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Cresce il fronte del ‘no’
12.05.2022 - 08:30
Aggiornamento: 16:26

‘Altro che terza corsia A2. Prima viene l’ambiente’

La Stan si dice contraria al potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio. ‘È tempo di cambiare prospettiva’

Non è creando una terza corsia autostradale (da usare nelle ore di punta) che si scioglie il nodo del traffico. Anche la Stan, la Società ticinese per l’arte e la natura, ne è convinta. E dichiara quindi tutta la sua contrarietà al potenziamento dell’A2 tra Lugano sud e Mendrisio e, in generale, all’ampliamento delle strade nazionali. È giunto il tempo, si fa capire per voce del presidente Tiziano Fontana nelle osservazioni recapitate a Berna, di un "cambiamento di prospettiva". Insomma, gli "obiettivi ambientali, di tutela del paesaggio e di protezione del clima" devono avere la precedenza sulle opere viarie.

In effetti, fa notare Fontana, "il Luganese e il Mendrisiotto sono le due regioni più inquinate della Svizzera, con l’esposizione della popolazione a valori oltre la soglia legale di numerosi inquinanti dell’aria. Vi è quindi una grave inadempienza del Consiglio federale nella risoluzione di questi problemi, che saranno aggravati dall’aumento di traffico conseguente alla costruzione della seconda galleria autostradale del San Gottardo". Il progetto PoLuMe, un intervento da quasi 2 miliardi di franchi firmato da Ustra (l’Ufficio federale delle strade) e anticipato al 2030, aumentando le capacità di transito, si ribadisce in una nota, farà crescere anche traffico e inquinamento.

C’è poi un altro aspetto che alla Stan sta a cuore. Nuove strade significano altresì consumo del suolo. Tutto ciò, si osserva, "deve trovare un limite, poiché vi è il dovere, da parte dell’autorità federale, di applicare l’articolo 2, capoverso 4, della Costituzione federale che così recita: ‘Si impegna per la conservazione duratura delle basi naturali della vita’". Giunti a questo punto e a fronte, si rincara, di dati statistici e previsioni del traffico "non realistici", occorre percorrere altre vie. In altre parole, si esorta nel documento, "devono essere potenziate tutte le misure alternative per ridurre il traffico durante le ore di punta: il trasporto aziendale, le auto condivise, i posteggi alle frontiere da incentivare anche con vantaggi finanziari".

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