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Mendrisiotto
17.08.2019 - 14:350

Mendrisiotto in sella per 'La Belvedere'

Ci si prepara alla terza edizione della pedalata storica, che porterà gli appassionati della bici (d'epoca e no) sulle strade meno battute della regione

Dalle strade bianche della Toscana alle viuzze alternative del Mendrisiotto: ci hanno voluto provare anche i momò ad avere la loro pedalata storica. E ci sono pure riusciti, visto che ormai ‘La Belvedere’ sta per tagliare per la terza volta la linea di partenza. Certo c’è voluta tutta la tenacia del Velo Club Mendrisio e la passione di chi ama visceralmente la bicicletta. Per finire, però, la kermesse che il 24 e 25 agosto prossimi macinerà chilometri sulle strade del Distretto ha saputo conquistare un po’ tutti. Perché c’è chi emula gli eroici pedalatori d’inizio secolo, con i tubolari a tracolla su una due ruote d’epoca, e chi semplicemente si regala una gita fuori porta su una bici (magari elettrica) dei giorni nostri. In entrambi i casi, a dare la spinta c’è il fatto che questa è una terra di ciclisti: non a caso si sono organizzati due Campionati mondiali (nel 1971 e nel 2009 a Mendrisio). Ciò che conta qui, in ogni caso, è abbandonare le strade più battute dal traffico e inoltrarsi in uno dei cinque itinerari disegnati dagli organizzatori e modulati per età e garretti dei partecipanti. Gli stessi che si daranno appuntamento a Villa Argentina a Mendrisio. Il denominatore comune? «Allontanarsi da autostrada e capannoni e andare alla scoperta del nostro territorio, ricco e bello», è la risposta di Andrea Bellati, presidente del Velo Club Mendrisio. Segni distintivi dell’evento: pettorali personalizzati (a mano) e, a futura memoria, un ‘road book’ (un libretto di percorso) dove segnare le tappe della cavalcata in bicicletta.

Cinque varianti

C’è la versione ‘Classica’ da 36 chilometri e quella ‘Sterrata’ da 42 (anche con brevetto) per gli appassionati di rampichino. Vi è chi sceglie la ‘Panoramica’, 44 chilometri che conducono fino al Serpiano, e chi preferisce mettersi a dura prova, coprendo ben 59 chilometri. Per tutti l’importante è pedalare, su e giù per monti e valli, tra i vigneti e sulle strade “che hanno fatto la storia del ciclismo”, assaporando i prodotti nostrani nelle svariate soste (strategiche) disseminate sui percorsi. Alla fine ci si potrà rifare gli occhi con le biciclette storiche in mostra, quest’anno affiancate dalle auto del seguito della mitica ‘Salvarani’ (con la sua maglia corse anche Felice Gimondi).

E un itinerario culturale

Ci sarà, però anche una ‘Belvedere’ culturale: 12 chilometri durante i quali, il sabato, si toccheranno 4 musei del territorio: il Museo Vela a Ligornetto, la Pinacoteca Züst a Rancate, il Museo della Civiltà contadina a Stabio e il Museo del Trasparente in Casa Croci a Mendrisio. Una peculiarità che ha conquistato la Città di Mendrisio. «La Belvedere è una manifestazione particolare con un aspetto culturale importante», conferma il vicesindaco Paolo Danielli. Così accanto al territorio e alle tradizioni enogastronomiche, chi pedala potrà (ri)scoprire dei «tesori da conoscere». I primi ad aver accolto con entusiasmo questa opportunità, del resto, sono gli stessi istituti museali. Per il Museo Vela è la seconda volta. E qui la sosta non mancherà di essere anche conviviale, con una risottata di mezzogiorno. «Amiamo da sempre – ribadisce Tiziana Conte – lavorare in sinergia, scambiando saperi e allargando il pubblico, che ha la possibilità di ritrovare interessi e passioni magari sopiti». Una modalità virtuosa che è nelle corde pure dell’Organizzazione turistica regionale. «Questa idea ci è subito piaciuta tanto – spiega la direttrice Nadia Lupi –: è un bel modo per guardare con altri occhi il nostro territorio».

Da arte ad arte

E a proposito di sguardi, sabato (dalle 9) la manifestazione ospiterà altresì un concorso di ‘Bodypainting’, ispirato al Mendrisiotto. Una forma espressiva, quella della pittura sul corpo, quasi sconosciuta dalle nostre parti. Una lacuna che si intende colmare, tra una pedalata e l’altra

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