Mendrisiotto

Non sarà Chiasso a bonificare il terreno della ex Trecor

Sollecitato da un'interrogazione, il Municipio fa chiarezza dopo la sospensione dei lavori a causa di un inquinamento

Demolita la fabbrica, i lavori sono fermi
(archivio Ti-Press)
7 luglio 2023
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Non sarà il Comune di Chiasso a dover bonificare il terreno della ex Trecor. Lo spiega il Municipio, sollecitato da un'interrogazione presentata da Davide De Donatis (Centro) dopo l'interruzione del cantiere a causa di un inquinamento. “Il ripristino dei siti contaminati si fonda sul principio di causalità, ovvero chi ha causato il danno, deve sostenere i costi del risanamento”. Nel caso non sia più possibile individuare i responsabili, “la Conferedazione partecipa con un importo massimo del 40% dei costi, che per legge vengono sostenuti dal Cantone, attingendo al cosiddetto fondo OTaRSi, previsto dall'Ordinanza sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati”.

Cosa è quindi successo a Chiasso, dove al posto dell'ex fabbrica avrebbe dovuto svilupparsi il progetto ‘Illiar Tower’? Dopo aver seguito la procedura in caso d'edificazione su un sedime iscritto all'interno del catasto cantonale dei siti inquinati, “le ulteriori indagini eseguite in corso d'opera hanno fatto emergere uno stato d'inquinamento più esteso rispetto a quanto ipotizzato in sede di analisi preliminari”. Coordinate dal Cantone, “si stanno eseguendo ulteriori analisi per definire precisamente l'estensione dell'inquinamento e in seguito gli obiettivi di risanamento”.

‘Bonifica dell'amianto secondo le disposizioni della Suva’

Rispondendo alle domande dell'interrogazione, il Municipio di Chiasso precisa che “la direzione lavori dall'inizio si è preoccupata di anticipare possibili rimostranze dei vicini confinanti, a causa degli inevitabili disagi connessi a una demolizione, a cominciare dalle prove a futura memoria, che sono state eseguite sugli stabili limitrofi e dalla riduzione del rumore nella misura massima possibile”. Lo smontaggio del tetto in eternit “è stato compiuto sulla base di una perizia sulle sostanze nocive e sotto la supervisione di uno studio qualificato”. Nel rapporto di bonifica redatto da quest'ultimo “risulta che i lavori sono stati eseguiti nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di rimozione e smaltimento delle sostanze nocive”. Detto altrimenti, “la bonifica dell'amianto è stata condotta secondo le regole dell'arte, ossia nel dettaglio, conformemente alle disposizioni emanate dalla Suva”.

La sospensione dei lavori ha invece ‘congelato’ la posa di sensori vibrometrici sugli immobili residenziali vicini. La misura è stata voluta dall'impresa “per ridurre nella misura massima possibile gli inconvenienti dovuti alle vibrazioni”.

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