Mendrisiotto

PoLuMe: ‘Le Commissioni trasporti rispettino la volontà popolare’

L'Ata bacchetta sulla scelta di sostenere il potenziamento dell'A2 fra Lugano e Mendrisio, auspicando la realizzazione entro il 2045 come per l'A2-A13

Nel 2024, si ricorda, il Ticino ha detto ‘no’ al potenziamento autostradale
(Ti-Press/Archivio)
10 luglio 2026
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Non le manda a dire l'Associazione traffico e ambiente (Ata) alle Commissioni regionali dei trasporti. Il punto di frizione è la loro accondiscendenza per il progetto PoLuMe di potenziamento del tratto autostradale fra Lugano e Mendrisio. Per l'Associazione presieduta da Bruno Storni sostenere, come emerso di recente, la terza corsia dinamica, contrapponendola "impropriamente" al collegamento A2-A13 e auspicando la realizzazione di entrambe le opere entro il 2045, significa "ignorare di fatto la volontà popolare". Volontà espressa in modo chiaro nel 2024, in particolare in Ticino, si ricorda in una nota.

In altre parole, le Crt, rilancia Ata, "dovrebbero abbandonare finalmente l’illusione che i problemi di congestione si risolvano con ampliamenti delle strade, opporsi al PoLuMe e rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini". Non solo, "dovrebbero finalmente proporre dei Programmi d’agglomerato più coraggiosi e orientati verso una mobilità più sostenibile e moderna per il Ticino, piani che finora hanno ottenuto solamente valutazioni da insufficiente a sufficiente, risultati poco brillanti che limitano molto i finanziamenti da parte della Confederazione".

Le critiche, come detto, non risparmiano nessuno; soprattutto le Crt sottocenerine. "Le motivazioni addotte – si scrive nella presa di posizione – risultano poco convincenti. Si richiama la solidarietà tra le regioni e la necessità di evitare contrapposizioni territoriali, come sostenuto da Filippo Lombardi. Una posizione discutibile quella sostenuta dal presidente della Crt del Luganese il cui Programma d'agglomerato di quinta generazione è stato giudicato insufficiente dalla Confederazione". Quanto alla Commissione del Mendrisiotto sorprende, si annota, per "la mancanza di coraggio nel difendere il voto chiaro contro l’ampliamento delle autostrade espresso dalla regione".

L'Ata si sarebbe attesa, insomma, un sostegno dei "progetti della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del Cantone, che prevedono circa 450 milioni di franchi di investimenti ferroviari per rafforzare ulteriormente il trasporto pubblico". In effetti, si richiama ancora, "da un nostro studio emerge che tra il 2019 e il 2025, nonostante circa 10'000 frontalieri in più, il traffico tra Mendrisiotto e Luganese non è aumentato. Grazie alla galleria di base del Monte Ceneri e al potenziamento dell'offerta ferroviaria, gli utenti Tilo sono raddoppiati e il traffico automobilistico sull’autostrada nelle ore di punta è diminuito di circa il 10%".

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