Mendrisiotto

Condannato il pensionato al valico con... l'erba

L'uomo, che ha sostenuto di essere entrato in Svizzera 'per sbaglio', aveva con sé tre chilogrammi di marijuana. Una tesi che non ha convinto del tutto la Corte

Un 'corriere' di confine alla Clint Eastwood in 'The Mule' (Keystone)
28 agosto 2019
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Quel che resta, oltre alla pena definitiva, sono le «molte perplessità». Parole del giudice Marco Villa il quale – questa mattina davanti alla Corte delle assise correzionali di Mendrisio – ha giudicato un pensionato 71enne, cittadino italiano residente a pochi chilometri dal confine elvetico. Ed è proprio al valico che è iniziata quella che l’imputato – difeso dall’MLaw Milo Bernasconi – ha definito una «disattenzione pazzesca».

Il 15 giugno dello scorso anno l’uomo, al volante della sua auto, è entrato in Svizzera passando dalla dogana di Stabio Gaggiolo. Nulla di strano se non fosse che, a un controllo delle Guardie di Confine, sono stati rinvenuti 3 chilogrammi di marijuana suddivisi in tre confezioni, con un grado di Thc (il ‘principio attivo’ dell’erba) tra il 13 e il 15%. Da qui la condanna proposta dal procuratore pubblico Nicola Respini – scritta nero su bianco nel decreto d’accusa – di  6 mesi di carcere, sospesi per un periodo di prova di due anni, per infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. Decreto al quale l’imputato ha deciso di fare opposizione. Non per il reato in sé, comunque riconosciuto – ha spiegato oggi il suo legale in aula – quanto per la commisurazione della pena. Troppi, ha sostenuto la difesa, considerando «la piena collaborazione» e la sua «situazione economica qualificata come pessima». Proprio perché «schiacciato dai debiti», l’uomo avrebbe «agito in grave stato di angustia».  Tesi non abbracciata dal giudice Villa: «non si trovava senza via d’uscita». E in merito alla collaborazione, ha spiegato la Corte, «ha fatto i suoi verbali ma non ha detto niente di più». Rimangono le già citate «perplessità sul racconto», anche se «non ci sono prove contrarie». La pena è stata quindi ridotta a 90 aliquote giornaliere da 30 franchi l’una (sospesa per due anni). Con un monito, ben chiaro: «non mi faccia più pasticci».