Mendrisiotto

Merci su rotaia, ‘il Ticino non va trattato come corridoio di transito’

Il gruppo dell'AlternativA di Mendrisio si dice ‘fortemente contrariato’ dalla politica di Ffs Cargo

Lo scenario? Meno posti di lavoro, più camion sulle strade
(Ti-Press)
28 maggio 2026
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La politica dei tagli messa in campo dall'anno scorso da Ffs Cargo ha visto la politica salire sulle barricate. A Mendrisio è il gruppo dell'AlternativA a far sentire la sua voce "fortemente contrariata" e a sottoscrivere le rivendicazioni del ‘Comitato No allo smantellamento di Ffs Cargo’. La strategia adottata, si scandisce in una nota, è "risultata doppiamente penalizzante per il nostro cantone". In effetti, mostra di esserlo "sia sul piano occupazionale con riduzioni, trasferimenti e demansionamenti, con pesanti impatti sulle prospettive professionali dei nostri giovani, ma anche perché apre ulteriormente la strada ai servizi privati e al traffico su gomma, aggravando la situazione ambientale di una regione, il Mendrisiotto, che già soffre pesantemente per l’impatto del traffico pesante sul proprio asse stradale e autostradale".

Dopo la scelta di abbandonare i terminali di Cadenazzo e Vedeggio nel 2025, di recente si è annunciato che da fine anno chiuderanno il deposito macchinisti di Chiasso e quattro punti di carico nel Mendrisiotto e Basso Ceresio, nel solco della riorganizzazione del traffico a carri isolati. In totale va così persa un’ottantina di posti di lavoro. A ciò ora si aggiunge la necessità da parte delle aziende locali – il gruppo fa riferimento al Mulino di Maroggia, alla Benoil a Mendrisio e alla Ecsa Centonze a Balerna – di dover trasferire la merce su strada per raggiungere Stabio, e lì caricare tutto sul treno-navetta per Dietikon. Questo, si sottolinea, "comporta un riversamento di ulteriori chilometri di logistica dalla rotaia alla strada: da Maroggia, da Balerna attraverso le cantonali fino a Stabio. Si tratta, per la nostra Città – si osserva –, di dozzine di camion in più che usciranno dai portali delle nostre aziende".

Insomma, "il Canton Ticino – ribadisce il gruppo – non va trattato come un corridoio di transito: con la perdita di posti di lavoro qualificati, di know how e di prospettive di carriera per i giovani, ci ritroveremo con un ulteriore e nefasto aumento del traffico stradale... in piena contraddizione con gli obiettivi di trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia!".

Ce n'è a sufficienza, insomma, esorta l'AlternativA, per scendere in piazza il 12 giugno a Chiasso.

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