ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
11 ore

Grave incidente ad Avegno, un motociclista rischia la vita

Un 56enne del Locarnese ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere contro lo spartitraffico riportando gravi ferite
Mendrisiotto
12 ore

La Castello Bene conquista il Nebiopoli 2023

Il corteo mascherato ‘cattura’ 20mila spettatori. Per gli organizzatori del Carnevale chiassese è l’edizione dei record
Luganese
14 ore

Auto contro moto a Novaggio, grave il motociclista

L’incidente sulla strada verso Miglieglia. Il giovane è stato sbalzato a terra dall’impatto frontale
Mendrisiotto
14 ore

Il Corteo di Nebiopoli fa il pieno di satira e pubblico

La sfilata mascherata si riappropria del centro cittadino tra guggen, gruppi e carri (venuti anche da fuori) e le cannonate di coriandoli da Sion
Luganese
15 ore

Scontro auto-moto a Manno, ferito il motociclista

L’incidente intorno alle 15:45 in via Cantonale. Non sono note le condizioni del ferito, portato in ospedale dopo i primi soccorsi sul posto
Luganese
18 ore

A Lugano incendio in una discarica in zona Stampa

Un grosso incendio si è sviluppato questa mattina provocando molto fumo e un odore sgradevole. Una persona in ospedale per intossicazione
Locarno
20 ore

Solduno, un poliziotto di prossimità gentile e apprezzato

Dopo 37 anni di servizio va in pensione il sergente maggiore Fabrizio Arizzoli. L’Associazione di quartiere esprime la sua gratitudine
Mendrisiotto
23 ore

“Nei paesini la gente è solidale, ma in città...”

Non sembra essere un periodo facile per il volontariato, che dopo la pandemia sembra aver perso drasticamente attrattiva
Ticino
1 gior

Caso Unitas, Mps e Noi (Verdi) tornano alla carica

Nuove interpellanze: ’Le risposte scritte del Consiglio di Stato sollevano altri interrogativi’
Luganese
1 gior

La comunità cripto trova casa in centro città

L’Hub s’insedierà nell’edificio che ospitava il Sayuri e una banca, tra via Motta e Contrada Sassello. Lunedì discussione generale in Consiglio comunale
Locarnese
1 gior

Scintille tra Gordola e la Sopracenerina sulle tariffe

Nuova lettera dal Municipio al CdA della Ses per fare chiarezza sui costi di produzione e i prezzi applicati. Dividendi? ’Si può rinunciare’
Bellinzonese
1 gior

‘Eros Walter era un vulcano: alla Federviti ha dato moltissimo’

Lutto nel mondo vitivinicolo ticinese: è deceduto lo storico presidente della sezione Bellinzona e Mesolcina. Il ricordo di amici e colleghi
Mendrisiotto
1 gior

Di satira (anche politica) e di Nebiolini

Il Carnevale chiassese anche quest’anno non ha rinunciato alla sua edizione unica del Giornalino
Ticino
1 gior

Marchesi: ‘Se l’Udc entrasse in governo, noi pronti per il Dfe’

I democentristi ribadiscono la loro ricetta per il risanamento delle finanze cantonali: ‘Se ci avessero ascoltato, avremmo già risparmiato 100 milioni’
laR
 
22.12.2021 - 05:30
Aggiornamento: 14:26

Esplorando i ‘Paesaggi dall’esilio’

Gli studenti di Lavoro sociale della Supsi e Club ’74 fianco a fianco in una performance alla Pinacoteca Züst per parlare di disagio psichico

