mendrisio-non-e-ancora-diventata-un-campus-universitario
Botta crede ancora all'esperienza del campus diffuso (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
25 min

Pedemonte, niente luci sulle strade tra le due e le cinque

La richiesta al Municipio, quale misura di risparmio energetico, è contenuta in una mozione inoltrata da Paolo Monotti
Mendrisiotto
2 ore

Sebastiano Gaffuri: ‘Otto anni a Bellinzona possono bastare’

Il sindaco di Breggia non correrà alle prossime elezioni cantonali. Con Natalia Ferrara, il Plr del Mendrisiotto perde così due uscenti su tre
Ticino
4 ore

‘Pensione statali, compensazioni necessarie e urgenti’

Il Ps: il Gran Consiglio va coinvolto tempestivamente sulle misure contro il peggioramento delle rendite a causa della riduzione del tasso di conversione
Ticino
4 ore

Dormiamo meno e peggio. Con gravi rischi, specie per i giovani

Il mito della performance e i dispositivi elettronici stanno compromettendo sempre più qualità di sonno e veglia dei ticinesi. Il punto col Prof. Manconi
Locarnese
15 ore

In Val Onsernone brucia il Pizzo della Croce

L’allarme è stato lanciato poco dopo le 11.40. Il rogo sarebbe stato innescato da un fulmine abbattutosi qualche giorno fa.
Bellinzonese
15 ore

A Giumello una stagione alpestre secca e complicata

Anche il fiore all’occhiello dell’Istituto agrario cantonale di Mezzana soffre la siccità: produzione di formaggio ridotta di un quarto
Bellinzonese
15 ore

Dalpe, il 6774 Festival in una due giorni di... impatto

Dalle bancarelle alla gastronomia, dalla musica al ballo, sui prati della sciovia Bedrina sabato 20 e domenica 21 agosto
Locarnese
15 ore

‘Vin Pan salam’ compie 25 anni

Torna, da giovedì 18 fino a domenica 21 agosto, la sagra sul lungolago a base di musica e gastronomia locale
Locarnese
16 ore

Lancio del sasso ad Ascona, un’edizione di alto livello tecnico

Record battuti sia nella categoria femminile sia in quella maschile. L’ambito titolo di campione e campionessa ticinesi va a Urs Hasler e a Corina Mettler
Locarnese
17 ore

A Ronco s/Ascona si degusta risotto

La cena è prevista per sabato 20 agosto a partire dalle 19 in piazza del Semitori
Ticino
17 ore

Milano, nel 2021 un pieno di multe stradali

È la città d’Italia con i maggiori introiti: 102,6 milioni di euro, di cui quasi 13 solo dall’autovelox (nel quale incappano anche non pochi ticinesi)
Locarnese
17 ore

Alla Biblioteca di Locarno si parla di viaggi ed ecologia

All’evento, previsto per mercoledì 17 agosto alle 18.15 nella corte di Palazzo Morettini, interverranno gli scrittori Andrea Bertagni e Sabrina Caregnato
Luganese
18 ore

Ceresio e altri tre laghi svizzeri ai minimi storici

Il perdurare della siccità mette in crisi un po’ tutti i bacini. Fra i fiumi, Reno e Reuss con i valori più bassi rilevati nei mesi estivi
Mendrisiotto
18 ore

Tiro obbligatorio e in campagna a Maroggia

La società di tiro Aurora di Stabio dà appuntamento a venerdì 19 e sabato 20 e poi a venerdì 26 e sabato 27 agosto
Luganese
19 ore

Tresa, lavorava in Ticino il 28enne italiano morto

Lascia la compagna e due figli piccoli la vittima dell’incidente di sabato sera. Era dell’alto Varesotto e si era da poco trasferito nel Comasco
Bellinzonese
19 ore

Monte Carasso, serata pubblica sull’aiuto al Madagascar

All’appuntamento che si terrà il 23 agosto alle 20.15 nel salone dell’ex Convento delle Agostiniane sarà presente Suor Maria degli Angeli
Luganese
19 ore

Si rianima il villaggio medioevale di Redde

Torna nei due primi fine settimana di settembre la festa sulla collina di san Clemente, dove fino al 1’300 d.C, sorgeva un piccolo borgo
Locarnese
1 gior

Intragna, dal cornicione della scuola cadono pezzi d’intonaco

Immediato intervento dei tecnici per una verifica dell’accaduto. Municipio pronto a metter mano agli interventi del caso; la ripresa a settembre garantita
Ticino
1 gior

Finiscono le vacanze, torna la colonna: 10km al Gottardo sud

Fra Biasca e Airolo si arrivava nel primo pomeriggio di oggi a due ore di attesa
Ticino
1 gior

