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Sugli eventi si potrebbe spendere mezzo milione in meno
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laR
 
13.05.2022 - 08:30
Aggiornamento: 15:29

Mendrisio, ‘Operazione risparmio’. Ecco le dritte dell’esperto

Il rapporto mette sul tavolo della politica una serie di ipotesi di lavoro. Il risultato? Un taglio da 2 milioni e mezzo

In questi anni Mendrisio ha lavorato più che altro di lima. Andando a levigare le uscite là dove vi era margine; smussando certi meccanismi all’interno della macchina amministrativa; raschiando il superfluo pur con una certa sapienza. In poche parole si è cercato di risparmiare sulla spesa pubblica senza farsi troppo male; un occhio attento alla socialità e ai bisogni (crescenti) della popolazione. Oggi, però, la Città è arrivata al punto di dover usare le forbici (se non l’accetta). E l’operazione potrebbe rivelarsi dolorosa. Andando al sodo del dibattito politico, rimbalzato lunedì scorso dall’aula del Consiglio comunale, ormai sui due piatti della bilancia ci sono, da una parte, l’esercizio di contenimento dei costi, dall’altra, l’aumento di due punti del moltiplicatore (dal 75 al 77 per cento). Rimedio quest’ultimo che non va giù soprattutto al Ppd (oltre che alla Lista civica).

Ciò non toglie che il governo del Comune dovrà, in ogni caso, riflettere su alcuni provvedimenti. La lista dei suggerimenti stilata dal consulente esterno interpellato dal Municipio locale è lunga quanto fitta. Certo, avvertono gli stessi esperti, si tratta di ipotesi di lavoro, e come tali andrebbero verificate sul campo. Sta di fatto che, calcolatrice alla mano (e riferimento ai dati del 2021), l’esercizio ha portato a un potenziale risparmio di 2 milioni e mezzo di franchi. Sotto la lente ci sono finiti diversi settori dell’amministrazione, dalla politica del personale alla manutenzione degli stabili, passando dagli sportelli nei Quartieri. Va detto che il rapporto, di cui abbiamo potuto visionare alcuni passaggi, mette sul tavolo altresì delle proposte per aumentare le entrate. Con la consapevolezza, si legge fra le righe, che si tratta di un "tema delicato, visto il periodo pandemico e post-pandemico".

Non solo tagli. C’è un’idea per le entrate

E qui il pensiero corre subito alle tasse causali, e in particolare a quella sui rifiuti. È ormai certo, infatti, che lieviterà – non senza, pure su questo punto, il suo strascico di polemiche –, anche per riuscire ad assicurare, come legge comanda, una copertura dei costi del 100 per cento. In realtà il consulente spinge oltre la sua riflessione, interrogando sul possibile adeguamento dei biglietti d’accesso alle infrastrutture sportive, sugli affitti degli stabili pubblici o addirittura sulla vendita degli immobili ereditati per aggregazione, o ancora sulle multe. Poi, certo, tocca alla politica darsi delle risposte.

Eventi, c’è mezzo milione di margine

Tornando a una possibile dieta alla voce ‘spese’, balza all’occhio come una delle cifre più corpose – si parla di un risparmio potenziale di mezzo milione l’anno – riguarda il capitolo ‘Manifestazioni e misure attive a sostegno delle società’. Tenendo il conto, a Mendrisio, in effetti, si supportano e finanziano 350 eventi annuali. Ovvero un "impegno di grande importanza" che, a parere degli specialisti, "non è pienamente giustificato, visto il contesto e le dimensioni territoriali". E ciò a "maggior ragione – motivano – in tempi in cui bisogna contenere in modo importante i costi di gestione".

Per rassicurare subito i momò, va detto che il rapporto tiene in debito conto storia e tradizione locali oltre alle ricadute turistiche e ‘salva’ le tre manifestazioni principali: Fiera di San Martino, Sagra del Borgo e Processioni storiche. L’attenzione, semmai, è sulle altre. Detta fuori dai denti, si fa capire che vi è la necessità di porre un limite a questa voce di spesa, in termini di contributi ma anche di personale messo a disposizione delle organizzazioni. Sarebbe tempo, si lascia ancora intendere, di chiedere alle società di fare la loro parte in riferimento agli allestimenti.

Meno sportelli e straordinari?

Agli occhi del consulente esterno un Comune polo chiamato a fare delle economie non potrà, poi, non misurarsi anche con la decentralizzazione dei servizi, tra gli elementi cardine del processo aggregativo. È indubbio – e lo si riconosce pure nel documento – che "la presenza nei Quartieri costituisce un segnale politico di coesione importante per la Città". D’altro canto, "la realtà dei fatti evidenzia che vi sono sportelli con due o tre visite al mese"; il che induce a chiedersi, si suggerisce, se non sia il caso di immaginare una organizzazione diversa a fronte dei costi significativi sostenuti per le infrastrutture e la manutenzione degli edifici. E allora ci si può domandare, si elenca, se non sia il caso di ridurre il numero degli sportelli o di spingere sulle tecnologie con la digitalizzazione che avanza.

Da ripensare per lo studio è altresì il monte ore degli straordinari del personale, per il quale nel 2021 si sono accantonati 500mila franchi. Su questo versante, si annota, "urge un cambiamento rapido". Come? Magari, si prospetta, essendo più selettivi e incentivando il recupero in tempo libero.

La Complementare? ‘Da ripensare’

L’‘operazione risparmio’ va a infrangere, poi, anche un tabù nel settore sociale. Nell’esercizio, si mette nero su bianco, ci sta pure una revisione della prestazione complementare comunale, pur ammettendo che la sua "funzione sociale è assolutamente importante". In effetti, si osserva nel dossier, "sono molto rari i Comuni e le Città che dedicano questa attenzione agli anziani in difficoltà". Di conseguenza, si concede, "fatichiamo a pensare una misura di risparmio a questo livello, anche perché gli effetti della pandemia sono e saranno importanti soprattutto per i meno favoriti". Ciò nonostante questo contributo ‘vale’ 700mila franchi a bilancio, quindi "una riflessione si impone". La soluzione praticabile? Essere ancora più mirati nell’aiuto e contenere l’importo a 500mila franchi lordi annui: "Rimarrebbe un segnale comunque importante di responsabilità sociale per la Città", si commenta.

La terza via, le collaborazioni

Il piano strategico degli esperti mostra, infine, un’altra via d’uscita di sicurezza, quella che porta dritti a nuove collaborazione sovracomunali. I campi d’azione individuati sono almeno cinque nel solco di una migliore gestione della cosa pubblica e di quanto si sta realizzando nella gestione delle infrastrutture sportive grazie alla nascita dell’Ente regionale per lo sport. Il riferimento esplicito è alla promozione e al coordinamento delle attività culturali, al ‘governo’ delle scuole montane e alle sinergie sul versante dell’energia, dell’acqua (un po’ come con il Consorzio del Basso Mendrisiotto al vaglio ora dei Consigli comunali) e dei rifiuti.

Oggi, si spiega nel rapporto, non è possibile stimare gli effetti finanziari di questi interventi, "ma le esperienze fatte in altri contesti indicano che le economie di scala che si verificano con una massa critica superiore sono molto importanti, sia a livello di qualità delle prestazioni che per quanto attiene alla compressione dei costi e all’aumento delle entrate".

La ricetta è servita.

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Un tabù chiamato moltiplicatore. Mendrisio litiga

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