Nel novembre scorso a Stabio è stato annunciato il taglio di 20 posti di lavoro. ‘Esigenze di riservatezza e segreto d'ufficio’

Non arrivano chiarimenti dal Consiglio di Stato in merito ai 20 licenziamenti, annunciati nel novembre scorso, alla Cebi di Stabio. Dopo la comunicazione dei tagli, i deputati Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro) e Claudio Isabella (Centro) avevano presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato sollevando più di una preoccupazione relativa alla situazione e alla possibilità che, dopo aver ricevuto gli aiuti, l'azienda si stia preparando a una delocalizzazione. Nella sua risposta il Governo evidenzia che, in caso di informazioni relative a un caso specifico, “deve tenere conto delle esigenze di riservatezza a tutela dei legittimi interessi privati e delle prescrizioni in materia di segreto d'ufficio”. Nessuna risposta puntuale, quindi, ma “solo informazioni generali utili a comprendere i meccanismi che regolano le procedure oggetto di quesiti”.
Il Consiglio di Stato si limita a segnalare che, allo scopo di disciplinare il settore della fabbricazione di apparecchiature, il 24 febbraio 2021 ha adottato un contratto normale di lavoro, entrato in vigore il 1° luglio 2021 con validità fino al 31 dicembre 2023. “La Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone, per il tramite dell'Ufficio dell'Ispettorato del lavoro, ha effettuato le verifiche dei livelli salariali previsti dal citato contratto”.
In merito ai licenziamenti, il CdS ricorda che “in caso di soppressione di posti di lavoro, a dipendenza della situazione concreta, l'azienda ha degli obblighi di informazione nei confronti dell'amministrazione cantonale”. In caso di licenziamenti collettivi, “il datore di lavoro è tenuto a consultare i lavoratori e a informare per iscritto la Sezione del lavoro in merito al progetto di licenziamento e ai risultati della procedura di consultazione”. In caso di licenziamenti o di chiusure d'impresa che concernono almeno sei lavoratori, “vi è un ulteriore obbligo di notifica nei confronti dell'autorità cantonale”.