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L’intenzione è di riprovarci
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15.10.2021 - 16:52

I bambini sono pronti ad andare a scuola a piedi

Un progetto pilota della Supsi nelle scuole di tre comuni rivela la voglia dei piccoli utenti di cambiare mobilità. Convinti anche i genitori

Più bambini a scuola a piedi, più genitori convinti, ma soprattutto meno ‘mamme-taxi’: l’esperimento messo in campo lo scorso anno scolastico dalla Supsi nelle scuole di tre comuni del Mendrisiotto può dirsi riuscito. In quattro scuole dell’infanzia - a Balerna, Novazzano, Salorino e Capolago - e in una sede delle Elementari, quella di Canavée a Mendrisio, si è fatta largo (ancora di più) l’idea che il Pedibus non solo è bello ma è anche meglio. In totale fra gennaio e maggio sono stati 688 i bambini che si sono ritrovati al centro del progetto pilota ‘S2Hoes - Safe and sustainable HOmE School mobility’ e sono stati seguiti da vicino dai ricercatori dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito del Dacd (Dipartimento ambiente, costruzione e design). Ragazzi che hanno così contribuito ad aprire la strada ad altri coetanei nel segno di una mobilità “attiva, sicura e sostenibile” sul percorso casa-scuola. La sperimentazione ha entusiasmato a tal punto che, si fa sapere dalla Supsi, si sta già pensando a una nuova edizione. Per il momento, comunque, si fa tesoro dei risultati raggiunti sulla spinta del Coordinamento Pedibus Ticino dell’Associazione traffico e ambiente (Ata) e della Fondazione Bruno Kessler di Trento, con il supporto della Fondazione Axa per la prevenzione. In effetti, combinare un approccio ludico-educativo - grazie a una piattaforma didattica, KidsGoGreen - al Pedibus - reso più snello da un applicazione mobile, PedibusSmart - ha permesso di aumentare del 10 per cento il numero dei piccoli utenti, vedendo crescere tanto gli alunni che gli accompagnatori volontari. Non solo, a Balerna l’Assemblea dei genitori ha deciso di creare una linea di Pedibus a misura dei bambini della Materna. Un servizio attivato con l’inizio di questo anno scolastico e che ha frequenza giornaliera.

Serve un’azione combinata

La tecnologia ha dunque dato una mano non solo a veicolare il messaggio - preferire andare a scuola a piedi - ma altresì a rendersi conto dell’efficacia delle soluzioni prospettate - tre le combinazioni d’intervento previste - e adottate dalle varie scuole. In questo modo, si conferma dalla Supsi, i ricercatori hanno potuto valutare l’impatto delle misure e “individuare criticità e potenzialità”, raccogliendo attraverso un sondaggio condotto fra i partecipanti “eventuali suggerimenti, idee e proposte di miglioramento”. Ciò che è apparso evidente è che unendo le opzioni l’effetto è assicurato, registrando al contempo un calo della mobilità motorizzata, “in particolare l’uso dell’auto privata”. Di fatto, si spiega, alla fine della sperimentazione è “aumentata l’inclinazione da parte dei genitori a considerare la mobilità attiva la forma di mobilità scolastica che prediligerebbero per i loro figli in futuro, potendo scegliere”. In buona sostanza nella globalità l’84 per cento dei genitori si è dichiarato “soddisfatto/molto soddisfatto” del progetto S2HOES. In media, si annota, mamme e papà hanno “convenuto che l’impiego dell’app mobile PedibusSmart rappresenti un valore aggiunto e che l’approccio ludico-educativo proposto (la piattaforma di gioco KidsGoGreen) rappresenti un metodo d’insegnamento innovativo, in grado di suscitare curiosità e maggiore sensibilità dei bambini verso il tema della mobilità sostenibile, producendo un effetto positivo sulle loro abitudini di spostamento sul tragitto casa-scuola”.

Non ci si fermerà qui

Visto l’esito del progetto pilota si è propensi a non fermarsi qui. “Vorremmo avviare un processo di co-progettazione capace di coinvolgere sin dall’inizio sia i genitori che la scuola nel perfezionamento delle soluzioni tecnologiche S2HOES, per adattare le funzionalità dell’applicazione mobile e della piattaforma di gioco alle effettive esigenze dei loro fruitori finali”, commenta Roberta Castri, responsabile del progetto alla Supsi. “Di certo - ribadisce la ricercatrice -, il dialogo e l’unità di intenti tra genitori e scuola sono elementi cardine per poter raggiungere un cambiamento più profondo nelle pratiche di mobilità scolastica. Fare rete tra scuola, genitori e altri attori locali è dunque fondamentale se si vogliono creare nuove opportunità”.

Sul grafico che sintetizza una parte del lavoro della Supsi la linea della mobilità attiva (il Pedibus) tende a salire, quella veicolare a scendere: un’inversione di tendenza incoraggiante, soprattutto per Ata che da anni crede nella necessità di spronare i genitori e invogliare i bambini a... cambiare passo. Un obiettivo, quello dell’Associazione, condiviso con slancio nel Mendrisiotto, dove negli anni le linee di Pedibus si sono moltiplicate.

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