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09.01.2022 - 18:26
Aggiornamento: 18:54

Chiasso rilancia: tra visioni, progetti e sfide da vincere

Nel fare gli auguri di inizio anno il sindaco Bruno Arrigoni scommette sul Comune unico del Basso Mendrisiotto e spera in un voto entro il 2024

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Ti-Press/E. Bianchi
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Oggi più che mai a Chiasso si hanno le idee chiare. C’è una visione per il futuro; ci sono svariati progetti sul tavolo; e vi è la consapevolezza delle sfide ancora da affrontare. Nelle parole del sindaco Bruno Arrigoni nulla è lasciato al caso. E quella che stila davanti alla cittadinanza – una parte in presenza, un centinaio di persone, lì in platea al Cinema Teatro, una parte collegata in streaming grazie alla diretta della cerimonia augurale di inizio anno rimandata dal portale del Cinema Teatro e da Chiasso Tv – non è una semplice lista di buoni propositi. La stanchezza e la fatica dopo due anni di pandemia, certo, si sentono tutte; nella memoria chi se ne è andato, nell’animo la voglia di riscatto. L’annata che ci si lascia alle spalle è una volta di più difficile in questi tempi di emergenza sanitaria e al contempo pregna di speranza e voglia di fare, oltre che dell’impegno del Comune di restare «vicino alla popolazione», anche in modo fattivo. Quella in cui ci sta avventurando chiede di restare «ottimisti», andando avanti «con determinazione per restare al passo, sempre più veloce, del mondo che ci circonda».

Nel futuro si vede l’aggregazione

Ora, però, si avverte l’imperativo categorico di vivere il presente per costruire il futuro, come ha fatto capire Arrigoni; forti del «buon segnale di continuità» dato dagli elettori nell’aprile scorso, confermando in toto il Municipio uscente. Qual è la «visione politica» della cittadina? L’aggregazione nel Basso Mendrisiotto. Il sindaco di Chiasso mai come quest’anno sa di poter battere su un ferro che è alfine caldo. Anzi, si sbilancia in modo evidente, augurandosi «vivamente che si possa giungere a una votazione popolare ancora in questo quadriennio politico».

Del resto, quello messo in campo sulla spinta di Vacallo è «il progetto politico più importante degli ultimi 20 anni», che ha l’obiettivo dichiarato di creare un Comune unico di circa 23mila abitanti e capacità di investimenti per 18 milioni di franchi. Detto altrimenti, ribadisce Arrigoni, il processo saprebbe restituire un ente con il peso politico della «terza ipotetica città del Ticino». Un reale passo avanti che darebbe modo di «ottimizzare le risorse che non sono più quelle di una volta». Ma soprattutto darebbe al Basso Mendrisiotto la forza dei numeri e l’autorevolezza per «rivendicare le fermate dei treni Intercity, far fronte comune per risolvere i problemi del traffico, far parcheggiare i Tir non sull’autostrada, mantenere il reparto maternità a Mendrisio».

Un’area ferroviaria da reinterpretare

Di progetti e di aspirazioni, d’altro canto, questa terra ne ha e non poche. In effetti, «dopo anni di impasse – non manca di far notare Arrigoni –, pure le Ferrovie stanno riscoprendo il Basso Mendrisiotto». Chiasso crede molto nella trasformazione di una realtà ferroviaria legata a doppio filo alla vita della cittadina. Qui si scommette, ad esempio, sul futuro Centro professionale tecnico del settore tessile – il cantiere aprirà nel 2024 –, e lo si difende a denti stretti: «Biasimo apertamente – si lascia andare il sindaco – il comportamento del gruppo politico Mps che ha inoltrato una interrogazione al Consiglio di Stato contro questo progetto. Per fortuna la risposta politica è stata chiara». Anche perché, rimarca, «la nostra zona da anni non ha più avuto progetti a livello cantonale, al contrario di altre regioni del Ticino». E potrebbe essere solo l’inizio: nelle prossime settimane, fa sapere, se ne saprà di più pure sullo studio di fattibilità per l’edificazione, lì accanto e poco distante dalla stazione – in fase di riqualifica –, di un centro scolastico commerciale con annessa una palestra tripla.

