Luganese

Agenti indagati, un Plr muscolare attacca (e scarica?) il pg Pagani

I decreti d'accusa a carico di due poliziotti per l'episodio di Camignolo, i liberali radicali disapprovano quanto stabilito dal procuratore generale

Agenti indagati, un Plr muscolare attacca (e scarica?) il pg Pagani
Il procuratore generale Andrea Pagani
(Ti-Press)
30 ottobre 2026
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"Il Plr esprime forte preoccupazione per la decisione di mettere sotto accusa due agenti di polizia in relazione ai fatti di Camignolo. Una vicenda che rischia di trasmettere un messaggio profondamente sbagliato a chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dei cittadini, spesso intervenendo in situazioni difficili, imprevedibili e potenzialmente pericolose". Nero su bianco, i liberali radicali disapprovano la decisione del procuratore generale Andrea Pagani, comunicata stamattina, di emanare due decreti d'accusa per abuso di autorità nei confronti di un agente della Cantonale e di un poliziotto della Città di Lugano in relazione al loro intervento il 13 ottobre 2025 durante la manifestazione non autorizzata presso la scuola media di Camignolo. Il rispetto dello Stato di diritto “è un principio irrinunciabile, così come la presunzione d’innocenza, ma uno Stato che pretende fermezza dai propri agenti deve anche avere il coraggio di sostenerli quando esercitano le loro funzioni”, tuona in una nota il partito presieduto da Alessandro Speziali. Di transenna, ricordiamo che il pg Pagani è di area Plr. Il partito di riferimento lo sta forse scaricando?

Continua la nota del partito: “Non possiamo chiedere alla polizia di intervenire con determinazione e poi lasciarla sola di fronte alle conseguenze di ogni intervento. Il principio dell’uso proporzionato della forza è sacrosanto e deve valere sempre. Ma non può trasformarsi in una clava sulla testa degli agenti, troppo spesso lasciati soli a gestire situazioni difficili. A questo si somma la frustrazione di chi, ogni giorno, si confronta con una diffusa sensazione d’impunità di fronte a comportamenti illeciti ripetuti. Lo dimostrano le preoccupazioni più volte sollevate dal Plr per alcune situazioni che coinvolgono richiedenti l’asilo a Chiasso, come altrove”. Il rischio “è un paradosso inaccettabile: chi deve far rispettare le regole si sente sotto esame permanente, mentre chi le viola sembra non subirne le conseguenze”. Per il Plr “la sicurezza è una condizione fondamentale della libertà: significa tolleranza zero verso la violenza, rispetto delle istituzioni e pieno sostegno a chi è chiamato a far rispettare la legge”. Principi che “dovrebbero essere condivisi da tutti, ma che alcuni ambienti sembrano ricordare soltanto quando si tratta di difendere i diritti di chi contesta l’autorità, dimenticando troppo spesso quelli di chi rappresenta lo Stato".

Rincara il partito: "La domanda, a questo punto, è inevitabile: che cosa dobbiamo aspettarci alla prossima manifestazione, qualora dovessero verificarsi episodi di violenza? Agenti chiamati a garantire l’ordine pubblico, ma costretti a chiedersi se ogni loro intervento possa trasformarsi in un procedimento penale? La sicurezza non si garantisce con una polizia intimidita. Si garantisce con una polizia preparata, autorevole e sostenuta dalle istituzioni". Il Plr "continuerà a difendere questo principio, senza ambiguità e senza cedimenti".

Insomma la polizia va difesa e sostenuta a prescindere... sembrano affermare i liberali radicali. Preoccupante, in uno stato di diritto.

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