A Vacallo un cittadino segnala la situazione al Municipio e all'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, chiedendo un intervento

Un sentiero per la ramina. A Vacallo un percorso pubblico che conduce al confine sbuca direttamente a ridosso della rete di confine, attraverso la quale si è realizzato un varco, creando di fatto un passaggio abusivo da un lato all'altro della frontiera. A segnalare questa situazione, definita oltre che anomala "non accettabile", è un cittadino, Tiziano Pasta, che si è rivolto al Municipio di Vacallo e all'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc), chiedendo loro di intervenire celermente e di porre rimedio. Anche se, occorre ricordare, che la recinzione è di proprietà dello Stato italiano.
La rimostranza non mette in discussione, peraltro, l'esistenza di un transito, ma piuttosto la presenza di un accesso di fatto illegale. "In queste condizioni – motiva l'autore della segnalazione, proprietario di un terreno in zona –, il mantenimento del sentiero senza sbarramenti, senza una chiara segnaletica di fine percorso e senza una regolamentazione effettiva del tratto terminale, crea una situazione gravemente ambigua. Si finisce infatti per far apparire come normale ciò che normale non è: la prosecuzione oltreconfine attraverso un’apertura abusiva nella rete". Ciò che interessa, rimarca, è anche la sicurezza degli abitanti di via Dosso Lugano e di via Loco e delle aree residenziali.
A questo punto ci si attende che il percorso "venga considerato fruibile unicamente fino al limite del territorio svizzero; che il tratto terminale venga chiuso, sbarrato o comunque interrotto prima del varco abusivo; che venga installata una segnaletica chiara di fine sentiero e territorio svizzero, con un divieto di prosecuzione e assenza di valico autorizzato; e che le autorità competenti intervengano per la chiusura del varco e per il ripristino di una situazione conforme alla legalità e alla sicurezza".