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Mendrisiotto
15.12.2018 - 14:450

'Avviate un'inchiesta sui fatti di Balerna'

Il deputato Pronzini sollecita il governo sulle vessazioni alla casa anziani. Intanto, il governo prepara un documento per gli istituti

La Giustizia ha fatto (alfine) il suo corso e ha messo un punto fermo (anzi due, nel secondo caso non definitivo, si andrà in Appello, come anticipato da ‘laRegione’ del 30 novembre) sulle vessazioni consumate negli anni scorsi dentro le mura del Centro degli anziani di Balerna. Ma ciò basta a squarciare il velo sui maltrattamenti agli anziani? Non agli occhi del deputato del Movimento per il socialismo (Mps) Matteo Pronzini, tornato alla carica delle istituzioni cantonali, questa volta con una mozione che mette il dito nelle responsabilità politiche, a più livelli, nella vicenda. E la richiesta qui si fa tagliente: istituire una commissione d’inchiesta indipendente sull’operato dei vertici della struttura, delle autorità comunali e di quelle cantonali. Il granconsigliere va dritto al nodo (dolente) della questione. “Sul caso dei maltrattamenti di Balerna – esordisce Pronzini nel suo atto parlamentare –, le autorità, sia cantonali che comunali, malgrado l’evidenza, continuano a evitare che si faccia chiarezza sulle loro responsabilità politiche per i gravissimi maltrattamenti avvenuti all’interno della casa per anziani”. Un motivo sufficiente, per il deputato, per sollecitare, come detto, un organo esterno all’amministrazione cantonale e composto da “specialisti del settore della salute ed ex magistrati”. La sua missione? Analizzare e valutare quanto accaduto, “dal 2010 in avanti”, scandagliando decisioni e procedure di responsabili d’istituto, ente gestore (il Comune) e autorità e servizi cantonali, Commissione di vigilanza inclusa. Le aspettative? La consegna di un rapporto al Gran Consiglio entro sei mesi dalla sua costituzione.

Abusi, vademecum in vista

Dal suo osservatorio il Cantone già oggi non ha dubbi, però, che sicurezza e rispetto dei diritti dei residenti siano assicurati all’interno del Centro. Nella struttura, ribadisce il governo in una recente risposta agli ultimi interrogativi di Pronzini (del marzo 2017), si è dato seguito anche alle raccomandazioni della Supsi, autrice di un rapporto sulla ‘bientraitance’ in casa anziani, “continuando il percorso di stabilizzazione” e avvalendosi di “adeguati supporti”. Certo al momento, conferma ancora, non sussiste a priori una “procedura standard” di comportamento di fronte a presunti maltrattamenti: “I denuncianti, i denunciati e i contenuti delle segnalazioni sono troppo variegati”. Di conseguenza, “ogni singola situazione deve essere valutata in modo unico, indipendente e personalizzato”. Il Cantone, però, ha fatto un passo avanti: sta allestendo una sorta di vademecum all’indirizzo degli istituti. “Per meglio cogliere gli aspetti più rilevanti di tali denunce – fa sapere l’autorità a Pronzini –, è in fase di ultimazione un documento che le strutture stesse potranno utilizzare a livello operativo quale strumento di analisi e raccolta informazioni in caso di sospetti maltrattamenti”. Si tratta di un dossier che “si propone di fornire alle direzioni degli istituti una metodologia d’analisi della fattispecie per meglio capire se, quando e quali passi ulteriori intraprendere”. Una prassi che potrà essere di supporto al lavoro della Commissione di vigilanza e dello stesso Ufficio di sanità, ormai sovraccarichi. Tant’è che, in media, dalla denuncia di un caso al preavviso passano un paio di anni. A rinforzare le tutele ora c’è poi pure la Legge sanitaria, che al nuovo articolo 62, capoverso 5, prevede “la possibilità di adottare sanzioni e il divieto d’esercizio della professione anche per le categorie di operatori non abilitati a esercitare sotto la propria responsabilità professionale”.

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