Non fa presa sulla maggioranza la visione della sinistra, che chiede di contenere le tariffe piuttosto che distribuire i dividendi straordinari

Privilegiare il contenimento delle tariffe degli utenti rispetto alla distribuzione di dividendi straordinari non ha senso per l'impatto limitatissimo della misura. Lo sostiene la maggioranza della commissione della Legislazione del Consiglio comunale di Locarno esprimendosi sulla mozione “Per una Ses rivolta ai consumatori”, presentata da Francesco Albi (Sinistra Unita) e cofirmatari.
“La rinuncia ai dividendi straordinari avrebbe un effetto estremamente limitato per i consumatori. Anche nell’ipotesi in cui tutti gli azionisti rinunciassero alla distribuzione del dividendo straordinario, la riduzione della tariffa ammonterebbe a circa 0,22 cts/kWh, corrispondente a un beneficio annuo per economia domestica compreso tra circa 4 e 10 franchi”, si legge nel rapporto, redatto da Fabio Clerici e Giovanni Roggero. Inoltre, “il direttore della Ses ha indicato che una riduzione della tariffa di 1 centesimo per kilowattora comporterebbe per la società minori entrate per circa 5,37 milioni di franchi all’anno”. Quindi, “il dividendo straordinario oggetto della mozione rappresenta solo una parte molto limitata di tale importo e non sarebbe sufficiente a generare una riduzione significativa delle tariffe per i consumatori”. Senza dimenticare, proseguono, che una modifica del Regolamento così come richiesto “rischierebbe di limitare inutilmente il margine di manovra degli organi societari; e non tiene sufficientemente conto delle esigenze di investimento necessarie per garantire nel lungo periodo la sicurezza e l’affidabilità della rete elettrica”.
La pensa diversamente la minoranza della commissione. Nel suo rapporto Daniele Laganara dice che lui e gli altri membri firmatari (Rosanna Camponovo e Mauro Belgeri) “condividono quanto richiesto dai mozionanti e, soprattutto, la chiara scelta politica che sta alla base della mozione stessa”. Questo poiché “il vero focus deve concentrarsi sul principio alla base della mozione: la Città non deve usare le proprie partecipate per riscuotere imposte occulte, ma piuttosto favorire il cittadino/consumatore”. E ancora: “La modifica del regolamento andrebbe a cambiare gli obiettivi del rappresentante del nostro Comune nei soggetti esterni, senza più privilegiare una politica orientata al profitto e al lucro tramite la redistribuzione dei dividendi da utili straordinari agli azionisti (tra cui il Comune di Locarno, maggior azionista), ma a favore del consumatore e dei costi da lui sostenuti”.
Nel merito della Ses, “finanziariamente resterebbero gli introiti derivati dai normali dividendi legati all’utile operativo dell’azienda, ma verrebbe a mancare un’entrata che, in tempi di vacche magre, fa sicuramente gola a molti. Riteniamo che, per questioni politiche, non sia elettoralmente facile rivedere al rialzo il moltiplicatore, pertanto risulta più comodo incassare dalle partecipate. La cifra straordinaria incassata dal Comune per il 2024 è di 613mila 62 franchi (398mila 490 di dividendo ordinario e il restante come dividendo straordinario) che la Città ha accolto ovviamente con favore. Giusto osservare che, nel 2025, la Città di Locarno ha rinunciato al dividendo straordinario, ottenendo solo quello ordinario, come risulta nei conti consuntivi 2025. Secondo la maggioranza della Legislazione, questa scelta è da apprezzare, ma con la modifica del regolamento verrebbe evidenziata e precisata una linea direttiva anche per il futuro, con il chiaro obiettivo di favorire i consumatori”.