Mendrisiotto

Ivo Durisch ha deciso: 'Lascio il Municipio di Riva San Vitale'

Il municipale socialista ha rassegnato le dimissioni dopo 16 anni: 'L'ho fatto per dare continuità al lavoro nell'esecutivo'

Ivo Durisch (Ti-Press)
28 novembre 2020
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Quest'ultima legislatura se la ricorderanno in tanti. Per la pandemia, che ne ha segnato l'ultimo scorcio, ma anche per il vento di cambiamento che soffia in vari Comuni. Solo l'aprile scorso sulle rive del Ceresio nessuno avrebbe pensato che la politica a Riva San Vitale avrebbe mutato così tanto il suo volto. Dopo un cambio in corsa (di due municipali) e l'annuncio del sindaco Fausto Medici, deciso a lasciare il campo, a congedarsi dalle istituzioni comunali ora è anche Ivo Durisch, già vice sindaco. Il municipale socialista ha rassegnato, infatti, le dimissioni giusto questa settimana. Una scelta di cui i colleghi di Municipio hanno preso atto martedì. A capo del dicastero Salute pubblica e previdenza sociale, Durisch ha deciso di ritirarsi anzitempo, ovvero senza attendere la scadenza in vista delle elezioni comunali (fissate per il 18 aprile prossimo). Lo fa dopo aver trascorso sedici anni al tavolo dell'esecutivo.

'Lasciare non è mai facile'

Quali sono le motivazioni che hanno guidato questa decisione? «Non era mia intenzione ricandidarmi, di conseguenza ho ritenuto fosse importante dare continuità al lavoro municipale e quindi passare il testimone». Era il momento giusto? «Lo era. Anche se non è mai facile lasciare». Durisch sa che consegnerà il suo operato nelle mani di chi era destinata a subentrargli, Alessandra Galfetti. Certo al suo gruppo adesso spetterà il compito di portare a termine la missione: mantenere il seggio dentro la stanza dell'esecutivo. Ci riuscirà? «Sicuramente - dice convinto il municipale uscente -. La lista è buona e giovane: segnerà un ricambio generazionale».

Tra progetti e problemi di personale

Guardandosi alle spalle, questa sua ultima legislatura che sapore ha? «Dire agrodolce. In questi anni - spiega - abbiamo concretizzato, di fatto, i progetti ideati negli anni scorsi. E va detto che, nonostante i diversi investimenti fatti, lasciamo a chi ci succederà delle finanze sane e l'impegno di aver mantenuto sul territorio tutti i principali servizi alla popolazione. Penso, ad esempio, al negozio di paese, voluto fortemente - tanto da acquistare prima lo stabile, e dare poi in diritto di superficie il terreno per edificarne uno nuovo, ndr - e presenza importante soprattutto per le fasce più fragili. Certo negli ultimi due anni abbiamo dovuto confrontarci con problemi legati al personale, con alcune figure che se ne sono andate - ammette -. Problemi impegnativi da gestire e che hanno visto l'amministrazione sobbarcarsi maggiore lavoro. Una situazione che ha preoccupato il Municipio, il quale ha cercato nel limite del possibile di risolverla al meglio. Proprio per non consegnare al futuro esecutivo una eredità pesante, quindi una problematica irrisolta». Si è trovata una via d'uscita? «Si sta uscendo dall'impasse».

Gli obiettivi centrati

Tracciamo un breve bilancio: ha centrato gli obiettivi che si è prefissato in questi anni? «Tra le tematiche più importanti che ritengo un sucesso vi è senz'altro il consolidamento della presenza - oggi all'80 per cento - dell'assistente sociale, all'inizio insufficiente. Quindi il rafforzamento di una figura di riferimento per gli anziani e le persone in difficoltà del paese. Un altro progetto a cui ho creduto - tiene a ribadire Durisch - è stato il mantenimento del Centro diurno, soprattutto dopo i nuovi standard fissati dal Cantone. Non era evidente trasformare la struttura da ricreativa a socio-assistenziale, e per di più a valenza regionale». Ma ci siete riusciti. «Sì, ce l'abbiamo fatta. Anche qui, però, è entrato il problema del personale, che ci ha convinto della necessità di affidare la gestione all'esterno, a Pro Senectute, al fine di garantire la continuità del servizio. Una scelta che oggi ritengo positiva».

Il territorio al centro

Un altro motivo di vanto per Riva San Vitale è anche il fiume Laveggio. «Il Laveggio e la politica del territorio - rilancia Durisch -. D'intesa con tutti i partiti siamo riusciti, infatti, a concertare una politica di investimento , mentre con i 'Cittadini per il territorio' abbiamo sensibilizzato a livello regionale sul ruolo e l'importanza del Laveggio; e ora siamo il Comune con il progetto di rinaturazione più importante. Non dimentichiamo, poi, le acquisizioni dei due terreni a favore del Lido comunale e l'azione - con una raccolta firme dei cittadini contro l'arrivo di un centro per la lavorazione degli inerti - che ha portato a rivedere le regole pianificatorie per gli insediamenti industriali a ridosso delle aree abitative, migliorando così la convivenza».

L'agenda del futuro Municipio

Qual è la priorità a cui il futuro Municipio deve dedicarsi a suo parere? «Di sicuro - ci risponde Durisch - da condurre in porto c'è il cantiere del restauro delle scuole: un intervento importante quanto complesso. Poi, se lo vorrà, vi è il recupero delle Fornaci». Riva ha sempre rivendicato la sua indipendenza, il tema delle aggregazioni ha ancora qualche possibilità di riuscita? «Direi che anche a livello regionale sembra un po' tutto fermo. E anche il Comune polo - Mendrisio, ndr - non pare abbia interesse a espandersi ulteriormente». Come dire che se ne riparlerà più in là.

La crisi sanitaria da Covid-19 è entrata di prepotenza anche nella quotidianità dei Comuni: ha cambiato qualcosa? «Siamo riusciti, grazie al grande lavoro dell'amministrazione ad essere vicini alla popolazione, in particolare anziana, attraverso le telefonate, la consegna della spesa a domicilio, e cercando di cogliere i bisogni legati a una situazione particolare». Una situazione che ha decisamente mutato anche il modo di guardare alla politica. Attività politica che Ivo Durisch, capogruppo per il Ps in Gran consiglio, continuerà sui banchi del parlamento.

 

 

 

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