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Francesca Agosta
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Mendrisiotto
31.08.2016 - 11:300
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:16

Amnesty sui migranti: 'Proteggere i diritti dei minorenni che si trovano a Como'

a cura de laRegione

Le organizzazioni non governative sono preoccupate per l’alto numero di minorenni non accompagnati respinti verso l’Italia al confine meridionale della Svizzera. Su invito della ONG italiana Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (Asgi) e dell’associazione ticinese Firdaus, Denise Graf, esperta di asilo di Amnesty International Svizzera, sta partecipando a una conferenza stampa in corso in questi minuti a Chiasso. Graf ha chiesto alle autorità di proteggere i diritti dei minorenni che si trovano a Como.

“La Svizzera non rispetta i diritti dei bambini e dei giovani che si presentano alle sue frontiere – ha affermato Denise Graf –. Numerosi minorenni non accompagnati si sono visti vietare l’entrata in territorio svizzero da parte delle autorità elvetiche, anche se erano alla ricerca di protezione e volevano raggiungere i propri parenti in Svizzera o in altri paesi europei”. Una delegazione di Amnesty International ha visitato Como a metà agosto. Sono state condotte circa 30 interviste con ragazzi (tra loro anche un 12enne) presenti nell’accampamento attorno alla stazione di Como e nell’istituto del parroco Don Giusto Della Valle, nel comune comasco di Rebbio. Amnesty International ha inoltre potuto visionare i dossier di numerosi profughi respinti. Si sono inoltre tenuti incontri con organizzazioni assistenziali, volontari e funzionari governativi. “Le indagini tra i giovani hanno dimostrato che al confine ci sono grossi problemi di comprensione riguardo la procedura di asilo e le questioni legali – ha affermato Denise Graf –. Alle Guardie di confine in Ticino è stato affidato un compito che esula dalle loro competenze. Ogni persona che valica un confine ha il diritto a una decisione formale. Le persone che si identificano regolarmente possono venir respinte dalle Guardie di confine, per esempio se sono oggetto di un divieto di ingresso. Nel caso di persone prive di documenti vale la presunzione che si tratti di persone alla ricerca di protezione. Queste devono avere accesso almeno a una procedura preliminare da parte dell’autorità competente, ovvero la Segreteria di Stato della migrazione (SEM)”.

Nel corso delle ultime settimane, in Ticino, le Guardie di confine hanno respinto verso l’Italia quasi due terzi delle persone che si sono presentate senza un documento di viaggio valido. Solo circa un terzo ha avuto accesso alla procedura di asilo. Il numero elevato di rinvii senza una procedura preliminare e una decisione formale da parte dell’istanza competente viola il diritto internazionale.

Inoltre numerosi ragazzi hanno raccontato di essere stati respinti verso l’Italia dalle Guardie di confine svizzere nonostante avessero espresso il proprio desiderio di chiedere asilo in Svizzera o di essere alla ricerca di protezione. Tutte queste persone sarebbero dovute esser trasferite alla Segreteria di Stato della Migrazione per permettere loro l’accesso alla procedura di asilo. Altri minorenni non accompagnati sono entrati in Svizzera al secondo o terzo tentativo e sono stati assegnati al Centro di registrazione e procedura di Chiasso. “Sulla base della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia, le autorità svizzere hanno l’obbligo di identificare i minorenni non accompagnati e a rendere possibile il ricongiungimento famigliare. Il semplice fatto che un minorenne dorma all’addiaccio e da solo a Como, e che desideri raggiungere i propri parenti in Svizzera o altrove in Europa deve venir considerato come una richiesta di protezione. Le autorità devono prendere a carico questi ragazzi e queste ragazze, garantire che siano informati dei loro diritti e affiancati da una persona di fiducia”, ha aggiunto Denise Graf.

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