedettino di Santa Maria Assunta, la Via Storica verrà ufficialmente inaugurata sabato 12 settembre dopo l’importante opera di restauro alla quale è stata sottoposta. Si conclude così un ingente progetto di recupero che ha permesso di restituire alla comunità una preziosa testimonianza della storia secolare del Monastero. L’importanza della mulattiera è d’altronde testimoniata dal suo inserimento nell’Inventario federale delle Vie di Comunicazione Storiche della Svizzera (Ivs).

Il legame tra la mulattiera e il cenobio affonda le radici nella storia stessa della comunità benedettina di Claro. Fin dalle origini del Monastero era un collegamento essenziale con il fondovalle e consentiva di trasportare quanto necessario alla vita quotidiana delle monache, acquistare e vendere prodotti, mantenere rapporti con la popolazione e accogliere quanti salivano in visita al complesso monastico. Era anche la via percorsa dalle autorità ecclesiastiche in occasione delle loro visite pastorali. Tra coloro i quali hanno raggiunto il Monastero, spicca la figura di San Carlo Borromeo.

Nel corso dei secoli, il sentiero si è trasformato in una vera e propria mulattiera che, con la realizzazione della strada carrozzabile e dei moderni sistemi di collegamento, ha progressivamente perso la sua funzione pratica. Il lento trascorrere del tempo e soprattutto l’azione dell’acqua hanno deteriorato in maniera significativa diversi tratti del caratteristico selciato, ciò che ha reso necessario un intervento di conservazione.

Di comune intesa con le monache benedettine, l’associazione Amici del Monastero di Claro ha quindi intrapreso l’iter necessario al recupero della mulattiera, affidando la progettazione all'ingegnere Angelo Pirrami, sotto la supervisione dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone.

Conservata l’identità storica

Il progetto, sviluppato tra il 2020 e il 2026, ha avuto come principio fondamentale la conservazione dell’identità storica della mulattiera. I lavori sono iniziati nel 2025 e sono stati realizzati evitando di trasformare il percorso in un manufatto artificiosamente nuovo, mantenendo, nel limite del possibile, le irregolarità e le caratteristiche lasciate dal trascorrere degli anni. Sono così stati conservati e recuperati il fondo in selciato di pietra naturale e i tratti in terra battuta, insieme ai muretti a secco e agli altri elementi che delimitano il percorso. Attenzione particolare è stata dedicata al sistema di evacuazione delle acque superficiali, essenziale per proteggere nel tempo la mulattiera ed evitare che l’erosione ne comprometta di nuovo il fondo. Per gli interventi sono stati utilizzati materiali tradizionali e metodi artigianali. Il progetto ha interessato inoltre le due cappelle presenti lungo il percorso, entrambe tutelate dalla legislazione cantonale sui beni culturali. L’importante intervento è stato reso possibile grazie al sostegno del Cantone, per il tramite dell’Ufficio dei beni culturali, della Confederazione, per il tramite dell’Ufficio federale delle strade, della Città di Bellinzona, del Fondo Svizzero per il Paesaggio, delle fondazioni Ernst Göhner, Hans Dietler Kottman e Cesarino e Renata Marcionelli, del Patriziato di Claro e della Parrocchia di Castione.

Santa Messa e benedizione

Il programma della mattinata del 12 settembre inizierà alle 9.30 con la Santa Messa presieduta da monsignor Gianni Sala, delegato di monsignor Alain de Raemy, Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano. Al termine della celebrazione seguiranno la benedizione della mulattiera restaurata e gli interventi delle autorità presenti. La mattinata si concluderà con un aperitivo.

Il modo ideale per raggiungere il Monastero è salire a piedi lungo la mulattiera che parte da Sant’Ambrogio. Il tragitto presenta un dislivello di circa 200 metri e richiede una quarantina di minuti. In alternativa, è possibile servirsi della teleferica, al costo di 14 franchi andata/ritorno.

Il Monastero è raggiungibile pure attraverso la strada forestale munita di barriera, al costo di 10 franchi/euro (in moneta) per passaggio; si segnala tuttavia che i posteggi disponibili sul retro del Monastero sono limitati (si raccomanda di arrivare con buon anticipo sull’inizio della Messa).

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