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08.06.2022 - 09:11
Aggiornamento: 18:01

Più Intercity e fermate. Ma si punta alla lunga percorrenza

Svolta su rotaia per il Distretto. Il Consiglio di Stato si allea con Svitto e Zugo per chiedere alle Ffs di rispettare il mandato nazionale

Sembra proprio che per il Mendrisiotto che viaggia su rotaia il vento stia cambiando. Prima (nei giorni scorsi) il Consiglio nazionale che fa sua la proposta (firmata Marco Romano, Ppd) di inserire il Distretto (sin qui saltato a piè pari) nella rete di collegamenti ferroviari InterCity. Poi il Consiglio di Stato (CdS) che si allea con Svitto e Zugo per sollecitare l’Ufficio federale dei trasporti a intervenire presso le Ffs. L’obiettivo? Far sì che le Ferrovie "rispettino la concessione per il trasporto a lunga distanza – sull’asse del Gottardo, ndr –, prevedendo un servizio integrale continuo su questa linea al più presto". Una presa di posizione, quella del governo cantonale, comunicata il mese scorso anche alla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

‘Le Ffs disattendono il loro mandato’

Certo, qualche passo avanti è stato fatto – il voto della Camera del popolo rappresenta una vera svolta –, ma per rispondere alle aspettative locali manca ancora una tessera. Come riconosce la stessa autorità cantonale, "resta ancora d’attualità la scelta di Ffs di non garantire l’offerta di lunga percorrenza sull’asse del San Gottardo completa sull’arco di tutta la giornata, al contrario di quanto avviene nel resto della Svizzera". Una prassi, ribadisce il CdS, che "disattende i concetti d’offerta posti alla base dei grandi investimenti legati ad AlpTransit e inseriti nella Prospettiva generale Ticino". Un dato di fatto "reso noto a più riprese", si assicura di seguito alla Crtm in risposta alla sua missiva di inizio marzo, alle Ffs e a Berna.

L’orario non cambia

Per ora la regione si dovrà, quindi, accontentare della fermata commerciale degli Ec che circolano sull’asse del Gottardo e del ripristino, dal dicembre prossimo, di tre treni Intercity Chiasso-Zurigo/Basilea – con fermata a Mendrisio – la mattina e la sera. In effetti, fa sapere il governo, l’Ufficio federale dei trasporti e le Ferrovie hanno deciso di mantenere l’attuale impostazione dell’orario per i prossimi anni. Un risultato, quindi, il gruppo di lavoro istituito a livello federale – al tavolo anche Cantone e Ferrovie – l’ha raggiunto. Esaurito il mandato, era chiamato a perseguire il traguardo di ridurre i tempi di percorrenza sulla tratta Zurigo-Milano. Per centrarlo rischiava, però, di farne le spese il sistema regionale transfrontaliero (si legga saltare la fermata di Chiasso). Accantonata questa idea, si punterà invece sulla richiesta rivolta alle autorità italiane di migliorare l’infrastruttura tra Como e Monza: le trattative sono aperte.

La Crtm è soddisfatta

La Crtm guidata da Andrea Rigamonti appare, quindi, rincuorata. La Commissione, "in prima linea nella battaglia a difesa delle due stazioni di Chiasso e Mendrisio, prende atto favorevolmente della comunicazione da parte dell’esecutivo cantonale – si legge in una nota –. Lo scenario che si prospetta permette infatti nel breve e medio termine di mantenere un collegamento del Mendrisiotto con il resto della Svizzera, ciò che sembrava in fase di smantellamento". Adesso, rilancia, "si tratta ora di completare la procedura attraverso formale domanda di integrazione da parte del Consiglio di Stato, nella sua qualità di organo competente, delle due fermate all’interno del sistema traffico a lunga percorrenza".

Nel frattempo, mentre il Ppd si rallegra della strada imboccata dal Nazionale, a farsi sentire con una mozione ieri è stato anche il gruppo Mps-Pop-Indipendenti.

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