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05.12.2020 - 14:30

In treno da Como a Lecco: 'È la sola soluzione'

Le Associazioni degli utenti sui due lati del confine difendono il progetto di elettrificazione della linea. Che rischia di finire in un cassetto

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Una opportunità per i pendolari transfrontalieri (Ti-Press)

Non sarà la Mendrisio-Varese, con le sue migliaia di pendolari. Ma anche la Como-Lecco ha tutta la dignità di una linea ferroviaria transfrontaliera. Ridarle la carica, elettrificando la tratta - da Albate Camerlata a Lecco -, darebbe una 'arma' in più al trasporto pubblico, facilitando lo spostamento dei frontalieri di quelle parti, che ogni giorno varcano il confine per raggiungere il posto di lavoro in Ticino, e alleggerendo, al contempo, il carico veicolare sulle nostre strade. Insomma, sarebbe 'la soluzione'. Tant'è che ci aveva pensato pure lo Stato italiano, con il plauso della politica locale (quasi per intero), agganciando il progetto alle Olimpiadi del 2026. Un gancio che restituiva la possibilità di attingere ai 474 milioni di euro accantonati a favore della Regione Lombardia per la realizzazione delle infrastrutture utili alla manifestazione. Invece, l'opera è sparita dall'agenda del Pirellone: oggi non è considerata una priorità. Un errore clamoroso agli occhi di Astuti, l'Associazione di tutela degli utenti dei mezzi pubblici del Ticino, come dell'Associazione Utenti del Trasporto Pubblico (Utp) della Lombardia. Le due realtà, che danno voce ai pendolari sui due lati della frontiera, lunedì hanno scritto al presidente del governo Norman Gobbi e al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, confidando nel loro intervento. L'obiettivo? Perorare la causa all'indirizzo di Rete ferroviaria italiana, affinché si rilanci l'iniziativa sulla Como-Lecco.

Un'opera da sostenere

Astuti e Utp non hanno mancato di coinvolgere le aziende di trasporto, le autorità di Chiasso e Mendrisio e la Commissione regionale dei trasporti. La speranza, neanche troppo velata, è che si riesca ad accendere i riflettori su un progetto che potrebbe riequilibrare il rapporto fra auto e treno, oggi, osservano le due Associazioni, eccessivamente sbilanciato verso il mezzo privato, facendone beneficiare l'ambiente. "In particolare - richiamano - nella fascia a Est di Como verso Erba, l'utenza non ha reali alternative all'automobile, pur in vicinanza di un tracciato ferroviario, perché il treno non offre un servizio appetibile". In effetti, il servizio ha "poche corse, non cadenzate e soprattutto non connesse col Ticino, principale destinazione degli spostamenti". Ecco che, sollecitano Astuti e Utp, esaminando le alternative a disposizione per rendere più attrattivo il trasporto ferroviario, questa linea risulta essere "il prolungamento verso Erba e/o Molteno di una delle linee S e/o RE del servizio ferroviario del Ticino". Servizio che oggi ha poche corse, non cadenzate e soprattutto non connesse col Ticino, principale destinazione degli spostamenti. Di conseguenza elettrificare il tratto mancante permetterà ai convogli ticinesi, quindi a Tilo di estendere il suo raggio d'azione.

Una linea con un potenziale

Del resto, la Como-Lecco - ribattezzata anche la linea dei 5 laghi e coperta in circa un'ora - nel toccare i 13 Comuni allineati lungo un tracciato di circa 18 chilometri, dichiara una utenza potenziale complessiva di 250mila persone. E con l'ambizione di collegare pure i laghi di Lugano e Locarno, come hanno fatto notare gli esperti nel presentare il progetto. Una opportunità realizzabile solo sostituendo i treni diesel - che oggi assicurano il servizio - con l'elettrificazione della tratta. Il che permetterebbe altresì di prolungare un collegamento veloce (RE80) da Chiasso a Erba. I vantaggi, si rilancia, sarebbero notevoli "per i lavoratori frontalieri che ogni giorno si recano in Svizzera e per tutta l’area del Mendrisiotto e della Brianza Lecchese e Comasca alleggerendo notevolmente le strade provinciali dal traffico veicolare". Il tutto con un investimento di poco più di 17 milioni di euro.

Come per la Mendrisio-Varese

Immaginare un parallelismo con la Mendrisio-Varese e i suoi 5mila pendolari al giorno (nel periodo pre pandemia da Covid-19) non appare azzardato, soprattutto ad Astuti e Utp. Anzi, il confronto è utile. "Un simile successo è facilmente stimabile per il collegamento della Como-Lecco con la Svizzera, a fronte peraltro di un investimento molto più contenuto", motivano. "Considerando che negli spostamenti casa lavoro il coefficiente di occupazione dei veicoli è poco superiore a uno, per ogni passeggero che sceglie la modalità treno si può praticamente contare un'auto in meno sulla strada, e siamo quindi nell'ordine di diverse migliaia di auto in meno ogni giorno ai passaggi di frontiera e sulle strade limitrofe".

 

 

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