una-selva-di-antenne-in-citta
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
1 min

Museo di Verzasca e Parco del Piano, sboccia la collaborazione

Una lettera d’intenti per sviluppare nuove sinergie in diversi ambiti, permettendo ad entrambi di potenziare e arricchire le rispettive attività
Luganese
4 min

Lugano, nel 2022 l’acqua potabile sarà più cara

La tassa sarà incrementata di circa il 20%. L’aumento interesserà sia le tasse di base sia quelle di consumo.
Ticino
31 min

Altri due decessi per Covid in Ticino e 4 ricoveri in 72 ore

Nel corso del fine settimana, venerdi compreso, si registrano 344 contagi, quasi il 50% in più rispetto a lunedi scorso e il dato più alto da un anno
Ticino
1 ora

Mattia Keller è il nuovo direttore di Migros Ticino

47enne, nato e cresciuto in Ticino, dal 1°dicembre sostituirà Lorenzo Emma che andrà in pensione dopo 19 anni alla testa della Cooperativa regionale
Locarnese
1 ora

Serata letteraria con Brunoni e Mancini ad Aurigeno

Due scrittori locarnesi emergenti dialogheranno con il professo massimo Frapolli e il pubblico
Locarnese
3 ore

Brissago, il Municipio ‘si tuffa dal trampolino’

Al Consiglio comunale il credito per rifare le due piattaforme a lago del Lido comunale, sistemare la zattera e sostituire le boe di demarcazione
Ticino
4 ore

Guasto tecnico, treni deviati sulla linea di montagna del Ceneri

Un problema di esercizio sta creando disagi alla circolazione dei treni fra Lugano e GIubiasco
Mendrisiotto
5 ore

Sul ‘Tacuin’ echi della saggezza popolare

Partito un po’ per caso nel 1985, il popolare calendario si propone in edizione 2022 con nuove... trovate
Ticino
5 ore

Cultura e tempo libero: cosa fanno i ticinesi

Un’analisi dell’Ustat sfata qualche stereotipo e conferma alcune tendenze sociodemografiche. Ah, ci piace anche il balletto
Economia
5 ore

‘Il web ha dato un potere al consumatore mai avuto prima’

Il giornalista economico di Radio 24 Sebastiano Barisoni, venerdì scorso a Lugano, sulla rivoluzione determinata da rete e postpandemia
Grigioni
12 ore

Lostallo, perde il controllo del veicolo e si ribalta

La donna avrebbe riportato ferite di una certa gravità, ma non è in pericolo di vita. È accaduto in zona Campagna intorno alle 19.45
Ticino
15 ore

I giovani chiedono più sostegno psicofisico

Le sezioni giovanili dei partiti di sinistra preoccupate per il crescente malessere psichico che attanaglia le nuove generazioni
Bellinzonese
16 ore

Soggiorni sportivi e scolastici nel futuro dell’ex Galvanica

Faido: chiesto un credito per avviare uno studio di fattibilità. L’idea del Municipio è quella di riconvertire lo stabile in un ostello da 100 posti
Lugano
17 ore

Lis, via libera (con modifiche) agli statuti

La Commissione delle petizioni propone alcuni aggiustamenti al testo municipale
Bellinzonese
17 ore

Torna la videosorveglianza nei centri rifiuti di Camorino

Il Municipio conferma comportamenti abusivi nelle strutture Al Mai e In Muntagna, compresi sabotaggi ai dispositivi di chisura automatica
Luganese
17 ore

Pse a Lugano, decisivo il voto per corrispondenza

Se la consultazione sul referendum fosse stata limitata alle urne oggi, il contrari avrebbero prevalso per sole cinque schede
Ticino
17 ore

La Cassa disoccupazione dell’Ocst si digitalizza

Un sito per caricare tutti i documenti necessari per fare richiesta delle indennità senza spostarsi da casa
Ticino
17 ore

Coronavirus e la pandemia dei dati

L’Acsi invita a partecipare all’incontro pubblico (il 2 dicembre, online e in presenza) sulla difficile sfida di orientarsi tra i numeri del Covid
Mendrisiotto
18 ore

‘Sergio Vorpe di Melano è volato via’

Il ricordo di una figura legata indissolubilmente al Monte Generoso e alla Grotta dell’orso di cui è stato scopritore
Mendrisiotto
26.08.2019 - 05:500

Una selva di antenne in città

A Chiasso fa discutere il progetto di posare un impianto di telefonia mobile sul tetto di un palazzo del centro

a cura de laRegione

Camminando, il naso sul telefono cellulare, è difficile rendersene conto. Ma basta alzare lo sguardo, verso i tetti dei centri urbani, per scoprire che, in questi anni, la selva di antenne si è infittita. Oggi nel Mendrisiotto se ne contano più di una cinquantina: e la contabilità è in divenire. Cartina alla mano, zoomando sui due poli – la mappa fornita dal Dipartimento del territorio sul sito del Cantone, www.ti.ch, in tal senso è illuminante – la concentrazione di impianti è evidente. Se ne sono accorti pure i chiassesi, che nel corso dell’estate si sono messi a fare la conta delle domande di costruzione (quattro al momento) che annunciano l’intenzione delle maggiori aziende, titolate per la diffusione della telefonia mobile, di issare nuove stazioni o di potenziare le esistenti. L’ultima in ordine di tempo, in pubblicazione fino a venerdì 30 agosto, oltre a far rizzare... le antenne (è il caso di dirlo) a proprietari confinanti e inquilini ha iniziato, poi, a far muovere pure le acque della politica locale. Ma come, ci si è chiesti, ancora un’antenna in pieno centro? E le radiazioni non ionizzanti che effetto avranno su chi vive e lavora nel quartiere?

