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02.06.2022 - 19:03
Aggiornamento: 03.06.2022 - 11:23

Dal fiore di pietra alle cento stelle alpine 

La Ferrovia Monte Generoso presenta il progetto di punta per l’edizione 2022: una tisana, prodotta con erbe locali

Qualcuno la definisce come la "regina delle Alpi" – sebbene questo nome sia già in uso – per il suo essere divenuta un’icona per il mondo dell’alpinismo, del patriottismo e del turismo svizzero ma non solo. Qualcuno invece preferisce chiamarla alla tedesca "Edelweiss". Il suo nome vero però è "Leontopodium (alpinum)" che, tradotto letteralmente dal latino, significa "zampa di leone". Un rimando alle caratteristiche fisiche della pianta: robusta, forzuta, con petali ricoperti da pelucchi bianchi che vagamente ricordano la zampa di un felino.

Stiamo parlando della stella alpina, un tempo sull’orlo dell’estinzione per via di appassionati e collezionisti che la strappavano al suo habitat ideale, che oggi viene molto apprezzata nella cosmesi ma anche per la produzione di bevande.

È proprio su quest’ultimo elemento che la Ferrovia Monte Generoso Sa ha deciso di basare il progetto di punta per l’annata 2022: la Tisana Monte Generoso. Una miscela unica di erbe biologiche, fra cui compare anche la stella alpina, creata in collaborazione con l’Azienda agricola Bianchi ed Erbe Ticino cofti.ch Sa.

‘La sostenibilità per noi è un valore, non una moda’

Equo e sostenibile. È questo il Leitmotiv delle Ferrovie Monte Generoso che, come detto durante la conferenza stampa di presentazione, coinvolge tutti i vari settori dell’azienda, dai collaboratori ai fornitori, dai partner ai clienti che condividono la stessa filosofia.

«Per rendere il Monte Generoso non solo una destinazione accattivante ma anche sostenibile per il Ticino, la Svizzera e non solo, la nostra azienda ha deciso di passare ad azioni concrete, mettendo a punto una nuova strategia e individuando quattro aree d’interesse del sviluppo sostenibile (Clima ed energia, economia circolare, assortimento e coesione, ndr) e il progetto della Tisana tocca tutti questi punti», afferma Monica Besomi, capo marketing e comunicazione, nonché vicedirettrice della Ferrovia.

Ma oltre al progetto, che si traduce alla fine in un prodotto vi è anche il desiderio di sensibilizzare il visitatore. «Quando ci siamo trovati con Erbe Ticino e l’azienda Bianchi, ci hanno sottoposto diverse miscele, e fra queste una con la stella alpina. Oltre ad avere un gusto molto particolare abbiamo trovato interessante l’idea di portare questo fiore alle altitudini di una prima montagna alpina a nord della Pianura padana. Vogliamo sensibilizzare i nostri ospiti riguardo al tema della sostenibilità ma mostrargli qui, in vetta accanto al Fiore di Pietra, l’ingrediente principale della tisana a pochi metri di distanza dal luogo della sua degustazione», racconta sempre Besomi.

Una prima al Sud delle Alpi

Le cento piantine appartengono alla nota specie alpina ma non nascono fra le rocce e i prati magari tipici dei climi montani, come ci spiega bene Gabriele Bianchi, proprietario insieme al fratello Martino, della Azienda agricola Bianchi: «Le Stelle alpine le abbiamo coltivate ad Arogno, dove abbiamo la sede agricola e Rovio, dove invece c’è il giardino della biodiversità. È stata un po’ una sorpresa perché, nonostante ci si trovi in una zona a bassa quota (circa 600 m s.l.m) le piante hanno trovato un clima ideale. Non abbiamo dovuto ripiantare e, per il secondo anno consecutivo, hanno dato i loro frutti, molti di più rispetto all’anno scorso. Vedremo se si adatteranno anche ad alta quota. Questa è una prova anche perché in queste zone, all’estremo sud delle Alpi, sono molto rare».

Gabriele Bianchi ha "ereditato" l’azienda, rigorosamente a conduzione familiare, dai propri genitori. Un’azienda che, a partire dal 1998, ha deciso di puntare tutto sul bio. Oltre al verde, vi è anche un altro aspetto: quello della giovane età di chi ha lavorato sul progetto.

«La nostra ditta, come anche quella di Erbe Ticino e la Ferrovia, hanno alle spalle un lungo percorso consolidato ma che alla testa hanno dei giovani. Siamo la generazione che ha voglia di riprendere il territorio per metterlo in mostra e saperlo valorizzare. Oggi lo abbiamo fatto con un simbolo svizzero per eccellenza: la stella alpina».

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