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Mendrisiotto
21.07.2018 - 14:400

Mendrisio avrà una stazione che unisce

Licenziato il messaggio municipale sulla variante di Piano regolatore che ridisegnerà il comparto. Prevista, tra gli altri, anche una zona di incontro

Il comparto della stazione di Mendrisio è pronto a cambiare volto. Si tratta, come la definisce il Municipio nel messaggio appena licenziato all’indirizzo del Consiglio comunale, della “sfida urbanistica più importante che dovrà affrontare la Città di Mendrisio”. La zona sarà infatti chiamata “ad assumere un nuovo ruolo di centralità e di connessione tra la parte alta della città (centro storico, polo ospedaliero e polo universitario) e le aree di attività della pianura (Rime-Brecc, San Martino), espletando la funzione di nuova piazza d’incontro complementare alla storica piazza del Ponte”. Il nuovo ruolo del comparto, sottolinea il Municipio, “è reso necessario della maggior affluenza di persone derivante dalla messa in esercizio delle nuove infrastrutture ferroviarie e dall’insediamento della Supsi”. La riorganizzazione dello svincolo e il nuovo Piano viario di Mendrisio permetteranno “la riduzione del traffico automobilistico su via Franscini”, arteria che sarà declassata a zona 20-30 km/h, “e la formazione di un’area d’incontro davanti all’edificio della stazione”. I costi di realizzazione della variante di Piano regolatore ‘Comparto speciale A – Stazione Ffs Mendrisio’, presentata per la prima volta alla popolazione nel 2012, sono stimati in 4’930’000 franchi. La Città parteciperà con 2’585’000 franchi. Gli interventi pubblici necessari per l’attuazione della variante “sono limitati alla riqualifica dei comparti stradali di via Franscini e via Catenazzi”. La zona incontro di via Franscini è inserita nelle opere di Pam2, mentre la pista ciclabile che interessa via Catenazzi in quelle di Pam3 “e beneficiano dei sussidi del Cantone e della Confederazione”.

Lungo ‘viale della Stazione’

Obiettivo della variante è “definire un carattere urbanistico chiaro, rafforzando le tipicità degli elementi già presenti sui due lati della stazione”. A monte c’è il lato urbano, caratterizzato dalla costruzione edilizia densa e con elementi di elevata qualità architettonica. “La creazione di un comparto urbano denso quale futuro quartiere della stazione è il proseguimento logico dello sviluppo del comparto stazione”. Il concetto urbanistico è caratterizzato “dalla definizione di due fronti uguali lungo via Franscini – che da strada principale diventerà strada di servizio introducendo la zona 20-30 km/h – dando peso alla qualifica dello spazio stradale”. Il carattere significativo a valle della ferrovia “viene creato tramite il filare di alberi che definisce lo spazio stradale di via Catenazzi (collegamento ciclopedonale tra San Martino e la futura area di svago di Valera)”. La sistemazione dell’area stazione prevede di “coniugare le funzionalità proprie di un grande impianto ferroviario con la creazione di una nuova centralità urbana, riconnettendo due settori cittadini storicamente separati dalla ferrovia e dalla strada cantonale e fornendo nel contempo riferimenti e identità al tessuto urbano esistente”. Da attuale incrocio del traffico motorizzato, “lo spazio davanti alla stazione potrà trasformarsi in una zona d’incontro pedonale”. Il concetto “prevede la sistemazione della piazza dotandola di una superficie unitaria che si estende dalla banchina ferroviaria sino alle edificazioni rappresentate dagli alberghi Milano e Stazione, collegando gli elementi pubblici attorno alla piazza”. La riqualifica urbana di via Franscini “potrà assumere il ruolo di ‘viale della Stazione’ che collega gli impianti ferroviari al centro storico e ai centri di interesse”. L’obiettivo principale, spiega ancora il Municipio, “è quello di ricucire la maglia urbana interrotta oggi dalla ferrovia e dalla strada cantonale, con la realizzazione di un fronte edilizio lungo via Franscini, proporzionandolo ai due lati della strada”. La piazza viene quindi assunta come “un intervento di riqualificazione urbana di ampio respiro. La piazza è intesa come luogo di transito, ma soprattutto come luogo di relazione sociale per eliminare l’effetto di separazione costituito dalla linea ferroviaria. Il sistema stazione diviene elemento non più di divisione, ma di unione”.

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