Sul tavolo il 2027 o un rinvio di qualche anno. Nel frattempo, si lavora al dossier, atteso nel corso dell'estate

Al tavolo del progetto aggregativo del Basso Mendrisiotto si continua a lavorare. Nel rispondere alle curiosità dell'aula consiliare, il sindaco Bruno Arrigoni, lunedì sera, ha fatto sapere che «il nuovo rapporto, più corposo del primo, è a buon punto, anche se va ancora consolidato. L'obiettivo era presentarlo entro fine giugno, probabilmente la consegna slitterà di qualche settimana». L'agenda, comunque, è chiara. Dapprima, ha aggiornato il sindaco, «verrà illustrato ai Municipi per una prima presa di visione e per poter dare un preavviso. Poi il dossier passerà ancora al vaglio del legislativo, a titolo informativo, così da poter rispondere alle domande dei consiglieri e delle consigliere comunali. Quindi a settembre l'incarto approderà davanti al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi. A quel punto il governo potrà fissare una data della votazione consultiva nel 2027, probabilmente in autunno; oppure, come taluni sindaci vorrebbero (non è un segreto), rinviarla di 2, 3 o 4 anni».
Da che parte sta Arrigoni? «Io propendo per andare a votare l'anno prossimo – ha sgombrato il campo –. E i motivi sono due. Innanzitutto, se ne parla da anni e ciascuno si è fatto un‘’idea. Dubito che chi oggi è contrario, fra qualche anno cambi opinione. La mia impressione, infatti, è che ci sia un certo timore ad andare alle urne, prima delle Comunali del 2028. Poi è una questione di rispetto verso la nostra popolazione. Certo oggi uno dei pochi entusiasti del progetto sono io. Andando tra la gente, nelle ultime settimane, ho trovato però delle aperture». E a proposito della tempistica, adesso a frenare, ha confermato il sindaco di Chiasso, sembra essere la Sezione enti locali, incontrata la settimana scorsa: «Il suo rappresentante si è detto un po' più scettico su una votazione a breve», ha spiegato Arrigoni.
Non ci si nasconde, poi, che a essere cruciale è pure il nodo finanziario. «Certo – ha annotato con un pizzico di ironia Arrigoni – il messaggio giunto da Vacallo (per non fare nomi) abbassando di 5 punti il moltiplicatore non è proprio in linea con il progetto. Ma dobbiamo guardare oltre. Il nuovo Comune con i suoi 20mila abitanti, ad esempio, potrebbe candidarsi nel 2033 come Capitale culturale. O ancora avremmo un peso nella questione delle fermate dei treni a lunga percorrenza». Del resto, è noto, ha ammesso il sindaco, che il gruppo di lavoro non sia coeso; «ma non è rappresentativo di tutta la popolazione, che non è detto segua il pensiero del sindaco. Certo se quel sindaco è contrario, diventa un'impresa».