esplorando-i-paesaggi-dall-esilio
Applausi

Guardando le opere alle pareti della Pinacoteca Züst è facile sentirsi a casa. I paesaggi ritratti ci arrivano da un Ticino a cavallo tra la metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, ma la loro fisionomia è famigliare e rassicurante come non mai. Eppure non sempre ci si riconosce in ciò che più conosciamo. Disagio, solitudine, diversità, malattia possono infatti portare lontano. E il rischio di perdersi è a un passo da noi. Oltre la soglia dello spazio museale cantonale a Rancate ci prendono per mano: è l‘inizio di un viaggio attraverso la mostra - ’L’incanto del paesaggio’, in allestimento fino al 25 aprile prossimo - e dentro noi stessi. Sia chiaro, non ci sarà risparmiato nulla. Le parole pronunciate vanno in profondità, a tratti risultano persino taglienti e dolorose. Gli allievi di Lavoro sociale della Supsi - accompagnati dagli studenti del Conservatorio della Svizzera italiana con pagine musicali coinvolgenti - danno voce con partecipazione alle esistenze di chi ha attraversato il disagio psichico e al contempo all’esperienza dei curanti. Ed è così che ci si ritrova immersi in una performance che grazie al linguaggio dell’arte - teatrale e musicale - va dritta al punto e mostra i nervi scoperti di questa nostra società. Ecco che il filo rosso della narrazione è quello degli esili della vita a cui tutti siamo esposti, senza distinzione. Il tema, insomma, non può non interrogarci.

Esperimento di empatia

Non è la prima volta, d’altra parte, che il Club ‘74 - qui affiancato da Pro mente sana e Ingrado - sperimenta, percorrendo anche le vie meno agevoli per portare alla luce la realtà del disagio psichico. E anche in questa esperienza l’Associazione con finalità socioterapeutiche, relazionali e inclusive (con sede all’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale a Mendrisio) ha colto nel segno, riuscendo quasi a travolgere di emozioni i presenti alla Züst. In alcuni momenti della vita, del resto, siamo un po’ tutti degli esiliati. Disagi e fragilità non sono solo un affare degli altri. In effetti, quella che ci avvolge è una vera “immersione sensoriale e poetica”: negli intenti delle tante persone che vi hanno lavorato con dedizione - davanti e dietro le quinte virtuali - lo scopo era proprio questo. Neanche le mascherine - presidio obbligato in questi tempi di Covid-19 - trattengono infatti i sentimenti del pubblico diviso in gruppetti. Pubblico che, di fatto, diventa parte integrante della performance. Come si può, d’altro canto, mantenere le distanze da tematiche tanto sensibili?

Nel giornale pubblicato a corredo dell’esperienza ci imbattiamo nelle riflessioni dei protagonisti che hanno condiviso questo momento e che ci ricordano quanto sia "importante non essere indifferenti verso chi sta vivendo una condizione di disagio, soprattutto di questi tempi che ci vedono esposti a particolari difficoltà nell’integrare, ma soprattutto includere, le persone più vulnerabili. Crediamo - si scandisce - che solo passando attraverso processi inclusivi possiamo dare alla società che abitiamo una dimensione più completa”.

Sulle tracce di Maria Zambrano

In questo nostro viaggio insolito tra le sale della Pinacoteca vengono in aiuto anche i pensieri della filosofa spagnola Maria Zambrano, che un po’ come Virgilio guida i partecipanti attraverso vari paesaggi, lei costretta dal regime franchista di “esilio in esilio“. Le sue parole riaffiorano sulle labbra di una performer: in fondo, ci richiama, siamo "figli dei nostri sogni”. Solitudine e sradicamento così come una vita vissuta ai margini, però, per alcuni declinano disagi e patimenti. Ciascuno di noi, scrive Lorenzo Pezzoli, responsabile del modulo ’Metodi e tecniche di intervento col disagio psichico, può essere chiamato ad attraversare la condizione dell’esilio durante la sua esistenza. Una condizione dalle "fattezze a volte imprevedibili con risvolti che possono essere drammatici e talvolta sconosciuti capaci di generare situazioni di particolare sofferenza”. A tal punto, come emerso dalle interviste all’origine della rappresentazione, da percepire l’ospedale come un rifugio sicuro.

E allora per lasciare l’esilio e uscire dall’isolamento si può arrivare, come la pensatrice iberica, a considerare l’esilio stesso una “vera patria”. Ma si può tornare là dove si era partiti? In questi giorni di pandemia lo vorrebbero tutti. E comunque ci si può provare. E qui ancora Pezzoli dà alcune avvertenze: “Ma il ritorno dall’esilio, così come il ritorno da qualsiasi condizione di espulsione che la vita fa incontrare - annota -, porta con sé una nuova e più complessa conoscenza: conoscenza di sé, delle relazioni, del mondo…”. E tocca farsi trovare pronti. Essere parte di questa ‘Site specific performance’ ha dato modo di compiere qualche passo verso l’altro e l’altrove.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved