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05.01.2022 - 09:15
Aggiornamento : 09:51

Corsia per i Tir, Cantone ‘passivo’. Ppd preoccupato

Dopo la risposta del governo i tre deputati della regione rilanciano con una interpellanza. Ustra: ‘Seguita la prassi’

Non ci stanno i tre deputati momò del Ppd a farsi ‘liquidare’ dal Cantone con poche righe e un ‘non so’. Non davanti a un progetto - che tale è - che non solo preoccupa popolazione e autorità locali del Mendrisiotto, ma che riveste un evidente “interesse pubblico". Di fronte alle chiare intenzioni di Berna - per mano dell’Ustra, l’Ufficio federale delle strade - di creare una corsia ad hoc per i Tir lungo il tratto finale dell’A2, qui nel Distretto ci si aspetta di essere ascoltati e supportati. Così lo scritto stringato e interlocutorio del Consiglio di Stato (CdS) recapitato di recente a Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni e Luca Pagani, non ha fatto altro che stimolare nel terzetto di gran consiglieri la voglia di rispondere per le rime, presentando a giro di posta una nuova interpellanza urgente. Il CdS, esordiscono i parlamentari, "sembra avere un atteggiamento di totale passività”. Come dire che, in base al riscontro che si otterrà, "potrebbe quindi essere necessario un intervento del Gran Consiglio a sostegno del Mendrisiotto”.

Ustra: ‘Coinvolti gli uffici di due Dipartimenti’

L’area di sosta per i mezzi pesanti immaginata dall’Ustra fra Coldrerio e Balerna continua, dunque, a scaldare gli animi. E ad alimentare il fuoco sotto la cenere ora c’è pure l’immobilismo - così almeno viene percepito - del governo cantonale, il quale ha fatto sapere agli autori della prima interrogazione di non aver ricevuto alcuna “indicazione ufficiale” sull’opera messa in cantiere a livello federale da qui al 2028. Tra il Cantone e Ustra non è intercorsa nessuna corrispondenza sul tema? laRegione ha girato la domanda direttamente all’Ufficio federale delle strade. “Trattandosi di un progetto di manutenzione di portata limitata, la prassi Ustra - ci è stato spiegato - non prevede un’informazione preventiva e ufficiale del Consiglio di Stato. L’Amministrazione cantonale, e in particolare alcuni uffici del Dipartimento del territorio e del Dipartimento delle istituzioni - si precisa ancora -, sono per contro stati coinvolti durante l’allestimento del progetto". Giunti sin qui, si annota ancora dall’Ustra, la procedura di pubblicazione del dossier secondo la Legge sulle strade nazionali permetterà "a tutti gli interessati di prendere atto del progetto e di eventualmente inoltrare le proprie osservazioni”.

Del resto, Dt e Di sono gli stessi interlocutori ai quali si è rivolta anche la Commissione regionale dei trasporti (Crtm), determinata peraltro nel chiedere al Servizio federale di accogliere al tavolo della discussione pure il Cantone, come inserito nella lettera imbucata alla vigilia di Natale al termine dell’ultimo incontro - presenti i Comuni toccati dall’intervento, ovvero Balerna, Coldrerio, Novazzano e Mendrisio - e confermato dal presidente della Crtm Andrea Rigamonti. La riunione, d’altro canto, faceva seguito a un primo contatto di settembre, durante il quale i responsabili del progetto avevano illustrato i dettagli dei piani.

‘Il CdS? L’unico a non essere informato’

“Da nostre informazioni - ironizzano da parte loro i tre deputati - gli incontri non si sono svolti in un bar, è quindi presumibile che abbiano avuto una veste ufficiale. Il Consiglio di Stato, apparentemente, sembra quindi l’unica autorità di questo Cantone a non essere stato minimamente informato o coinvolto in questo progetto, ciò che senz’altro preoccupa“. Ma a risultare “preoccupante”, insistono, è altresì il fatto che il governo, ”a fronte di chiare e autorevoli indicazioni in merito alle intenzioni delle autorità federali, non si sia spontaneamente attivato per ottenere maggiori ragguagli, come invece fatto dalla Crtm e dai Comuni del Mendrisiotto”.

Le parole di Sommaruga

A pesare, in effetti, in tutta questa vicenda legata alla corsia per i Tir, ci sono anche le parole pronunciate dalla Consigliera federale Simonetta Sommaruga nel rispondere a inizio dicembre alla sollecitazione del Consigliere nazionale Marco Romano (Ppd). Parole riportate per intero nell’interpellanza e che non lasciano dubbi sulla determinazione di Berna di voler risolvere il problema decennale della sosta dei camion sulla corsia di emergenza a Chiasso e più nord sul territorio regionale. L’obiettivo? La sicurezza. In altre parole, la richiesta del Distretto di spostare ben più a settentrione il filtro - facendo leva sul Centro di controllo dei veicoli pesanti a Giornico che aprirà giusto quest’anno -, non ha possibilità di trovare udienza. Anzi.

Per Sommaruga, infatti, “una soluzione lungo la piana del Vedeggio andrebbe a penalizzare ulteriormente il sovraccarico di quel tratto di A2 e non permette di accogliere quei veicoli che accedono dagli svincoli autostradali ubicati più a sud. Il blocco dei veicoli pesanti a nord di Mendrisio andrebbe, inoltre, a precludere anche il funzionamento della dogana di Stabio, che contribuisce anch’essa ad alleggerire i transiti dei veicoli pesanti verso Chiasso”. La convinzione della direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni è che il nuovo Centro e il trasferimento delle merci sulla ferrovia insieme ridurranno il traffico dei camion e l’impatto ambientale sul Mendrisiotto. Una previsione che da queste parti non si sentono, però, di condividere.

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