Il progetto firmato da Swisscom, del resto, non lascia dubbi. L’obiettivo è quello di posare un nuovo impianto “radio base per la ricetrasmissione dei segnali di telefonia mobile” in cima al palazzo City, al numero 25 di Corso San Gottardo. Ovvero non distante da altre infrastrutture simili. Per taluni si tratta di nove metri di antenna di troppo. Tant’è che, fra chi abita nel raggio dei 679 metri entro il quale ci si può mettere di traverso, sta già circolando l’idea di presentare un’opposizione collettiva. Così come è già successo a Pedrinate per l’impianto in zona Pignolo o per quelli di via Bossi 54 o in via Odescalchi 15, che hanno sollevato censure a decine. Gli argomenti a cui si pensa di appellarsi? Innanzitutto il principio di precauzione e la tutela della salute dei cittadini. La popolazione, insomma, ha fame di certezze scientifiche sulla questione dell’elettrosmog. E qui potrebbe venire in soccorso lo studio commissionato dall’Ufficio federale dell’ambiente, annunciato a Berna per la fine dell’anno. Sino ad allora, suggeriscono i contrari, perché non soprassedere?

La Città fissa le regole

Di sicuro a Chiasso le recenti domande di costruzione resteranno, di fatto, nel limbo (quindi in sospeso), in attesa di concludere la procedura che accompagna l’introduzione di una nuova variante di Piano regolatore, determinata a disciplinare la posa delle antenne per la telefonia mobile. Il Municipio l’ha messa a punto (in verità l’ha ri-presentata) a fine luglio, consegnandola all’esame commissionale. E a breve, ci fa sapere il capodicastero Pianificazione di Chiasso Davide Lurati, «sarò convocato per discuterne nei dettagli». Poi la parola passerà al Consiglio comunale. La cittadina di confine, al pari di altri cinque Comuni, ha deciso di far leva sulla pianificazione proprio per mettere ordine nella selva di impianti e, soprattutto, per salvaguardare le zone sensibili del territorio. Un criterio invocato, a suo tempo (era l’ottobre del 2015), dal gruppo Plr, autore di una mozione condivisa, nel marzo del 2016, anche dal legislativo. Ecco perché l’esecutivo ha stabilito un ordine di priorità nella scelta dei comparti dove collocare gli impianti, applicando così il ‘modello a cascata’, su cui, peraltro, è stato messo il sigillo federale. L’approccio, d’altro canto, ha già trovato il consenso del Dipartimento del territorio, il quale ha staccato un preavviso favorevole sulle varianti di Pr. In buona sostanza, le aziende di telefonia potranno operare, a scalare, solo nelle ‘zone per il lavoro’ (per prime), nelle ‘zone miste’, nelle ‘zone residenziali e miste’ e, unicamente in ultima ratio, nelle ‘aree delimitate dal raggio di 150 metri da locali dove soggiornano persone particolarmente sensibili, quali scuole, case anziani, strutture ospedaliere e simili’. Non solo, le norme prevedono che i gestori delle antenne devono “di volta in volta dimostrare che non sono disponibili ubicazioni nelle zone con priorità più alta”. Come hanno reagito Sunrise, Salt e Swisscom? Recapitando una presa di posizione congiunta. Ma la partita è tutt’altro che chiusa.

La situazione: questione di norme

Per il Cantone ciò che conta è far rispettare le regole. Un’applicazione “accorta e rigorosa” delle norme federali e cantonali oggi è la sola via percorribile, nel rispetto “sia del cittadino che degli operatori di comunicazione mobile”. Il Consiglio di Stato lo ha messo, una volta di più, nero su bianco di recente, rispondendo agli interrogativi della deputata dei Verdi Claudia Crivelli Barella. La bussola per districarsi nel dedalo delle antenne – sullo sfondo i timori per i possibili effetti dell’elettrosmog sulla salute – è data dall’Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti (Orni), che stabilisce i valori limite di esposizione. Per gli impianti di telefonia mobile si è introdotta una soglia inferiore a quella prevista a livello internazionale e riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità. Non solo, al momento, come si ricorda nella ‘Statistica ticinese dell’ambiente e delle risorse naturali’ del 2017, “si applica un principio di precauzione, vale a dire che si incoraggiano le tecnologie a bassa emissione e si mira a ridurre, per quanto possibile, l’esposizione della popolazione alle Rni”, le radiazioni non ionizzanti. Radiazioni emesse, richiama lo stesso documento, dalle “linee per il trasporto dell’energia elettrica, i telefoni cellulari e le loro antenne, le stazioni emittenti per radio e tv, gli impianti radar e molti apparecchi elettrici di uso comune (televisione, radio, computer, forno a microonde, apparecchi wi-fi ecc.)”. La rassicurazione cantonale unita alla verifica che l’83 per cento delle stazioni non superano i limiti (i dati sono stati controllati fra il 2000 e il 2008) e al fatto (accertato) che “la maggior parte della popolazione è esposta a intensità di Rni giudicate deboli” non sembrano bastare, però, a tranquillizzare chi si ritrova a tu per tu con un impianto. Nel frattempo, il Cantone continua a tenere sotto osservazione la situazione (dal 2000 le misurazioni sono regolari). Anche a Chiasso si sono posate otto antenne di monitoraggio. Per alcuni da controllare ci sarebbero pure i compensi versati ai proprietari degli stabili dove si issano le antenne. In luglio, a margine della querelle nata attorno a un impianto a Pollegio, si è saputo che Swisscom avrebbe offerto 100mila franchi per posare le sue apparecchiature in un giardino privato.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved