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18.01.2021 - 17:22
Aggiornamento: 19:30

Monte verso un territorio per la 'quarta generazione'

Un milione di franchi per finanziare un progetto atto a migliorare la qualità di vita degli anziani: non 'muri', ma lo spazio del paese nel quale vivono

monte-verso-un-territorio-per-la-quarta-generazione
Prendendoli per mano (Ti-Press)

Poco meno di un milione di franchi per mettere al centro l'anziano. Lo chiede, in un messaggio al Consiglio comunale, il Municipio di Castel San Pietro. Succo del credito un progetto definito 'modello' volto a migliorare la qualità di vita delle persone anziane in località discoste, nel caso specifico nella frazione di Monte. La tematica legata al mondo della 'quarta generazione' è, infatti, soprattutto in tempi di pandemia, di stretta attualità e, come evidenziato dall'esecutivo, "ci riguarda tutti". La crisi sanitaria dovuta al coronavirus ha, in particolare, messo in risalto l'importanza per gli anziani "di avere una rete di contatti, per permettere loro un'esistenza più tranquilla e degna di essere vissuta".

A compromettere soprattutto un'esistenza serena vi è il fatto che, nella società di oggi, "la quarta età si allontana sempre di più dalle altre generazioni, vedendo così affievolirsi – evidenzia il Municipio – il concetto di solidarietà intergenerazionale, concetto che deve ritrovare la sua importanza nei progetti sociali della politica della Confederazione, ma anche del Cantone e del Comune". Da qui la volontà di promuovere non, come capita ultimamente, abitazioni, ma una 'costruzione' più ampia che punta al territorio e allo spazio nel quale vivono gli anziani: "Il territorio – illustra i passi che verranno intrapresi l'esecutivo – diventa dunque un laboratorio sperimentale dove cercare delle soluzioni innovative per raggiungere un rapporto positivo fra il benessere della persona in età e l'ambiente che la circonda (naturale, sociale, culturale e storico)".

'Nessun intervento invasivo'

Il progetto, che nasce dalla ricerca condotta dal Laboratorio d'ingegneria dello sviluppo di Ponte Capriasca in valle di Muggio e in val Onsernone, su mandato del Consiglio svizzero degli anziani e con il sostegno dei Municipi di Castel San Pietro e Breggia, è stato affidato allo studioSER degli architetti Tiziano Schürch e Rina Rolli, con sede a Zurigo. Loro compito è stato quello di "rendere più attrattivo ciò che già esiste e non progettare interventi invasivi, per creare un luogo ancora più apprezzato e vivibile, non un luogo dove rinchiudersi ma uno spazio aperto, senza perdere di vista il contatto con il mondo circostante".

Castello si pone, quindi, a livello svizzero, nel ruolo di capofila nell'ambito dei progetti di sviluppo regionale, tanto che Monte è stato inserito nel Programma progetti modello di sviluppo sostenibile del territorio e riconosciuto da ben otto uffici federali. Uno studio che si è protratto sull'arco di tre mesi, attraverso numerosi sopralluoghi. Sette le dimensioni analizzate: dinamica, sociale, ludica, paesaggistica, storica, economica e tecnologica. Molte le informazioni raccolte volte, per esempio, ad adattare il territorio alle necessità di mobilità dalla persona anziana, la creazione e la valorizzazione di situazioni che favoriscano lo scambio sociale tra i residenti, la creazione di luoghi e dispositivi che possono favorire situazioni di gioco e contatto intergenerazionale, l'identificazione e la valorizzazione delle qualità paesaggistiche degli spazi pubblici del villaggio, come la trasmissione di ricordi e conoscenze delle persone anziane alle nuove generazioni e la realizzazione di spazi in cui gli anziani possano usufruire di tecnologie della comunicazione e digitalizzazione delle informazioni storiche ed etnografiche del territorio.

Un percorso multifunzionale e intergenerazionale

La proposta si concretezza attraverso l'idea di un percorso multifunzionale e intergenerazionale: "I diversi punti di interesse e di incontro, connessi fra loro, daranno forma a un tracciato che coniuga le esigenze degli anziani con gli interessi di bambini, adulti, abitanti e visitatori di Monte – si legge ancora nel messaggio –. Gli stessi elementi architettonici sono stati concepiti per rispondere a più funzioni e per riferirsi a più gruppi di persone". Nasce, quindi, un vero e proprio percorso, un 'filo conduttore', come definito dal Municipio di Castel San Pietro, che mette in relazione i punti di intervento previsti su tutto il territorio di Monte: "Esso di sviluppa lungo le principali vie pedonali del paese e si propone, in primo luogo, come elemento concepito per favorire gli spostamenti delle persone in età. Allo stesso tempo la presenza di situazioni di gioco per bambini, la creazione di punti d'incontro e di svago, la valorizzazione di tracce storiche sul territorio, rendono il percorso attrattivo anche per famiglie e turisti".

Svariati i punti 'di interesse', a cominciare dall'accesso al paese dai parcheggi in zona Monte di Sotto. Qui, l'intervento prevede la sistemazione del sentiero e il risanamento della scala di accesso. Seguono una serie di modifiche e interventi puntuali che toccano il centro e la piazza della frazione, la bottega, i muri a secco, la fontana e la stazione di pompaggio dell'acqua potabile, il cimitero, il lavatoio, l'ex casa comunale, la piazza della chiesa e la cappella di san Giuseppe, la fontana Zeic, l'osteria. Curiosità, la creazione di un corrimano nelle vie più ripide della frazione, la collocazione di alcune panchine, una parziale modifica della pavimentazione e la posa di 18 targhette esplicative con aneddoti, spiegazioni e fotografie. 

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