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Mendrisiotto
23.10.2019 - 06:000

L’autosilo è pubblico, ma il pedaggio è... privato

Malumori a Chiasso per le tariffe (doppie) del parcheggio sotto il complesso Tertianum. ‘Il Municipio ha scritto al proprietario, ma ha le mani legate’

Trovare posteggio in centrocittà è, spesso e volentieri, una impresa. Ma questa non è una novità. Se però alla caccia al posto auto si aggiunge, pure, un salasso al portafoglio, ecco che l’automobilista rischia davvero di ritrovarsi sull’orlo di una crisi di nervi. Oggi a Chiasso la possibilità è reale. Chiusa l’area ‘Comacini’ cha affaccia su viale Volta, chi da inizio mese ha optato per il nuovo autosilo (pubblico) nei sotterranei della residenza ‘Tertianum’ ha avuto un’amara sorpresa. Alla prova parchimetro si è accorto che le tariffe sono raddoppiate rispetto a quelle comunali (da un po’ 1 franco l’ora). Lasciare la vettura in sosta per sessanta minuti costa, dunque, 2 franchi. E se si sfora di pochi minuti è presto fatto vedersi moltiplicare il pedaggio, da 2 a 4 franchi. Questo nuovo stato di cose ha alimentato lamentele e malumori fra utenti e cittadini, che non hanno mancato di raggiungere (oltre ai vertici di Tertianum Comacini) le stanze del Palazzo comunale. Questa volta, però, l’ente pubblico ha poco margine di manovra: il parcheggio ha valenza comunale, ma la proprietà (ergo il tariffario) è privato.

Il caro posteggi al Comacini? «Ne siamo consapevoli e dispiaciuti. In questo caso, comunque, il Municipio ha le mani legate», ci dice senza tanti giri di parole la capodicastero Sicurezza pubblica Sonia Colombo-Regazzoni. I patti stretti a suo tempo alla vendita del terreno (all’asta, base poco meno di 9 milioni) da parte del Comune erano chiari; e ancor più puntale è la convenzione chiamata a regolare l’uso di un piano dell’autosilo quale ‘posteggio di corta durata’. Di conseguenza, i pedaggi li decidono ai piani alti del gruppo d’investimento Csf Real Estate Switzerland della Credit Suisse Fondazione d’investimento, che nel 2016 ha acquistato il fondo investendoci 72 milioni. «Da parte nostra – puntualizza la municipale –, abbiamo scritto più volte ai proprietari cercando in tutti i modi di far presente il problema e far capire la situazione, ancora prima dell’apertura del complesso (il giugno scorso, ndr), ma senza avere riscontri sin qui». In realtà, si è tentato altresì di suggerire l’introduzione della prima mezz’ora gratuita. Il risultato? Un ‘bonus’ di dieci minuti; poi scatta la tariffa ordinaria.

Così, lunedì, in occasione dell’inaugurazione del Centro abitativo e di cura Tertianum, lì al Comacini, si è andati dritti dalla responsabile del gruppo del Credit Suisse. La quale si è ritrovata ‘accerchiata’ da una delegazione municipale, guidata dal sindaco Bruno Arrigoni, a cui si è aggiunto il neopresidente della Società commercianti del Mendrisiotto Carlo Coen. «In effetti, abbiamo provato di nuovo a sottoporre la questione a viva voce», conferma Sonia Colombo-Regazzoni. Esito di questo incontro estemporaneo? «Ci ha assicurato che ne parlerà nelle sedi opportune e si vedrà».

Al momento, quindi, le alternative restano poche: o ci si converte alla mobilità lenta, o si va a piedi o ci si dirotta, con l’auto, sul parcheggio sotterraneo del Centro Ovale; o ancora ci si sposta verso uno dei posteggi di via Cattaneo, oltre la ferrovia. «Con i proprietari del Centro Ovale abbiamo trovato un’intesa conveniente – ricorda la capodicastero Sicurezza pubblica –: lasciare l’autovettura per 3 ore costa 1 franco e 50. E l’autosilo dista solo sei minuti a piedi (con i tacchi, l’ho sperimentato) dal centro».

In cerca di soluzioni meno care, c’è chi ha scelto, invece, di posteggiare nel grande piazzale di fronte al supermercato Coop in via Comacini. A quel punto, però, sceso dal veicolo, si è visto confrontato con un altro... ostacolo: la mancanza di marciapiede su un lato di un’arteria oggi di grande scorrimento. Messi in sicurezza i passaggi pedonali, grazie ai semafori, ci si ritrova a scansare auto fuori... posto che occupano lo spazio dei pedoni. «Il problema c’è – riconosce la municipale –. E anche in questo caso abbiamo preso carta e penna e scritto ai servizi cantonali. Restiamo in attesa di una risposta».

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