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Mendrisiotto
05.08.2019 - 18:340

Altri due licenziamenti in Vetta al Monte Generoso

La situazione lavorativa è oggetto di un'interrogazione del Mps. La Fmg respinge le accuse di mobbing e condizioni di lavoro tese

«Confermo che abbiamo effettuato altri due licenziamenti la settimana scorsa ma per questioni di privacy non voglio scendere nei dettagli». È questa la reazione del direttore della Ferrovia Monte Generoso Lorenz Brügger all’interrogazione presentata ieri al Governo dai deputati del gruppo Mps-Pop-Indipendenti Simona Arigoni, Angelica Lepori e Matteo Pronzini. «Non abbiamo assolutamente nulla da nascondere: siamo in una fase di riorganizzazione e ristrutturazione – aggiunge Brügger –. Fino a oggi le persone licenziate sono state 13, tutte sostituite da nuovi dipendenti». La decisione, oggi come a inizio anno (cfr ‘laRegione’ del 3, 10, 15 e 18 gennaio), «non è motivata da questioni di risparmio, tanto che la somma attuale degli stipendi che versiamo è più alta ora: stiamo lavorando molto bene, siamo sopra al nostro budget e i feedback che riceviamo sono più che positivi». Brügger non nasconde una certa delusione per l’atto parlamentare presentato e per non essere stato interpellato da nessuno dei deputati. In particolare «per il danno al Monte Generoso, al Fiore di pietra e ai colleghi, perché alcune affermazioni non corrispondono affatto alla realtà: sento ancora parlare unicamente di competenze linguistiche, ma ho sempre affermato che la Fmg ha bisogno di una squadra con peculiari capacità. Conosco il settore turistico e il mercato, e so come devo muovermi per garantire agli 85 collaboratori lo stipendio alla fine di ogni mese, adesso e in futuro», è l’analisi di Brügger. Nell’interrogazione i deputati evidenziano che “fino a oggi i licenziamenti in vetta sono stati almeno 16: il più recente risale a pochi giorni fa, con l’allontanamento di figure di spicco per la struttura, lasciando scoperto il personale nel momento clou della stagione turistica”. Le sostituzioni effettuate, annotano ancora Arigoni, Lepori e Pronzini, “non hanno di fatto portato a un miglioramento delle conoscenze linguistiche da parte del personale”.

Occupazione ridotta causa lavori

I granconsiglieri aggiungono che “a conferma che i licenziamenti sono stati fatti unicamente per ridurre i salari, al personale è stata ridotta l’occupazione ufficiale dal 100 al 90 per cento (in alcuni casi anche meno). Non è da escludere che questa riduzione ufficiale non corrisponda a una riduzione effettiva del tempo di lavoro, vale a dire che al personale possa venir chiesto di prestare lavoro gratuito infrangendo di conseguenza le disposizioni legali”. Il clima di lavoro, aggiungono, “è estremamente teso e sembrerebbe che vi siano anche casi di mobbing”. Se queste ultime affermazioni sono per Brügger «talmente assurde e non meritano commenti», relativamente alle riduzioni delle percentuali di lavoro il direttore della Fmg spiega che queste riguardano al massimo una quindicina di collaboratori, e non tutti. Le stesse sono state dettate dall’estensione della chiusura della linea ferroviaria a causa dei lavori che dureranno quattro anni e che inizieranno alla metà di ottobre. «Perderemo due mesi e mezzo a stagione – osserva Lorenz Brügger –. Invece che fare dei licenziamenti senza sostituzioni, abbiamo raggiunto un accordo con i dipendenti: durante la stagione avranno un contratto a tempo pieno, quando saremo chiusi saranno stipendiati all’80 per cento. Quale azienda, al giorno d’oggi, trova una soluzione simile per non colpire i collaboratori?».

Tre domande al CdS

Sono tre le domande sulle quali il Governo dovrà chinarsi. Arigoni, Lepori e Pronzini vogliono sapere quali verifiche sono state fatte da parte dell’autorità cantonale in merito ai licenziamenti per sostituzione effettuati dalla Monte Generoso; se l’Ispettorato del lavoro, competente per l’applicazione della Legge sul lavoro, ha verificato il rispetto della stessa e se “i licenziamenti per sostituzione così come una gestione irrispettosa dei diritti e della tutela del personale corrisponde al modello di turismo che le autorità cantonali, rispettivamente Ticino Turismo, vogliono promuovere”.

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