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laR
 
12.06.2022 - 08:00
Aggiornamento: 15:01

Il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto alla prova del voto

In Ticino è una prima. I quattro Comuni della regione sono pronti a unire le forze e gli acquedotti? C’è il nodo del mandato di gestione

Unire gli acquedotti farà la forza idrica del Basso Mendrisiotto. Su questo punto i Municipi di Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo hanno la strada spianata. La proposta di dare forma e sostanza a un Consorzio, chiave di volta per creare un Servizio idrico regionale, sembra destinata a superare senza troppi scossoni l’esame dei Consigli comunali. Tant’è che all’interno del gruppo che negli ultimi due anni ha lavorato al progetto – presentato il settembre scorso ai responsabili delle amministrazioni e agli stessi consiglieri – si è (quasi) pronti a dare per scontato il nullaosta agli Statuti e al Regolamento che costituiscono l’ossatura del nuovo ente, nei piani destinato al varo entro la fine del 2023.

Certo la consapevolezza che senza il quadruplice sigillo dei legislativi non si potrà cantar vittoria c’è tutta. S’inizierà a capire che aria tira la prossima settimana, quando prima lunedì poi martedì a Chiasso e Morbio Inferiore (nell’ordine) si voterà il dossier, che giunge comunque sui tavoli dei consiglieri con l’approvazione delle diverse commissioni che lo hanno esaminato. Balerna e Vacallo seguiranno a ruota, il 20 e 22 giugno, e i rapporti commissionali sono in dirittura d’arrivo.

Questi ultimi due Comuni saranno altrettanto generosi nell’abbracciare l’iniziativa? A Vacallo «non dovrebbero esserci problemi», ci concede Edo Pellegrini, presidente della Gestione. Mentre a Balerna, stando alle informazioni da noi raccolte, la nascita del Consorzio potrebbe impigliarsi nella scelta di mettere nero su bianco l’assegnazione del mandato ad Age Sa, l’Azienda acqua, gas ed elettricità di Chiasso. Azienda che già oggi sovraintende all’approvvigionamento idrico del comprensorio.

Servono quattro ‘sì’

Il passo, del resto, è di quelli importanti. Di ‘alleanze’ simili (fuori dai processi aggregativi, per intenderci), in effetti, in Ticino non ve ne sono ancora. La regione a sud del cantone ancora una volta apre la strada con la determinazione di stringere un’alleanza idrica che anticipa, sui tempi, quella istituzionale. Ecco perché ogni virgola dei documenti guida è stata sottoposta (non a caso) più e più volte ai servizi cantonali – a cominciare dalla Sezione enti locali (Sel) –, i quali hanno consegnato il loro benestare.

I patti, però, devono essere chiari: il Sibm (questo l’acronimo) nascerà solo se tutti e quattro i Consigli comunali diranno di ‘sì’. La Sel lo ha fatto presente con nitidezza ai Municipi: se un Comune si chiamerà fuori o solleverà delle obiezioni o apporterà delle modifiche, bisognerà ricominciare da capo; o nella migliore delle ipotesi ritardare il varo, sottoponendo di nuovo i documenti al vaglio consiliare.

Questione di cavilli

Esiste questo rischio? L’interrogativo rimane aperto. Sgombriamo il campo: nessuno a livello commissionale sin qui ha (ri)messo in discussione il principio che sorregge l’operazione o l’essenza del messaggio municipale (moltiplicato per quattro). Non si è tentennato neppure davanti al prospettato scioglimento delle rispettive Aziende acque potabili, premessa indispensabile per poi mettere in comune (a titolo gratuito) acquedotti, reti e tubature. Semmai a mettere i bastoni fra le ruote potrebbe essere qualche cavillo giuridico. E qui le indiscrezioni ci conducono, come detto, a Balerna. All’interno della Gestione si sarebbero fatte strada due correnti di pensiero: l’una (maggioritaria, con il Ppd e una parte del Plr) critica nei confronti del riferimento palese ad Age, l’altra (minoritaria, con La Sinistra e I Verdi e i restanti Plr) favorevole. Il nodo? Una questione di forma ma che sembra incidere sugli interessi locali. Uno scenario che, a quanto pare, non si sarebbe ripetuto nelle Petizioni. Sta di fatto che ad avere l’ultima parola sarà, come sempre, il Consiglio comunale. In base all’esito del voto si saprà, quindi, se i rapporti con gli altri Comuni partner ne usciranno rinsaldati o meno.

La scelta di Age

Nessuno nega, d’altra parte, che Age a oggi non solo rappresenta la continuità – come si evidenzia nei rapporti commissionali chiassesi –, ma è l’unico interlocutore possibile e in grado di assumersi il compito di gestire sul piano tecnico, amministrativo e contabile il futuro Consorzio. Anche le Petizioni di Morbio Inferiore definiscono nel loro rapporto un "aspetto particolare" la designazione di questa figura. Precisando poco oltre che si tratta di una scelta "appropriata per poter beneficiare delle conoscenze ed esperienze di Age, evitando di metterle in contrapposizione e concorrenza con eventuali altri potenziali gestori".

Tanto a Chiasso che a Morbio, d’altro canto, i toni e i commissari sono rassicuranti. L’operazione segna di sicuro una svolta e definisce in modo netto anche chi si ritroverà a pagare meno e chi di più (come Vacallo) il metro cubo d’acqua distribuita; conseguenza delle infrastrutture realizzate o meno in passato. Il passo, in ogni caso, è inevitabile. Soprattutto in una realtà territoriale che ha compreso sulla sua pelle cosa significa fare i conti con un pozzo inquinato.

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