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Davide Agosta
Giorgio Noseda
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Mendrisiotto
08.05.2017 - 08:150
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:18

Giorgio Noseda sul rally nel Mendrisiotto: 'Decisione sciagurata del Governo. Per evitare malattie il traffico va diminuito, non aumentato'

di Giorgio Noseda, medico

La cattiva qualità dell’aria nel nostro cantone deve avere influenzato anche il comportamento di qualche membro del Consiglio di Stato. Il quale però, a maggioranza, ha dato 'luce verde' al rally del Ticino, fissato per la sera del 23 maggio con un percorso di 'soli' 3,3 chilometri sulla tratta Balerna, Novazzano, Seseglio e Pedrinate (questi ultimi nel Comune di Chiasso). Sono rimasto incredulo e amareggiato perché questa decisione aggraverà l’inquinamento atmosferico che si registra soprattutto nella regione attorno a Chiasso, in particolare per l’importante aumento delle polveri fini. Le polveri fini (PM 10) e ultrafini (PM 2,5) sono sprigionate in grande quantità dal traffico stradale e sono gli inquinanti dell’atmosfera maggiormente dannosi per la salute dell’uomo. Più dannosi di altri fattori tossici, come ad esempio, il diossido di azoto (NO2) e l’ozono.

L’Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico prescrive che la media annuale di polveri fini non superi i 20 mcg/m3 di aria e che il limite giornaliero di 50 mcg/m3 di aria venga superato al massimo una volta all’anno. Nella regione di Chiasso questi limiti non vengono per niente rispettati. Secondo il Rapporto 'Qualità dell’aria in Ticino', pubblicato dal Dipartimento ambiente (giugno 2016), a Chiasso la media annuale di polveri sottili è di circa 30 mcg/m3 di aria (una volta e mezzo quanto stabilito) e nel 2015 il limite giornaliero di 50 mcg/m3 di aria è stato superato ben 62 volte. Solo nei giorni di pioggia la concentrazione delle polveri fini si avvicina alla normalità.

Situazione di completa illegalità

Siamo quindi in una situazione di completa illegalità. Dovuta anche al fatto che alla circolazione automobilistica locale si aggiungono sia quella dei circa 40'000 frontalieri che entrano giornalmente dai valichi del Mendrisiotto, sia quella di poco meno di 1 milione di grandi e pesanti autocarri che attraversano annualmente il San Gottardo e il San Bernardino (parecchi dei quali molto inquinanti perché funzionano a diesel). Anche qui (altra grave illegalità) siamo ben lontani dai 650'000 passaggi iscritti nella Costituzione federale a seguito dell’Iniziativa delle Alpi, che dovrebbe essere rispettata entro la fine del 2018. Altre polveri fini provengono poi dalla vicina Italia.

Sono ormai numerosi gli studi nazionali e internazionali che attestano come l’incremento della concentrazione delle polveri fini aumenti in modo significativo l’incidenza di molte malattie polmonari (asma specialmente nei bambini, bronchite cronica negli anziani, cancro broncopolmonare), cardiovascolari (infarto miocardico, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, ictus cerebrale) e neurologiche. Si è constatato anche un accrescimento di circa il 10% dei casi di demenza delle persone che vivono a meno di 200 metri di distanza da una strada di grande traffico. Parecchie delle patologie descritte sono mortali.

Quegli studi epidemiologici sono chiari e indiscutibili. Quindi, se vogliamo evitare quelle malattie, bisogna ridurre il traffico automobilistico, non aumentarlo (perdipiù con un’iniziativa assurda, perché se ne può fare benissimo a meno). Il nostro governo, invece, con una sciagurata decisione che va contro il buon senso prima ancora che contro ogni logica, permette lo svolgimento di una corsa automobilistica. La quale sarà sicura apportatrice di inquinamento atmosferico, perdipiù in una stagione in cui l’aria, se non mitigata dalle piogge, è già sovraccarica di polveri fini, con conseguenti gravi danni alla salute.

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