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Il Laveggio merita di essere riscoperto (Ti-Press)
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21.04.2021 - 18:49
Aggiornamento: 19:18

A Stabio il fiume Laveggio è tutto da 'vivere'

Il Comune mette in cantiere la creazione di due aree di svago. La prima avrà carattere sportivo, la seconda avvicinerà all'acqua

Nella visione della Mendrisio del futuro rappresenta la spina dorsale della Città: un asse portante fatto d'acqua a cui ci si dovrà ispirare. Il Laveggio, però, è al centro dei pensieri di più di un Comune dell'Alto Mendrisiotto. Lì dove nasce, a Stabio, ad esempio, hanno messo in campo una strategia a tappe che mira a valorizzare il paesaggio fluviale e a rivelare il potenziale turistico di un comprensorio verde poco lontano dal centro del paese. Gli interventi previsti intersecano il progetto di Parco del Laveggio di cui si sono fatti promotori i 'Cittadini per il territorio'; il tutto nel segno della collaborazione degli enti locali. Tant'è che il Consiglio comunale ha già messo sul tavolo 300mila franchi per dare sostanza all'operazione. Segno della volontà di agire, nei giorni scorsi il Municipio ha pubblicato due domande di costruzione per la realizzazione di altrettante aree di svago lungo il fiume.

Un'area sportiva nel bosco

Per tornare a 'vivere' il fiume servono, però, le occasioni giuste. Così l'autorità comunale dopo aver aperto la via a un nuovo itinerario che aggira la zona industriale e si ricollega all'antico sentiero Guardie, oggi si focalizza su due progetti, resi pubblici da poco ed emanazione di uno studio di fattibilità allestito nel 2018. La prima opera pianificata in località Baragge, nella zona di Santa Margherita e delle sorgenti del Laveggio, ha in animo di dare forma a un'area di svago sportiva nel bosco, giusto a una ventina di minuti a piedi dal nucleo. Quei luoghi, del resto, per morfologia e attitudine - sono già ben frequentati - risultano essere la risposta ideale agli obiettivi del Comune; sullo sfondo le aspettative degli stessi 'Cittadini', orientati, come ci ricorda la stessa coordinatrice Grazia Bianchi, verso una convivenza rispettosa fra le attività umane e la natura del fiume. D'altro canto, gli approfondimenti condotti dai tecnici hanno escluso conflitti di carattere ambientale: l'intervento, infatti, come rilevano i progettisti, "non stravolge le aree verdi".

In effetti, la zona è situata nelle vicinanze del fiume Gaggiolo e della passerella pedonale realizzata l'anno scorso, quindi si inserisce bene nella rete dei sentieri, restituendo un punto di svago intergenerazionale e favorendo, altresì, l'attività all'aria aperta, riscoperta in tempi di Covid e confinamenti. A invogliare a fare sport ci saranno alcuni attrezzi per esercizi a corpo libero destinati ad adulti e bambini. Attrezzature che, restando coerenti con il contesto forestale, agricolo e di pregio naturalistico, saranno costruite in legno a fronte di una spesa globale di 50'300 franchi. Questo spazio, però, è stato concepito in parallelo con un'altra area, questa a valenza didattica, che sarà concretizzata in una fase successiva. Agli occhi dei tecnici questo approccio renderà "attrattiva un'ampia area pregiata e già oggi molto sfruttata dalla popolazione per lo svago di prossimità".

E un'area di svago nell'acqua

Incuriosisce, poi, l'altro intervento previsto sul fiume e annunciato nei giorni scorsi. Qui, oltre a valorizzare il comparto, si darà modo di riqualificare sul piano naturalistico un'ulteriore tratta del corso d'acqua, ridisegnando la sponda. Tra gli obiettivi dichiarati, come rileva il documento dei consulenti che accompagna la domanda di costruzione, si iscrive la "creazione di un accesso al Laveggio in modo da poter 'vivere pienamente il fume'". E ciò dopo che, sin qui, lo si è fruito solo visivamente. Dove accadrà tutto questo? A monte della Colombera e a sud della zona industriale, sull'altro lato dell'area di aeromodellismo. Anche in questo caso la presenza delle componenti agricole e boschive e di una strada sterrata ciclo-pedonale dà al comparto un valore naturalistico e fruitivo "di elevato pregio nella pianura del Mendrisiotto". A rendere intrigante l'avvicinamento al fiume vi saranno della gradonate e sedute rese possibili dalla posa di blocchi di marmo provenienti dagli scarti delle cave di Arzo. Marmo che servirà pure a creare un guado nell'alveo del Laveggio. Ma non ci si fermerà qui. I passi futuri? Nelle intenzioni del Comune di Stabio vi sono la definizione di nuovi collegamenti e la realizzazione di un percorso didattico conclusivo.

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