Spazio Lampo a Chiasso (Ti-Press)
Spazi ai giovani
21.06.2018 - 12:120
Aggiornamento : 14:43

Spazio Lampo, luogo d’arte e di idee

Un 'contenitore' di via Livio a Chiasso trasformato in luogo di lavoro e creatività

In via Livio al numero 16 a Chiasso c’è un luogo inaspettato. Lì, a due passi dal centrocittà e dalla stazione, dove un tempo si affacciava un negozio, oggi si mettono letteralmente in vetrina le idee. Tutto è cominciato nel marzo del 2015. È da allora che Aline d’Auria e altre persone e associazioni locali hanno dato vita a Spazio Lampo. È così che un gruppo di persone ha fatto in modo di trasformare un ‘contenitore’ in un luogo comune di lavoro (otto le postazioni occupate da altrettanti professionisti, Radio Gwendalyn occupa invece il retro bottega) e al contempo di creatività.

A curare gli eventi culturali proposti al pubblico è l’associazione Grande velocità. La vostra presenza nel tempo ha incuriosito i chiassesi: c’è un’interazione con il territorio? «Sì e no – ammette Aline d’Auria –. È vero che siamo in centro, ma siamo pure su una strada di passaggio. Quando allestiamo un’esposizione – l’ultima è stata inaugurata il 15 giugno scorso –, le persone si fermano e ci chiedono. A volte siamo una vetrina che rispecchia la città: la polizia, interessata, che ci domanda di cosa si tratta; le famiglie o i richiedenti l’asilo che si affacciano, capita persino il tossicodipendente del posto. Non sappiamo cosa succederà in seguito.

È vero – ci spiega la cofondatrice – che con le nostre iniziative collaboriamo con i festival della città: da Chiassoletteraria a Festate, dal Jazz alla Biennale dell’immagine. In queste occasioni sì, c’è un’interazione con il territorio, anche perché condividiamo il pubblico. Così ci si mischia. Il che fa parte della nostra volontà di sfruttare il movimento e l’energia che si crea a Chiasso». In realtà vi siete inventati un luogo nuovo, dove i progetti culturali hanno ricevuto, sin qui, il sostegno delle istituzioni, comunali e cantonali, e di alcune fondazioni svizzere. Di fatto siete diventati un interlocutore culturale? «Siamo uno spazio di cultura. Ad esempio, grazie al ‘Progetto Vetrina’ – ci illustra Aline d’Auria – mettiamo a disposizione, su invito, l’angolo adiacente alla vetrina, in tutto 50 metri cubi, ad artisti e professionisti. Poi organizziamo anche concerti, tavole rotonde e incontri. Del resto, lo scopo, da statuto, è proprio quello di promuovere la cultura locale, nazionale e internazionale. Ciò che chiediamo è di sperimentare e ridare nuova identità al nostro spazio, restituendo altresì una visione di Chiasso, del quartiere, di questi luoghi».

Certo fare cultura non è semplice, anche dal profilo finanziario. Il budget di Spazio Lampo non è ricco, ma tutto è curato con impegno, dedizione e professionalità. «Per noi è importante riuscire a produrre o coprodurre nuove opere, e a coprire le spese. Prestiamo anche molta attenzione alla qualità della comunicazione: carta pregiata e stampa in tipografie del posto. Sì, è un bell’impegno, ma ci piace. Abbiamo già tante idee per il 2019: ci dovremo un po’ limitare».

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