Pur accogliendo con favore la sospensione della pianificazione della Segreteria di Stato della migrazione, la sezione chiede misure più incisive

La sospensione del reparto di sicurezza a Pasture è una buona notizia per i liberali radicali del Mendrisiotto. In una nota, la sezione definisce tale scelta “una risposta concreta al disagio del Mendrisiotto di fronte alla gestione della politica d’asilo nella regione e nel cantone”. Quanto concordato ieri (18 febbraio) durante l’incontro tenutosi al Centro federale d’asilo (Cfa) di Chiasso, alla presenza del segretario di Stato per la migrazione Vincenzo Mascioli, di Micaela Crippa, direttrice del Cfa di Chiasso, dei tre sindaci di Novazzano, Balerna e Chiasso, del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e del collega di governo Raffaele De Rosa, rappresenta però solo un primo passo. Il Plr momò auspica infatti che il progetto non venga “solo congelato”, ma sia “totalmente rivisto”.
In linea con il documento nazionale del Plr sulla sicurezza, la sezione liberaleradicale sostiene che si dovrebbe procedere con “procedure accelerate per Paesi con tassi d’asilo minimi, rimpatri più rapidi, detenzione amministrativa dove prevista, e accordi di riammissione con Paesi chiave (in particolare nel Maghreb), oltre a soluzioni per l’esecuzione delle pene nei Paesi d’origine in casi specifici”, poiché “la gestione dei richiedenti l’asilo problematici va affrontata in modo deciso” ed “è inaccettabile che il diritto d’asilo venga usato come copertura da chi delinque”.
Nel comunicato, a sostegno della propria presa di posizione, viene citato il caso di un richiedente l’asilo che a Chiasso sarebbe stato responsabile di “trenta interventi di polizia” e di un altro che ieri sera, a Mendrisio, avrebbe causato il terzo intervento nei suoi confronti. Questi episodi genererebbero preoccupazione “non solo a livello di sicurezza e di ordine pubblico, ma anche di sicurezza dei centri stessi e in seno all’opinione pubblica, perché vengono vanificati gli sforzi intrapresi negli ultimi decenni per una buona accoglienza e integrazione di quei richiedenti l’asilo che sono in situazione di reale necessità e vogliono integrarsi”.