Furti per 5mila franchi nei distributori automatici, due arresti

Un 40enne e una 30enne avrebbero colpito le gettoniere di almeno 8 apparecchi soprattutto nei pressi delle stazioni ferroviarie
Luganese
2 gior

È morto il motociclista coinvolto ieri in un incidente a Croglio

L’uomo, un 28enne italiano, ha urtato violentemente un’automobile all’altezza di Madonna del Piano, venendo sbalzato dal mezzo e rovinando a terra
Locarnese
2 gior

A Locarno ‘movida’ prolungata, gli esercenti: ‘è un primo passo’

Le reazioni di bar e ristoranti dopo la decisione dell’Esecutivo di prolungare la possibilità per quest’ultimi di mettere musica di sottofondo 
Mendrisiotto
2 gior

InterCity a Chiasso, ‘Difenderemo sempre la nostra fermata’

Molti i temi in agenda per la seduta extra-muros che impegnerà il Municipio a fine mese. Il punto con il sindaco Bruno Arrigoni.
laR
 
23.06.2021 - 05:30
Aggiornamento: 16:13

'Mendrisio non è ancora diventata un campus universitario'

Parla Mario Botta, papà dell'Accademia, dopo lo 'scontro' fra agenti e studenti. 'Il bilancio di questi anni? Do un voto favorevole'

In quelle ore l’architetto Mario Botta, il ‘papà’ dell’Accademia di architettura, era in viaggio. «Ho saputo solo il giorno dopo ciò che era accaduto», ci spiega. Un episodio grave, lo ‘scontro’ avvenuto alle tre di venerdì fra agenti di polizia e studenti di una festa di laurea e che per le sue implicazioni e conseguenze ha scosso la comunità studentesca e i docenti che le sono vicini. Il punto è che la Città di Mendrisio e il mondo che ruota attorno alla facoltà sembrano non comprendersi a fondo o vivere da separati in casa (o quasi). Eppure l’ateneo esiste da venticinque anni. Non è mai scoccata davvero la scintilla? Abbiamo provato a girare la domanda a Mario Botta, che l’Accademia la conosce bene. «Mendrisio – esordisce – non è ancora diventata tutta un campus universitario». Eppure ci si sperava. «Pensavo – spiega a ‘laRegione’ – che l’immissione di un campus universitario diffuso nella vecchia città europea – che era e resta negli obiettivi – fosse un elemento molto positivo per la vita della città. Di fatto, Urbino insegna. Le città medio piccole italiane o anche altrove, all’estero – come a Innsbruck – hanno fatto sì che, qualora fosse venuta meno la vita artigiana che sorreggeva la città storica, fosse rimpiazzata da attività culturali come l’insegnamento. Facendo in modo che fosse parte di un tessuto connettivo molto adeguato e importante. Da parte mia, io credo ancora adesso che sia una delle possibili crescite della città europea». Del resto, l’incontro fra università e centro urbano è quotidiano. «Occorre immaginare un campus universitario diffuso dentro questi centri a macchia di leopardo, che va ad alimentare ristoranti, bistrot, le parti anche più nascoste e intime della città. Walter Benjamin (filosofo e scrittore, ndr) parla degli angoli nascosti di Parigi, ed è un elemento di grande qualità urbana che a poco a poco stiamo perdendo».

‘Resta la soluzione ideale’

Agli occhi dell’architetto, insomma, «l’attività dispersa dei gruppi di studenti e delle facoltà non sono più grandi mammut, ma sono dislocate, come stiamo facendo anche noi a Mendrisio. Una realtà che si è arricchita, infatti, non solo della parte didattica: è nato un Archivio del Moderno, che ora è a Balerna, una Biblioteca che non è ancora stata inaugurata ma che ha preso possesso di Palazzo Turconi, nobilitandolo, e un Teatro dell’architettura. C’è quindi tutta una serie di eventi collaterali che, credo, non siano solo compatibili ma pure adeguati alla crescita dei nuclei urbani, che prima erano agricoli, poi sono diventati parzialmente artigiani e che poi erano dispersi». La conclusione è chiara: «La vocazione di una struttura universitaria all’interno di un campus diffuso nella città storica per me, ancora adesso, da un punto di vista teorico resta l’ideale. E questo indipendentemente dal fatto che succedano delle esasperazioni sia da un lato che dall’altro. Da cittadino mi sembra che sia una conquista quella dei piccoli borghi che diventano parte di un campus universitario».

