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Il nucleo di Pianspessa visto da sud (www.pianspessa.com)
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11.02.2019 - 06:00
Aggiornamento : 10:50

Un progetto per 'essere fieri del nostro territorio'

Luca e Samuele Cereghetti sono i promotori del recupero del comprensorio agricolo di Pianspessa, sulle pendici del Monte Generoso

di Prisca Colombini

Luca e Samuele Cereghetti sanno di avere intrapreso «un progetto che punta molto in alto». Il loro obiettivo è infatti il recupero del vasto comprensorio agricolo di Pianspessa, il promontorio che esce dal massiccio del Monte Generoso e si affaccia sulla Valle di Muggio. I due giovani, 25 e 22 anni, hanno acquistato il fondo due anni fa con le idee chiare. «Cerchiamo di fare qualcosa che sia utile e ci faccia essere fieri del nostro territorio – ci spiega Luca Cereghetti, storico di formazione; il fratello è tecnico agrario –. Ci sto mettendo l’anima per salvare un monumento che vale la pena essere salvato. Sul nostro territorio abbiamo monumenti magnifici che per questioni economiche, o per mancanza di energie, vengono lasciati all’abbandono e quando si presenta un buon progetto, è troppo tardi». A Pianspessa, dove nel Settecento i fratelli Gaetano e Simone Cantoni hanno acquisito degli appezzamenti dove è stata creata la masseria, «abbiamo un insieme di beni culturali attestati: tre edifici inseriti nella lista dei beni culturali e tre ettari di prati secchi di importanza nazionale che presentano speci particolarmente rare anche a livello ticinese. Vogliamo inserire contenuti che permetteranno di valorizzarli ulteriormente».

‘Un progetto partecipato’

Ricorrendo allo strumento pianificatorio del progetto di paesaggio – che permette di portare avanti un progetto ampio con elementi diversi in modo unito – nell’ultimo anno Luca e Samuele hanno elaborato un progetto complessivo che permette di salvaguardare la vocazione agricola del podere e di recuperare tutti gli elementi architettonici presenti, «per restituire alla collettività un paesaggio culturale degno di nota. Il nostro progetto propone una marcia indietro con l’obiettivo di recuperare un comparto aperto in montagna di pregio che può essere ancora valorizzato e che nel terzo millennio può ancora essere fonte di reddito e portare nuovi circoli turistici ed economici nel comprensorio di valle». L’investimento stimato ammonta a 4,5 milioni di franchi. La domanda di costruzione potrebbe essere presentata entro fine anno. «Stiamo valutando il piano finanziario – spiega Luca Cereghetti –. C’è moltissimo da fare e sappiamo che ci saranno degli aggiustamenti in corso d’opera, che alcune operazioni saranno dilazionate negli anni e potranno essere a costo zero creando un progetto partecipativo con scuole, associazioni e musei». I contatti sul territorio sono già in corso. «Le collaborazioni che stiamo cercando di tessere con i musei – come il Museo etnografico della Valle di Muggio con il quale lavoreremo a stretto contatto e il Museo della Civiltà contadina di Stabio per la parte scientifica – e le istituzioni saranno estremamente importanti per rendere il progetto qualcosa di partecipato». Pianspessa, tiene a sottolineare Luca Cereghetti, «è un patrimonio comune gestito da un’azienda privata – l’azienda agricola di proprietà della famiglia Cereghetti, ndr – che deve avere una finalità pubblica: sarebbe peccato restaurare un complesso così importante e tenerlo sotto chiave, senza farlo vedere a nessuno. La finalità di questi lavori è quella di introdurre contenuti utili all’azienda agricola ma che abbiano anche una funzione didattica e di accoglienza». Tutti, insomma, devono poter provare gli stessi sentimenti vissuti dai due promotori e «capire che ci sono un’energia particolare e una forza sprigionate da questo luogo». Nel comparto sono già in corso piccoli lavori, grazie alla collaborazione di volontari – «una bellissima testimonianza» – per consolidare tetti e murature. «Spero che il prima possibile ci ritroveremo con i prati recuperati, falciati e non più vittime dell’avanzamento del bosco e con i prati secchi recuperati». Passando agli edifici, Luca Cereghetti spiega che «una stalla dovrebbe essere recuperata e trasformata in riparo per gli animali durante l’estate, di modo che ai bambini potrà essere mostrato come avviene la mungitura». Passando al nucleo, la base della masseria, «dovrebbe accogliere contenuti produttivi e didattici: un caseificio per il formaggio, un laboratorio per i salumi, delle cantine per la stagionatura dei formaggi – nostri come di altre aziende della regione –, una biblioteca-mediateca con documentazione e oggettistica relative al restauro e un locale degustazione con delle cucine». Dettagli e aggiornamenti sul progetto sul sito www.pianspessa.com e sulla pagina facebook ‘Progetto paesaggio Pianspessa’.

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