Il progetto da tre milioni di franchi intende intervenire contro venti specie invasive tra il 2027 e il 2031

“Un obiettivo ambizioso”. Lo definisce così, il Municipio di Castel San Pietro, il progetto di gestione intercomunale per la lotta alle neofite invasive su tutto il territorio del Basso Mendrisiotto. Un lavoro che, se tutte le parti dovessero accettare il credito, vedrà otto Comuni impegnarsi congiuntamente nell’intero comprensorio per intervenire contro 20 specie invasive. Quanto previsto dagli Esecutivi di Balerna, Breggia, Castel San Pietro, Chiasso, Coldrerio, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo, tra il 2027 e il 2031, comporterà un costo complessivo stimato in tre milioni di franchi, che saranno suddivisi tra i Comuni, vari enti regionali e il Cantone.
Sebbene il Municipio di Castel San Pietro sottolinei, nel relativo messaggio municipale, che l’intervento non ha “la pretesa di eliminare definitivamente la problematica”, quanto pianificato in maniera così coordinata “è di fatto una prima in Ticino” e “a trarne beneficio saranno la biodiversità e la popolazione, con un influsso diretto e indiretto sull’economia della regione”. Per questo motivo l’Esecutivo castellano ritiene “fondamentale” che tutti i membri del Consorzio Manutenzione Arginature del Basso Mendrisiotto approvino il credito, suddiviso secondo una logica proporzionale alla presenza delle neofite e alla forza finanziaria di ciascun Comune: si va dai 113mila franchi a carico di Coldrerio ai 204mila per Castel San Pietro, fino ai 224mila per Balerna.
Tra le specie più problematiche spiccano l’ailanto, il poligono del Giappone e la buddleja, che da sole assorbono una quota rilevante del budget: 466mila, 445mila e 404mila franchi. Interventi significativi sono previsti anche per la verga d’oro canadese e la palma di Fortune, comunemente nota come palma ticinese. Nel dettaglio – come emerge dalla piattaforma cartografica online consultabile all’indirizzo map.comal.ch/neofite – la superficie occupata dalle neofite catalogate ammonta a 61’463 metri quadrati. Le aree maggiormente colpite si trovano lungo i corsi d’acqua Faloppia e Breggia. Si registrano perlopiù focolai con pochi esemplari ma in altri casi, invece, si contano anche centinaia di piante invasive nella stessa zona. Tra le situazioni più rilevanti figurano i 7’000 metri quadrati in zona Roncaa a Vacallo, dove sono presenti tra i 250 e i 500 esemplari di ailanto in un bosco di protezione; i 1’500 m2 nei pressi del Centro sportivo Concabella, sempre a Vacallo, con 101-250 palme di Fortune; e circa 500 m2 in zona Grügee a Castel San Pietro, occupati da 101-250 esemplari di buddleja. Ora la palla passa al Legislativo, in attesa anche degli altri Comuni e del Gran Consiglio.