24.08.2022 - 16:00
Aggiornamento: 18:16

Breggia, il 30 ottobre si vota sulle scuole

Ufficializzato il referendum, il Municipio fissa la data della consultazione popolare. Al vaglio gli investimenti per la materna e la mensa

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Quale strategia la spunterà?

Adesso è davvero ufficiale: il referendum lanciato da un gruppo di cittadini di Breggia è riuscito. Gli investimenti messi in cantiere dal Comune sul complesso scolastico di Lattecaldo si sono rivelati, infatti, un tema sensibile per molti. Raggiunto e superato largamente il quorum minimo di 222 firme – ne sono state raccolte 333 e ne sono risultate valide 324 –, la popolazione della valle sarà quindi chiamata a dire la sua la prossima domenica 30 ottobre. Alla prova del voto ci sono i 687mila franchi messi sul tavolo dal Municipio e avallati dalla maggioranza del Consiglio comunale per progettare l’ampliamento del comparto. Nei piani la costruzione di una nuova sede della scuola dell’infanzia e una mensa per le Elementari, tutto nel solco della scelta di concentrare i servizi appunto a Lattecaldo. Operazione in cui il Comune mostra di credere.

La linea politica di esecutivo e fronte Plr-Ppd è stata, dunque, messa in discussione: dentro le istituzioni da Sinistra e Verdi, fuori da una parte della comunità, come testimonia il consenso che si è coagulato attorno alla domanda di referendum. Il nodo gordiano non sta tanto nell’intenzione di ristrutturare l’edificio scolastico o di potenziare un servizio, bensì nei costi che Breggia si accinge ad assumersi. Tra i contrari, in effetti, prevale un approccio più prudente a fronte di un investimento, si motiva, "senza copertura finanziaria". Andare fino in fondo, fanno presente i referendisti, significa imbarcarsi in una operazione da oltre 4 milioni di franchi.

La controproposta nel piatto? Congelare il pacchetto comunale per qualche anno, dando la precedenza ad altre priorità e prendendo comunque in considerazione un consolidamento delle attività scolastiche ed extra scolastiche. Una strategia che, agli occhi dei promotori, dà modo di pensare altresì a un abbassamento del moltiplicatore, oggi al 95 per cento. L’ultima parola ora sarà alla cittadinanza.

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