
Si è concluso con le richieste di pena della Procuratrice Chiara Borelli il primo giorno del processo davanti alla Corte delle Assise Criminali di Mendrisio per usura e promovimento della prostituzione. Fatti avvenuti tra il 2008 e il 2010 al Rosa Nera di Chiasso, locali a luci rosse che ha ormai chiuso i battenti. Le oltre 200 ragazze che si prostituivano, ha sostenuto la Pp nella sua requisitoria, erano controllate e non avevano altra scelta. E le pigioni a loro imposte – 120 franchi al giorno – sono state definite da Borelli come usuraie del 220 per cento. Per l'accusa a capo del quartetto c'erano una 40enne italiana e un 47enne della regione. Per loro le richieste di pena sono state di 24 e 20 mesi sospesi per un periodo di prova di tre anni. Anche per un 57enne italiano la pena richiesta è stata di 20 mesi sospesi. Mentre per un ex dipendente, italiano di 37 anni non coinvolto nel reato di usura, sono stati proposti 13 mesi sospesi. Domani mattina la parola passerà alle difese: gli avvocati Sabrina Aldi, Stefano Genetelli, Daniele Ponti e Carlo Steiger hanno già preannunciato che si batteranno per il proscioglimento dei loro assistiti. La sentenza arriverà domani in serata.