Chiasso confida anche nello sviluppo di un nuovo quartiere, ribattezzato Gleis4, nella conversione dell’area della Piccola velocità in una zona di svago e artigianale e ancora nel potenziamento dell’Officina carri. Piani che hanno il sapore di altre opportunità urbanistiche e lavorative. Una cosa è certa, come autorità comunale, avverte Arrigoni, «noi non molliamo l’osso».

I sogni nel cassetto

Dalla strada ferrata alla lingua d’asfalto, Chiasso non intende indietreggiare neppure davanti alla possibilità di traslare il tratto finale dell’autostrada sotto la collina del Penz. L’idea, assicura il sindaco, sta camminando sulle sue gambe anche grazie ai buoni uffici della Commissione regionale dei trasporti e della Regio insubrica. «Il prossimo passo – annuncia Arrigoni – sarà l’invio di una lettera alla Consigliera federale Simonetta Sommaruga e al Ministro delle Infrastrutture a Roma Enrico Giovannini, chiedendo uno studio di fattibilità».

La cittadina culla altresì un altro sogno: riconvertire il torrente Faloppia in uno spazio urbano da vivere. Il sindaco osa un parallelismo (ardito?) con la Senna di Parigi. «Vi è un progetto, quindi già qualcosa di concreto, di trasformare radicalmente la zona del torrente Faloppia lungo il quartiere Soldini, con tanto di rinaturazione, passeggiata lungo il torrente, gradoni per sedersi in relax. L’idea è rivoluzionaria; pure il prezzo è notevole, si parla di un investimento di circa 10 milioni». Ma c’è una via d’uscita: attingere a sussidi federali per l’80-85 per cento.

‘Le sfide da vincere’

E allora non resta che rimboccarsi le maniche, cogliere l’attimo e non aver paura delle sfide, che pure non mancano. Il sindaco di Chiasso ne individua almeno due – «da vincere» –, quella demografica e quella economico-occupazionale. Andiamo con ordine. La decrescita, si riconosce, rappresenta «un grosso problema», in particolare nei centri. C’è il saldo negativo demografico – «a Chiasso nel 2021 sono decedute 105 persone e sono nati solo 28 bimbi, penso sia un dato record negativo» –, e ci sono il traffico e il mercato del lavoro ad allontanare famiglie e giovani. E a proposito di lavoro, «dagli anni 50 del secolo scorso, Chiasso vive soprattutto di terziario. Finito il boom delle banche legato al segreto bancario – ripercorre Arrigoni –, abbiamo dovuto iniziare a reinventarci. Da alcuni anni sono giunte nuove attività economiche in settori sconosciuti fino a poco tempo fa: digitale, fintech, app, mining, blockchain, design informatico». La cittadina, quindi, «scommette su queste attività e progetti privati, quali l’ex-Fernet Branca, l’ex-Trecor e dico ancora – perché no – il Centro Ovale: sono investimenti che possono creare un notevole indotto».

I riconoscimenti

Meriti, medaglie e onorificenze

Chiasso, però, è anche sport, tra infrastrutture a cui mettere mano e un movimento che vive grazie a passione e volontariato. Come ogni anno la città per mano della Conferenza dei presidenti delle società sportive ha voluto rendere omaggio alle personalità e agli atleti locali (che hanno conquistato 35 podi in gare nazionali e internazionali). A fare gli onori di casa è toccato a Walter Gabathuler, presidente della Liberi tiratori Chiasso, il decano dei sodalizi sportivi cittadini, il quale ha lanciato un invito alle società del territorio in nome di nuove forme di collaborazione in grado di rispondere alla difficoltà di garantire un ricambio generazionale. «Pensare fuori dagli schemi – suggerisce – a volte può riservare anche delle sorprese. Occorre saper osare». E ai Tiratori appartiene pure il destinatario del premio al Merito sportivo, Vanni Donini, per la sua dedizione lunga quarant’anni. Quest’anno si sono aggiunte poi due onorificenze fuori programma ad altrettanti dirigenti di lungo corso, Antonio D’Incecco e Paolo Zürcher, entrambi punti di riferimento della Sfg.

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Chiasso, il merito sportivo va a Vanni Donini

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