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Orizzonte 2050 (Ti-Press)
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15.02.2020 - 06:10
Aggiornamento: 09:57

Il Basso Mendrisiotto a tu per tu con Ustra per l’A2

I Comuni, Chiasso in testa, hanno messo sul tavolo l’idea di spostare l'autostrada. E da Berna arrivano 100 milioni per rimodernarla, da qui al 2030

Il Basso Mendrisiotto già se lo immagina: un territorio ‘liberato’ dall’ultimo tratto autostradale. Con l’A2 spostata sul lato della collina del Penz e messa in galleria. Ma soprattutto questo comprensorio ci crede. È convinto che il progetto sia realizzabile, orizzonte il 2050. Tant’è che i Comuni di Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore, Vacallo e Novazzano hanno già fatto quadrato. A tal punto da chiedere (e ottenere) un incontro con l’Ustra, l’Ufficio federale delle strade. Così giovedì sera si sono ritrovati tutti a Palazzo civico: i rappresentanti dei Municipi, il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni in testa, il presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Crtm) Andrea Rigamonti e i dirigenti di Ustra con il capo della filiale di Bellinzona Marco Fioroni. Risultato? Ne è nata una chiacchierata di un’oretta. Che per Arrigoni si è rivelata «costruttiva e interessante». Almeno, dice a ‘laRegione’, «abbiamo messo le carte in tavola». Del resto, anche Ustra non si è presentata nella cittadina di confine a mani vuote. I responsabili sono arrivati, sottobraccio, il piano d’azione per la ristrutturazione delle infrastrutture autostradali – inclusi viadotto e svincolo di Balerna-Bisio – da Mendrisio alla dogana. Un intervento da 100 milioni di franchi da concretizzare, a tappe e tre grandi cantieri, sull’arco di un decennio.

Di che essere lusingate per le autorità comunali: si dà attenzione all’appendice finale del territorio nazionale. Ma il Basso Mendrisiotto è determinato a lanciare lo sguardo oltre gli interventi di manutenzione. L’idea di traslare quei quattro chilometri di A2 è visionaria e fuori tempo? C’è chi l’ha pensato. Non, però, i cinque Comuni della regione – «tutti ne vedono notevoli benefici» – o la Crtm (che l’appoggia»). Non dopo aver preso visione del dossier ribattezzato ‘Porta Sud delle Alpi’, frutto di un lavoro di Master in pianificazione territoriale al Politecnico di Zurigo. All’incontro con Ustra giovedì sera c’era, infatti, anche l’autrice, Elena Fontana, architetto.

‘Una questione politica’

Rotto il ghiaccio con i responsabili dell’Ufficio federale delle strade, come hanno reagito di fronte a quella ipotesi di lavoro? «Da tecnici, addetti alla gestione dell’infrastruttura autostradale – ci risponde Bruno Arrigoni –, la loro attitudine non è né contraria, né favorevole al progetto. In effetti, non lo escludono a priori. Con correttezza e trasparenza ci hanno spiegato che si tratta di una questione politica».

Quindi, porterete il discorso sul piano politico? «Sarà il nostro prossimo passo – conferma il sindaco di Chiasso –. Tutti i Comuni concordano sulla necessità, a questo punto, di prendere contatto in veste ufficiale con il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento del territorio diretto da Claudio Zali, e con la deputazione ticinese alle Camere. In questo modo faremo uscire dai nostri confini la proposta. Nelle prossime settimane, dunque, chiederemo in modo formale un incontro».

Certo, l’orizzonte 2050 appare lontano. «Questo è l’aspetto che fa un po’ paura e può raffreddare gli animi – ammette ancora Arrigoni–. D’altro canto, per progettare il futuro dobbiamo muoverci adesso, visti i tempi e le prassi della pianificazione territoriale». E qui il sindaco di Chiasso attira l’attenzione su un’altra concomitanza. «In fondo è la stessa data prospettata per la prosecuzione di Alp­Transit a sud di Lugano. Ecco che dal nostro punto di vista è interessante ragionare sulla nuova trasversale ferroviaria alpina e lo spostamento dell’A2 nel loro complesso».

La sfida, insomma, è lanciata. Con la consapevolezza che aprire la ‘Porta Sud’ sull’area del Pian Faloppia significa coinvolgere pure le autorità italiane. «L’operazione è complicata, lo sappiamo. Per questo – ribadisce Arrigoni – dovremo avviare un canale anche con le autorità d’oltreconfine, a cominciare dalla Città di Como e dalla Provincia». In ogni caso il sindaco di Chiasso resta ottimista. «Potrebbe essere una cosiddetta situazione ‘win win’». Tradotto: per una volta si vince tutti.

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