‘Quando mi chiamava la polizia’

«Lei è del posto – Botta si rivolge alla cronista –. Ebbene, io le posso dire che già venti o venticinque anni or sono – dunque quando è nata l’Accademia, ndr – mi è capitato più volte di essere chiamato quando ero direttore. La polizia è sempre venuta a suonare alla mia porta chiedendomi di far presente al professore di abbassare la musica o ai ragazzi di fumare un po’ di meno (all’epoca lo si faceva, addirittura negli atelier)». Corsi e ricorsi storici, insomma. «La regola della vita civile è sempre stata sul margine della vita studentesca, quando vi sono queste accelerazioni di festa, di giubilo, di acquisizione di un risultato come un esame passato o la laurea – fa capire l’architetto –. Succedeva a Venezia, quando vi studiavo. Il mondo non è cambiato».

L’architetto Botta non vuole entrare nel merito di quanto è accaduto, ma esprime «massima comprensione» verso gli alunni. «La speranza e la certezza è che l’esasperazione, se c’è stata, è stata limitata», ci mette a parte. Ha saputo dei due arrestati? «Mi hanno informato in merito. Per fortuna siamo fuori dall’esasperazione dello straniero. Altrimenti ci sarebbe stato un acuirsi del disagio, peraltro immotivato. Gli studenti stranieri – chiarisce – sono i più legittimi nel seguire le norme e le leggi della convivenza civile». E allora una possibile lettura è che, «credo, sia un caso isolato. Anche se la consuetudine della fine dell’anno scolastico porta a queste cose. Da cittadino, io sono per la tolleranza». Guardando a questi due decenni? «Se faccio un bilancio di un anno o di vent’anni di Accademia a Mendrisio – ci risponde Botta – il voto è tutto favorevole. Anche se sono cresciute poche librerie, anche se forse la città non si è ancora resa conto che vivono lì 800 studenti e un centinaio di professori ogni giorno. Se questa non è ricchezza dei centri storici, allora lasciamoli morire».

L’inchiesta

Reati da ridimensionare

Sul fronte dell’inchiesta tutta l’attenzione è per il lavoro della procuratrice pubblica Pamela Pedretti. È a lei che è stato affidato un caso sul quale tutti si attendono chiarezza. Sarà importante capire, infatti, in modo esatto la dinamica di ciò che è accaduto lì al campus dell’Accademia di architettura: su un fronte le forze dell’ordine, sull’altro una ventina di studenti della facoltà. Un episodio sfociato nel ferimento di sette persone – sei poliziotti e un ragazzo – e nell’arresto di due giovani (uno dei quali tra i feriti). Raccolte le versioni dei fatti fornite dagli agenti, al momento sono stati interrogati solo il 26enne cittadino francese e il 29enne romando finiti in manette quella notte, quindi rilasciati qualche ora dopo. Poi non si è mosso più nulla: del resto la situazione è resa delicata proprio dai racconti contrastanti di istituzioni e alunni dell’ateneo. Diciamo pure che le cose sono state un po’ ingigantite, lascia intendere, da noi interpellata, Felicita Soldati, avvocata, patrocinatrice del 26enne francese. In effetti, la lista dei reati contestati dalla polizia è lunga e pesante: si parla di aggressione, lesioni semplici, vie di fatto, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, impedimento di atti delle autorità, sommossa. Di sicuro, una volta acquisiti tutti gli elementi utili, le accuse verranno ridimensionate, ci rende attenti. Di fatto non sussistono tutti i reati ipotizzati sin qui, esplicita. Nella giornata di lunedì la legale ha visionato alcuni filmati con il suo cliente: non si vedono lanci di oggetti verso gli agenti o atti di violenza nei loro confronti. Si nota per contro, annota, i giovani molto turbati e preoccupati, in particolare per il loro collega (il 26enne, ndr) con il volto sanguinante. Da più parti, dunque, urge la necessità di farsi strada tra la confusione e la concitazione del momento. E se, da un lato, ci fa comprendere, gli studenti possono aver sbagliato nel tenere la musica ad alto volume e festeggiare a notte inoltrata (e lo hanno ammesso), e dall’altra gli agenti sono chiamati a fare il loro lavoro; ecco che per trovare un punto di contatto (e non di scontro) serviva con tutta probabilità un po’ più di tolleranza. Soprattutto per cogliere le ragioni dell’euforia di ragazzi giunti al loro traguardo dopo un periodo reso complicato dalla pandemia. Dispiace per questa situazione, conclude Soldati. Perché gli allievi non se lo meritavano.

Leggi anche:

‘Scontro’ tra giovani e polizia al campus

Festa al campus con ‘scontro’: ‘Fa male per i ragazzi’

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
accademia agenti campus universitario mario botta mendrisio studenti
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved