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29.10.2020 - 05:55
Aggiornamento: 11:00

Tir e dosaggio a Chiasso, ‘giro di vite’ per i camionisti

Troppi gli autisti di mezzi pesanti che non rispettano la segnaletica in prossimità della dogana di Brogeda. Ustra e Polizia intensificheranno i controlli

di Stefano Lippmann
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Archivio Ti-Press
Le giornate da 'bollino rosso' sono soprattutto il mercoledì e giovedì

Sebbene non sia estate, chi percorre l'autostrada da Mendrisio a Chiasso sa bene che, il mercoledì e il giovedì – soprattutto al mattino – sono giornate da 'bollino rosso'. Giorni in cui la colonna di automezzi pesanti raggiunge quasi – seppur in parte accostati lungo la corsia d'emergenza adibita ad carreggiata di dosaggio – l'area di sosta di Coldrerio. Dal valico commerciale di Chiasso Brogeda sino all'area citata: il che vale a dire decine e decine di automezzi pesanti fermi, in attesa di poter accedere all'area doganale per poter poi raggiungere l'Italia. Una mole di traffico che aumenta nei giorni citati e che si deve, in buona parte, al Nord Europa: è davvero importante il volume di merci che il lunedì mattina si muove dai porti di Rotterdam e da Anversa in direzione sud, passando appunto dal valico di Chiasso (nel 2012 erano 7,8 milioni di tonnellate le merci trasportate su strada lungo le Alpi). Una situazione non facile per gli automobilisti che, nel tratto indicato, si trovano a dover continuamente adattare la velocità da 100 chilometri orari (svincolo di Mendrisio) a 120 (sino all'ara di sosta), poi 80 (sino all'arrivo a Chiasso). Non di rado questa velocità scende sino a 50 chilometri orari (e anche oltre) in prossimità del semaforo che permette agli automezzi pesanti di poter 'rientrare' in autostrada. A tutto ciò si aggiunge il fatto che diversi camionisti, una volta giunti in prossimità della corsia di dosaggio, non rispettino la segnaletica che li obbliga ad accostare: c'è chi 'tira dritto' oppure chi tenta – malgrado la lunghezza e la mole dell'automezzo che guidano – di trovare un 'buco' in corsia d'emergenza dove inserirsi. Una manovra, quest'ultima, che non sempre riesce appieno e la 'coda' del camion lambisce la normale carreggiata, creando possibili situazioni di rischio. Ora, però, è annunciato un 'giro di vite' per i più indisciplinati. Insomma: chi non rispetta il fatto di doversi mettere diligentemente in coda, dovrà fare i conti con la Polizia. A darne conferma è il portavoce di Ustra (l'Ufficio federale delle strade) Gabriele Crivelli il quale conferma che «nei giorni di forte traffico esiste questa criticità. Siamo coscienti – continua – del fatto che la segnaletica non venga rispettata in alcuni frangenti». Il riferimento è ad esempio, ai camionisti «che non accostano per tempo ma oltrepassano il semaforo». Ed è per questo che, negli ultimi giorni, si sono susseguiti diversi contatti con la Polizia Cantonale per «intensificare i controlli».  Stiamo guardando, per quello che riguarda la zona di Coldrerio, con la Polizia Cantonale nell'ambito del progetto 'Via Libera', di intensificare i controlli. Nella speranza che poi la segnaletica venga rispettata». Un'altra misura, nel frattempo, è già stata implementata e riguarda l'uscita autostradale di Chiasso Centro. La presenza dei Tir in sosta, infatti, poteva arrivare a creare qualche difficoltà con gli automobilisti che dovevano imboccare l'uscita. Per disciplinare il traffico – tra veicoli in uscita e camion in ripartenza verso la dogana – un uomo del servizio di sicurezza disciplina il traffico. 

‘Corre in aiuto’ il radar di Balerna

Nel gennaio del 2016, all'altezza di Balerna (poco dopo il semaforo dosatore per i mezzi pesanti) è stato attivato un 'radar'. Rilevatore della velocità che controlla eventuali superamenti del limite in direzione sud (è bene ribadirlo, constatando che ancora oggi alcuni automobilisti che viaggiano in direzione nord effettuano pericolose frenate in sua prossimità). Un apparecchio che, soltanto nei primi sei mesi di attività, il dispositivo ha constatato oltre 68mila infrazioni, più di 3mila considerate gravi o medio gravi. Una necessità, la sua attivazione, giustificata anche dalla 'prevenzione'. A maggior ragione in considerazione del fatto che a pochi metri, come detto, è presente il semaforo che dosa l'entrata in carreggiata degli automezzi pesanti. Prevenzione che viene ribadita ancora oggi, a più di quattro anni di distanza: «La posa del radar fisso a Balerna – conferma in tal senso il portavoce della Polizia Cantonale Renato Pizolli – ha posto le premesse per un abbassamento oggettivo della velocità media in direzione del valico doganale. Inoltre – aggiunge –, in quello specifico tratto autostradale la presenza regolare di pattuglie permette di mitigare l’insorgere di situazioni a rischio».

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